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Sentiero turistico Percorso consigliato

06_ Val di Londo _ Casera Dignas: Val Comelico

Sentiero turistico · San Pietro di Cadore
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Consorzio Turistico Val Comelico
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    Foto: Consorzio turistico Val Comelico Dolomiti, Consorzio Turistico Val Comelico
m 2400 2200 2000 1800 1600 1400 1200 10 8 6 4 2 km

Itinerario molto lungo di grande interesse geologico; escursione al margine orientale delle Dolomiti, tra rocce dalle varie tinte e forme che stanno a testimoniare l’evoluzione tettonica polifasica e quella morfologica di questa regione.

Le chiare rocce della regione dolomitica, organizzate in torrioni e guglie, passano alle scure rocce metamorfosate della cresta di confine.

Ambiente selvaggio, vario, molto suggestivo circondato da un panorama mozzafiato.

difficile
Lunghezza 11 km
4:40 h.
908 m
909 m
2.330 m
1.453 m

Escursione lunga adatta ad escursionisti esperti, immersa in un ambiente selvaggio al margine orientale delle Dolomiti. 

partenza: Località La Fitta – Val Visdende

arrivo: percorso ad anello

dislivello: 2607.0 m 

difficoltà: EE

ore: 5

segnavia: 167 fino al Passo Palombino, poi 142 per poi scendere lungo la Valle del Palombino (tratto di traversata Carnica) fino alla Casera Dignas, e quindi al punto di partenza (segnavia 170).

Punti di appoggio : malga Dignas ( aperta stagionalmente )

L’itinerario si sviluppa sui fianchi di una valle impostata su un’importante linea di dislocazione (Linea del Monte Palombino) che segna il passaggio dalla regione Dolomitica a quella delle Alpi Carniche: una piccola porzione del sistema orogenico del Nord-Est italiano che rappresenta la porzione esterna (piegata e metamorfosata) del nucleo paleozoico Sudalpino (fascia orogenica ercinica). Tra i vari aspetti geologici meritevoli di attenzione si è ritenuto opportuno approfondire quelli attinenti l’assetto tettonico dell’area, salvo un breve cenno agli aspetti stratigrafici, strettamente correlati. 

 

Lo splendido panorama che fa da sfondo all’attraversata della Cresta del Palombino permette di apprezzare, a Nord-Ovest del Palombino, Cima Vallona e Monte Cavallino, due falde appilatesi in fasi orogenetiche successive (Unità di Cima Vallona su Unità del M.te Palombino), databili 350 e 320 milioni di anni fa. Il sovrascorrimento di queste falde rocciose è legato alla sovrapposizione del basamento sudalpino orintale sull’avanpaese Carnico, ossia il classico meccanismo che ha portato all’innalzamento delle nostre montagne, qui descritto più tecnicamente. 

Sul lato opposto della valle, svettano i torrioni e le guglie che danno forma alle Crode dei Longerin ed il Monte Schiaron: si tratta di porzioni più recenti rispetto quelle prima citate, che hanno reagito alle forze applicate loro durante le fasi dell’orogenesi alpina (quella più recente e tutt’ora in atto) scollandosi basalmente sulle formazioni gessose, più duttili, con spostamento circa Nord-Sud, e fratturandosi superiormente dove le litologie sono poco duttili, organizzate in strati e bancate. Una serie di faglie, su cui oggi si impostano altrettanti canaloni, hanno suddiviso le Crode dei Longerin in gradoni, disposti su una sinclinale (piega con convessità verso il basso).

Ad Ovest della cresta del Palombino la Val Digon, continuazione strutturale della Linea del Monte Palombino, sembra è sbarrata dalla Cresta della Spina, promontorio collocato tra due grandi faglie, costituito da Filladi Quarzifere ed Arenarie della Val Gardena, il cui punto più alto, dalla caratteristica forma conoidale, costituisce i resti di un antico condotto vulcanico (Monte Quaternà). Fanno da sfondo al Monte Quaternà le aspre vette del Gruppo del Popera, antiche scogliere carbonatico-dolomitiche ora parte del patrimonio Dolomiti Unesco.

