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Da Trento a Oltrecastello

Sentiero turistico · Trento, Monte Bondone, Valle dell' Adige
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Athesia
  • Trento, un angolo della Busa
    Trento, un angolo della Busa
    Foto: Athesia
m 500 400 300 200 6 5 4 3 2 1 km
media
Lunghezza 7 km
2:25 h.
419 m
418 m
Dagli antichi opifici alle moderne universitàA chiudere via Grazioli, via-giardino con edifici neorinascimentali creata sul finire dell’Ottocento, si pone la chiesa di San Francesco (XVII sec.) con l’annesso convento (preziosa la biblioteca esistente dal XVI sec.). Di fronte è il pittoresco quartiere della Busa, segnato in origine da diversi opifici che sfruttavano l’energia del Torrente Fersina e dalla prima centrale idroelettrica di Trento (Officina elettrica, 1889). Sulla sovrastante collina si trovano diverse ville signorili che ruotano attorno a Povo, toponimo che riunisce gli insediamenti tra le pendici del Monte Chegul e del Monte Celva (Panté di Sopra e di Sotto, Graffiano, Gabbiolo, Salé, Spré, Oltrecastello, Celva). Tra gli eleganti portali s’individua la villa barocca dei conti Saracini, oggi Ristorante Azienda agricola, il parco della bella Villa Ceschi un tempo Melchiori, Villa Montel, riconoscibile dal sovrastante affresco devozionale.

Dalla Busa di Trento (220 m) pochi passi e si è all’antico Ponte Cornicchio (1787) sul Fersina. Il sentiero prende la salita Manci segnata dalla cappella del Crocefisso con lo stemma di famiglia (1741) e termina presso il «bianco» complesso universitario di Mesiano (Ingegneria) progettato dall’architetto trentino Gianleo Salvotti. Si attraversa la S.P. per imboccare la stradina che oltrepassa la ferrovia (un tempo con stazione e albergo) costeggiando vigneti e ville sei-settecentesche per sbucare presso gli avveniristici edifici dell’IRST (Istituto per la Ricerca Scientifica), ITC (Istituto Trentino di Cultura), Università (Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali) e FBK (Fondazione Bruno Kessler); si prosegue alla volta della piazza di Povo (400 m; ore 1.15) con la chiesa dei Santi Pietro e Andrea (XX sec.), eretta sulla pieve medioevale che comprendeva anche la casa delle decime, un torchio e il mulino. Si lascia alle spalle il parco della villa ex Thun, dove si distingue

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