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24 RIFUGIO CALVI - Sappada

· 3 reviews · Sentiero turistico · Sappada
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  • C.A.I. Sappada/Plodn  Interreg V Italia-Austria - CLLD Dolomiti Live.Progetto “Montagna sicura – montagna avventura”ITAT 4019 CUP B43J16000270004
    / C.A.I. Sappada/Plodn Interreg V Italia-Austria - CLLD Dolomiti Live.Progetto “Montagna sicura – montagna avventura”ITAT 4019 CUP B43J16000270004
    Foto: Alessia Gattuso, Visit Sappada Dolomiti
  • / Il rifugio con dietro il gruppo del Chiadenis
    Foto: @Piller Hoffer Manuel, Visit Sappada Dolomiti
  • / Sappada Dolomiti Outdoor Valley - Dalle Escursioni alle Vie ferrate
    Video: Visit Sappada Dolomiti
  • / Vista dal parcheggio
    Foto: © Piller Hoffer Manuel, Piller Hoffer Manuel
  • / Il rifugio Calvi
    Foto: © Piller Hoffer Manuel, Piller Hoffer Manuel
  • / Vista dal rifugio Calvi
    Foto: © Piller Hoffer Manuel, Piller Hoffer Manuel
  • / Vista della strada forestale che sale al rifugio
    Foto: @Piller Hoffer Manuel, Visit Sappada Dolomiti
  • / Ultime luci della sera
    Foto: Manuel Piller Hoffer, Visit Sappada Dolomiti
  • / La strada che sale al Rifugio P.F. Calvi dalla Val Sesis
    Foto: Manuel Piller Hoffer, Visit Sappada Dolomiti
m 2100 2000 1900 1800 1700 3.5 3.0 2.5 2.0 1.5 1.0 0.5 km

RIFUGIO CALVI

La costruzione, di proprietà del C.A.I. di Sappada, è dedicata alla memoria di un eroico patriota cadorino, Pier Fortunato Calvi. È il più alto dei rifugi della zona e ubicato in posizione fantastica: a est è racchiuso dallo splendido anfiteatro del Chiadenis e del Pic, a nord lo rinserra la mole possente del Peralba, nelle altre direzioni si affaccia, quasi come nido d’aquila, verso la costiera rocciosa che dal Lastroni si spinge fino al lontano gruppo del Rinaldo.

facile
Lunghezza 4 km
1:40 h.
333 m
333 m
2.140 m
1.807 m

Delle passeggiate classiche questa è forse la più appagante per l’ambiente maestoso in cui si svolge. Il gitante sente di essere in quota e avverte l’abbraccio delle crode che gli stanno intorno. Il percorso è semplice, moderatamente faticoso solo nella parte medio-alta, immerso nel sole, e piuttosto frequentato.

Autore: © Giovanni Borella

C.A.I. Sappada/Plodn

Interreg V Italia-Austria - CLLD Dolomiti Live.Progetto “Montagna sicura – montagna avventura”ITAT 4019 CUP B43J16000270004

Consiglio dell'autore

Da non perdere la visita alle vicine fortificazioni della Prima Guerra Mondiale.
Immagine del profilo di Giovanni Borella
Autore
Giovanni Borella
Ultimo aggiornamento: 30.10.2021
Difficoltà
facile
Tecnica
Impegno fisico
Emozione
Paesaggio
Punto più alto
2.140 m
Punto più basso
1.807 m
Periodo consigliato
gen
feb
mar
apr
mag
giu
lug
ago
set
ott
nov
dic

Indicazioni sulla sicurezza

Difficoltà: T

Ore: salita 0,45-1,00   discesa 0,20-0,30    totale 1,05-1,30

SEGNAVIA: 132

SCALA DELLE DIFFICOLTÀ

Nella scheda tecnica di ciascun itinerario sono presenti le sigle comunemente utilizzate nelle guide di montagna (T- E - EE- EEA - A). Alcuni itinerari possono avere una doppia sigla (es: T/E oppure E/EE) in quanto presentano le caratteristiche di entrambe le categorie

