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Sulle Tre Cime del Monte Bondone

Sentiero turistico · Trento, Monte Bondone, Valle dell' Adige
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Athesia
  • Le Tre Cime del Monte Bondone
    Le Tre Cime del Monte Bondone
    Foto: Athesia
m 2100 2000 1900 1800 1700 1600 1500 1400 10 8 6 4 2 km
media
Lunghezza 10 km
3:47 h.
641 m
640 m
A piedi sull’isola dove si fermò l’arca di NoèIl Monte Bondone è «la montagna» di Trento. S’innalza a pochi chilometri dalla città ed è suddiviso in due sottogruppi: quello settentrionale con il Palón (2170 m), il Doss d’Abramo (2140 m), il Cornetto (2180 m), e quello meridionale che culmina nello Stivo (2058 m). A caratterizzarlo è la Riserva provinciale naturale delle Tre Cime (1968), che si staglia a scenario della vasta conca prativa delle Viotte (Viote). La Riserva è costituita da un ambiente a modellamento glaciale, ricoperto da una bassa vegetazione spontanea e da isolate macchie di bosco (199,5 ha; 1580–2180 m s.l.m.). La sua estensione s’individua all’interno della preesistente Foresta Demaniale del Monte Bondone, zona dichiarata di eccezionale interesse vegetazionale (endemismi floreali), faunistico (insetti di epoca preglaciale) e geologico («Sentiero naturalistico»).

Dal parcheggio delle Viotte (1563 m) si prende la S.P. per Garniga e dopo poco s’imbocca a destra la strada forestale che fiancheggia la torbiera Palù col sentiero Sat n. 607. Si sale lungo la Costa dei Cavai, caratteristica cresta di rocce rossastre, dove negli anni Settanta una seggiovia saliva sul Cornetto. Si lasciano i pascoli, un’occhiata ad est alle ex caserme austriache, oggi sede periferica di un Centro ricerca dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, e si sale sulla Cima Cornetto (2180 m) superando brevi salti rocciosi attrezzati (ore 2.15). Dalla croce in ferro ricollocata nel 1952 – grandiosa la panoramica sul Gruppo di Brenta – si scende alla base del Cornetto e lungo il tracciato Sat n. 636 si volgono i passi verso le pareti del Doss d’Abramo (2140 m). Superando l’unica sorgente d’acqua in zona, la Fontana delle Roggiole, si risale questa seconda cima sul sentiero Sat n. 638A con tratti attrezzati e un passaggio di I grado (via ferrata dedicata a Giulio Segata) e

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