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38 Da Prada a Corné

Sentiero turistico · Rovereto, Vallagarina, Altopiano di Brentonico
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Athesia
  • Panoramica sui prati di Corné
    Panoramica sui prati di Corné
    Foto: Athesia
m 800 700 600 500 400 300 200 8 6 4 2 km
media
Lunghezza 10 km
3:36 h.
571 m
573 m
Tra i paesi «delle Regole»Anticamente i nuclei della Valle della Sorna, in realtà un ondulato altopiano – che per la sua forma a catino, brenta, ha probabilmente dato il nome all’altopiano, Brentonico – erano chiamati Regole, a loro volta divisi in contrade: Fontana-Lera, Vigo-Fontechèl, Prada, Crosano-Cazzano, Castione, Sorne, Corné e Saccone assieme costituivano la Magnifica Comunità di Brentonico. Un percorso («Sentiero delle Regole»), in parte su strade provinciali, secondarie e sentieri, li va a raccordare, permettendo di godere di particolari paesaggi, di scorgere capitelli e affreschi popolari, di dissetarsi alle numerose fontane (utilizzo anche di mezzi pubblici). Testimoni di un passato contadino e in risposta alla ricchezza d’acque sono i tanti mulini per cereali che segnano le diverse comunità: il primo ad essere costruito in valle, sul Torrente Sorna, fu il Mulin dei Puntuai, visibile sulla S.P. 218, che ha cessato l’attività nel 1947 (proprietà privata).

A Prada (776 m) dopo aver dato uno sguardo dal piazzale della chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena al vasto panorama sulla Vallagarina e sui Monti della Val di Gresta, e fatto il giro delle tre facce affrescate con i santi Antonio abate, Rocco e Valentino del capitello, quale voto del 1738 per «il male contagioso del bestiame» (cercando in paese, sulle case occhieggiano altri affreschi devozionali), si continua a scendere su strada asfaltata verso Corné. Giunti alla croce in pietra (1922) che segna un bivio, si tiene la destra scendendo per la strada che porta a Corné (ore 0.35; a sinistra si scende invece a Sorne, ore 0.25). Camminando panoramici su Brentonico, si può con la fantasia pensare a quando in questa valle viveva un terribile orco che si arrabbiava con i ladruncoli che rubavano legna nei boschi; li faceva così rotolare giù dal pont del Diaol (386 m), nella forra scavata dal Torrente Sorna alta qui 50 metri, con pareti bianche rotondeggianti chiazzate di muschio.

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