T (turistico) indica  itinerari quasi sempre brevi e facili che si articolano su stradine forestali e/o sentieri ben segnalati o comunque evidenti che non richiedono particolare allenamento

E (escursionistico) indica percorsi, anche piuttosto lunghi, che si snodano su mulattiere e/o sentieri spesso sopra i 2000 metri, evidenti ma non sempre con bolli segnavia. Non hanno difficoltà di rilievo, ma talora possono presentare qualche tratto o singolo passaggio un po’ esposto o malagevole. Sono richiesti equipaggiamento adeguato, un minimo di esperienza e allenamento

EE (per escursionisti esperti) indica itinerari generalmente a quote superiori ai 2000 metri, che si possono articolare su terreno infido e/o in zone impervie, sono caratterizzati spesso da passaggi o tratti esposti e/o attrezzati, talora su roccette con difficoltà di 1° grado. Richiedono esperienza, passo sicuro, senso dell’orientamento, buon equipaggiamento, preparazione psico-fisica.

EEA (per escursionisti esperti con attrezzatura) indica percorsi attrezzati con funi metalliche, staffe, scalette. L’esposizione è quasi sempre costante. Sono obbligatori esperienza, allenamento e adeguato equipaggiamento comprendente casco e set da ferrata. Utili i guanti. 

A (per alpinisti) indica itinerari di roccia che portano alle vette con basse difficoltà alpinistiche (1°/2° grado). Richiedono capacità tecniche, buona esperienza, preparazione fisica, equipaggiamento idoneo (casco, qualche cordino, sempre utile anche uno spezzone di corda di 20-30 metri)

Consigli e raccomandazioni aggiuntive

AVVERTENZE

  • Le informazioni sotto riportate non possono essere considerate sostitutive della presenza di una guida alpina professionista
  • La montagna è un ambiente meraviglioso ma non esente da rischi, va quindi avvicinato sempre con la massima prudenza
  • Nelle Avvertenze delle Guide dei Monti d’Italia C.A.I./T.C.I. si legge che la classificazione delle difficoltà “rimane essenzialmente indicativa e va considerata come tale”, trattandosi di un elemento soggettivo. Questo vale anche per gli itinerari proposti nel sito
  • La classificazione delle difficoltà e i tempi di percorrenza vanno riferiti ad un escursionista/alpinista di livello medio riguardo ad allenamento, esperienza, abilità, allenamento 
  • Nell’intraprendere un determinato percorso si valutino bene le difficoltà, le proprie capacità e il proprio grado di allenamento
  • Prima di affrontare un itinerario (che non sia una passeggiata di breve durata) è buona norma: 1) consultare il Dolomiti Meteo dell'Arpav, collegandosi al sito http://www.arpa.veneto.it o chiamando il numero 049 8239399 (Opzione 2). Il bollettino, a differenza dei bollettini meteo nazionali, offre una previsione locale piuttosto affidabile. 2) assumere informazioni presso l’Ufficio Turistico, la locale sezione del C.A.I., le guide alpine, i gestori dei rifugi. Infatti lo stato di percorribilità di un itinerario e il suo livello di difficoltà possono andare incontro a significative variazioni anche in uno spazio di tempo assai limitato a causa di eventi naturali (frane, condizioni meteo sfavorevoli) e/o di situazioni contingenti (deterioramento dei segnavia, delle attrezzature fisse, presenza di nevai residui, ecc.)
  • Il cellulare può offrire un’erronea sensazione di sicurezza, perché si deve tener presente che vi sono zone prive di copertura telefonica
  • Nel malaugurato caso di incidente, malore, impossibilità a proseguire, contattare solo e esclusivamente il SUEM 118

Partenza

Parcheggio con indicazione "Rifugio Calvi" (1.807 m)
Coordinate:
DD
46.620082, 12.716601
DMS
46°37'12.3"N 12°42'59.8"E
UTM
33T 325179 5165479
w3w 
///andremo.doverle.tendoni

