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Via ferrata

Sentiero dei Fiori

Via ferrata · Val di Sole, Pejo e Rabbi
Immagine del profilo di Mirco Fedel
Responsabile del contenuto
Mirco Fedel
  • Ponte sospeso nel primo tratto di ferrata
    Ponte sospeso nel primo tratto di ferrata
    Foto: Mirco Fedel, Community
m 3000 2800 2600 2400 2200 16 14 12 10 8 6 4 2 km
Via ferrata in alta quota, lungo le zone interessate dalla Grande Guerra
media
Lunghezza 17,1 km
12:00 h.
1.315 m
1.315 m
3.127 m
2.402 m

Il percorso è pensato per un'uscita di due giorni, con pernottamento al rifugio Mandron.

Il sentiero dei Fiori può essere diviso in 3 parti, con grado di difficoltà che va progressivamente ad aumentare: il primo tratto, più frequentato e turistico, va dal passo del Castellaccio fino ad arrivare al passo di Lago Scuro; il secondo dal passo di Lago Scuro porta a raggiungere cima Payer e succesivamente a scendere a passo Payer, mentre il terzo ed ultimo tratto parte dal passo Payer e porta al passo Pisgana, passando per l'omonima cima.

Al termine di ognuno dei tratti è possibile interrompere l'escursione, tornando al punto di partenza o verso il rifugio su sentieri,

Da tenere presente nel calcolo delle tempistiche l'elevato afflusso di turisti, specie lungo il primo tratto di ferrata, che nei periodi festivi porta da un dilatarsi dei tempi e svariati periodi di attesa.

Difficoltà
media
Impegno fisico
Emozione
Paesaggio
Punto più alto
3.127 m
Punto più basso
2.402 m
Periodo consigliato
gen
feb
mar
apr
mag
giu
lug
ago
set
ott
nov
dic

Tipo di strada

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Partenza

stazione a monte cabinovia Paradiso (2.579 m)
Coordinate:
DD
46.238613, 10.580684
DMS
46°14'19.0"N 10°34'50.5"E
UTM
32T 621868 5121773
w3w 
///attuato.grandi.orario
Mostra sulla mappa

Arrivo

Rifugio Mandron

Direzioni da seguire

Si parte dalla stazione a monte della cabinovia Paradiso, la cui stazione a valle si trova al passo del Tonale. Da qui si tiene la Dx e seguendo i cartelli si sale in direzione del passo del Castellaccio (circa 1h dalla partenza): qui inizia il primo tratto attrezzato, che tramite passerelle e ponti sospesi porta a raggiungere il passo di Casamadre ed il corno di Lago Scuro (circa 3h dalla partenza). Questo primo tratto di ferrata non presenta difficoltà ed è molto ben tenuto, motivo per cui nei periodi festivi si incontrano spesso gruppi molto numerosi di turisti, non necessariamente esperti, che portano inevitabilemente a code e rallentamenti.

Si scende al passo di Lago Scuro dove vi è la prima possibilità di interrompere l'itinerario, dirigendosi verso passo Presena dove si possono prendere gli impianti per scendere.

Dal passo di Lagoscuro si procede verso cima Payer, anche qui senza grossa difficoltà (circa 30' dal passo, 4h dalla partenza). La discesa verso passo Payer vede un deciso aumento della difficoltà, con punti dove bisognerà arrampicare in discesa aggrappandosi alla catena di sicurezza.

Passo Payer è un secondo punto dove è possibile interrompere l'itinerario, dirigendosi di nuovo verso passo Presena o verso il rifugio Mandron.

Dal passo ci si tiene in cresta, seguendo radi segnavia e ometti di pietra che ci portano a raggiungere la cresta e a seguirla fino a punta Pisgana (6h dalla partenza). Il grado di difficoltà aumenta ulteriormente: la catena di protezione diventa più rada, gli ancoraggi non sempre danno la massima impressione di fiducia, sono presenti numerosi passaggi non protetti e ci si muove spesso sul filo della cresta.

Da punta Pisgana si scende su rocce fino a passo Pisgana, dove ci si può togliere l'attrezzatura da ferrata e scendere a Sx (su sentiero molto ben segnato) verso il rifugio Mandron, che raggiungiamo dopo circa 1h dal passo (7.30h dalla partenza)

Il giorno seguente si può scelgiere se dirigersi verso passo Presena oppure raggiungere il passo del Maroccaro, entrambi si raggiungono in circa 1h dal rifugio; al Maroccaro ci si presentano due opzioni: scendere lungo il nevaio fino a raggiungere capanna Presena o affrontare un'altra ferrata che seguendo la cresta ci porta a passo Presena, dove prendere la cabinovia fino a Capanna Presena.

Se si decide di affrontare il nevaio occorre prestare la massima attenzione alle scariche di massi provenienti dalla cresta (frequentata da stambecchi che spostandosi possono far cadere pietre anche di grosse dimensioni) ed alla ripidità del primissimo tratto che dal passo ci porta sul nevaio. Un secondo punto dove prestare particolare attenzione è dove si interrompe la lingua di neve e inizia la pietraia che porta verso Capanna Presena, dove la ripidità e l'instabilità dei sassi creano non poche difficoltà. Raggiungiamo capanna Presena in circa 1.45h dal passo (3h dal rifugio).

Da qui la discesa verso la cabinovia del Paradiso è su comodo sentiero in poco meno di 30' (3.30h dal rifugio)

Nota


Vedi tutte le segnalazioni sulle aree protette

Coordinate

DD
46.238613, 10.580684
DMS
46°14'19.0"N 10°34'50.5"E
UTM
32T 621868 5121773
w3w 
///attuato.grandi.orario
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Come arrivare in treno, in auto, a piedi o in bici.

Guide consigliate in questa regione:

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Attrezzatura

Attrezzatura da ferrata (kit da ferrata e casco), ramponi e bastoni se si decide di affrontare il nevaio.

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Difficoltà
media
Lunghezza
17,1 km
Durata
12:00 h.
Salita
1.315 m
Discesa
1.315 m
Punto più alto
3.127 m
Punto più basso
2.402 m

Statistiche

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