Arrivo

Rifugio Calvi

Direzioni da seguire

Da Cima Sappada per la rotabile della val Sesis fino al bivio per il rifugio Calvi (km 8, ampio parcheggio per le auto). Qui si prende la bianca carrareccia che, con lunghi e regolari tornanti, rimonta la china sin quasi alla dismessa cava di marmo. Da questo punto si diparte una variante per giungere alla meta, il cosiddetto “sentiero delle marmotte”, un tracciato più diretto, ma decisamente più faticoso e disagevole in quanto risale, a strette serpentine, uno scosceso pendio d’erba e sassi. È pertanto preferibile continuare per la larga carrareccia che è un po’ ripida solo in un tratto per una cinquantina di metri. Un breve ripiano infonderà nuovo vigore a quanti saranno in debito d’ossigeno, ancora qualche comodo tornante ed ecco il rifugio.

La discesa avviene per il medesimo itinerario o lungo il sentiero delle marmotte.

Autore: © Giovanni Borella

Nota


Vedi tutte le segnalazioni sulle aree protette

Come arrivare

Da Cima Sappada in auto, lasciando quest’ultima nell’ampio parcheggio nei pressi del bivio per le Sorgenti del Piave e affrontando poi una semplice salita di circa un’ora lungo la comoda strada sterrata oppure percorrendo il sentiero attrezzato della Grande Guerra.

Dove parcheggiare

Nell’ampio parcheggio nei pressi del bivio per le Sorgenti del Piave.

Coordinate

DD
46.620082, 12.716601
DMS
46°37'12.3"N 12°42'59.8"E
UTM
33T 325179 5165479
w3w 
///andremo.doverle.tendoni
Come arrivare in treno, in auto, a piedi o in bici.

Titoli consigliati

© Tratto dalla Guida "Sappada, dai sentieri alle vette" di Giovanni Borella , edita dalla casa editrice CO.EL.

Giovanni Borella Nato a Belluno, vi ha vissuto sino alle soglie dell'adolescenza. Si è successivamente trasferito a Padova, dove ancora risiede, frequentando la locale Università e conseguendo la laurea in Lettere Antiche che lo ha portato a esercitare l'insegnamento per qualche decennio. Escursionista prima, alpinista poi, ha compiuto numerose ascensioni sia nei più noti gruppi dolomitici sia in particolare sui monti di Sappada, che frequenta da moltissimi anni d'estate e d'inverno e dove ha anche aperto vie nuove e ripetuto altre in solitaria. Ha pubblicato tre guide: "Sui sentieri del sole" ed. Mediterranee 1995 in qualità di coautore, "Sappada, dai sentieri alle vette" editrice Co.El. 2002, "Dolomiti del Comelico" Linteditoriale 2010.

Mappe consigliate

Carta Topografica Tabacco - Foglio 01 - Scala 1:25000

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Attrezzatura

Anche se l’escursione è semplice (ad esempio un itinerario alla ricerca di funghi) utilizza sempre calzature adeguate con suola scolpita antiscivolo. Inoltre porta sempre con te l’abbigliamento integrativo per un eventuale cambiamento meteo. 

Domande e risposte

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Recensioni

5,0
(3)
Pierpaolo Marcon
03.08.2019 · Community
Bellissimo rifugio! Ottimo da fare con i bambini in quanto non troppo faticoso
Visualizza di più
Quando hai fatto questo percorso? 03.08.2019
Matjaz H
26.06.2018 · Community
Rifugio view
Foto: Matjaz H, Community
View from rifugio
Foto: Matjaz H, Community
Giorgia Badiello
23.08.2017 · Community
Quando hai fatto questo percorso? 23.09.2016

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Recensione
Difficoltà
facile
Lunghezza
4 km
Durata
1:40 h.
Salita
333 m
Discesa
333 m
Punto più alto
2.140 m
Punto più basso
1.807 m
Punti di ristoro lungo il percorso Panoramico Adatto a famiglie e bambini Percorso consigliato

Statistiche

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