Consiglio dell'autore

La Linea del Monte Palombino è un’estesa faglia che, nata come distensiva (le cosiddette faglie normali), prima di riattivarsi come compressiva (o inversa), ha anche avuto un importante ruolo trascorrente, ossia con movimento orizzontale dei due lembi. Essa mette in contatto una scaglia di calcari leggermente metamorfosati (in facies degli scisti verdi) riferibili al Devoniano con le formazioni più recenti, tipiche della regione Dolomitica. Il contatto non è visibile in quanto sono abbondanti le coperture quaternarie nella valle; l'ipotesi è che il sovrascorrimento (rocce più antiche su rocce più recenti) sia a basso angolo. 

Le spinte tettoniche che hanno in più fasi riattivato questo lineamento tettonico, e quelle successive, hanno modellato la struttura della Val Comelico che si può definire strutturata da faglie erciniche riattivate o tagliate da thrusts dinarici (faglie compressive che sovrappongono terreni più antichi su terreni più recenti). Più semplicemente in Val Comelico si possono apprezzare gli effetti non solo del sollevamento dovuto alle spinte dell’orogenesi alpina (collisione delle placche continentali Euroasiatica ed Africana iniziata circa 90 milioni di anni fa), ma anche spinte orogenetiche precedenti, caratterizzate da direzione delle forze in gioco dal diverso orientamento. 

Il primo tratto del percorso si imposta su spesse falde detritiche, risultato di successive intercalazioni di depositi morenici ed antiche frane. I detriti passano in profondità alle argilliti scistose grigio-verdi, brunastre, violacee con lenti quarzose riferibili alla Formazione della Val Visdende (Ordoviciano), intervallate per contatto tettonico a calcari listati rossastri, bruni, giallastri leggermente metamorfosati (Devoniano-Siluriano). Le pendici del Monte Palombino ed il monte stesso sono invece costituiti da calcari di scogliera listati chiari, leggermente metamorfosati, in strati e banchi; la giacitura è notevolmente disturbata per la presenza di faglie e fratture variamente intersecantisi. In queste rocce è presente anche la pirite, minerale composto da disolfuro di ferro che prende il nome dal termine greco pyros (fuoco) poiché produce scintille se percosso con un pezzo di metallo. Queste rocce sovrascorrono quelle sottostanti con contatto tettonico. 

Immagine del profilo di Consorzio turistico Val Comelico Dolomiti
Autore
Consorzio turistico Val Comelico Dolomiti
Ultimo aggiornamento: 04.06.2021
Difficoltà
difficile
Impegno fisico
Emozione
Paesaggio
Punto più alto
2.330 m
Punto più basso
1.453 m
Periodo consigliato
gen
feb
mar
apr
mag
giu
lug
ago
set
ott
nov
dic

Tipo di strada

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Indicazioni sulla sicurezza

- Consultare sempre le previsioni del tempo: DOLOMITI meteo

-E' di fondamentale importanza attenersi sempre al percorso segnato.

- Fare particolare attenzione ai tratti di strada in sassi, dove è maggiore il rischio di scivolamento.

- E' consigliato scaricare la traccia gps per evitare situazioni sgradevoli e vivere un'esperienza divertente in sicurezza

 

Gli enti locali e le associazioni presenti sui territori interessati non si assumono alcuna responsabilità di ordine giuridico per eventuali danni, o incidenti, a persone e cose che possano verificarsi lungo gli itinerari segnalati.

 

Il numero telefonico in caso di emergenza è 112.

 

- Please check the weather forecast

- Follow the track signed

- Download the GPS/GPX track before the start to avoid problems

- We don't take any responsability

- Emergency number 112

Consigli e raccomandazioni aggiuntive

 

 

Partenza

Località La Fitta Val Visdende (1.459 m)
Coordinate:
DD
46.633104, 12.604312
DMS
46°37'59.2"N 12°36'15.5"E
UTM
33T 316626 5167181
w3w 
///sella.stretti.chiavi
Mostra sulla mappa

Arrivo

Percorso ad anello

Direzioni da seguire

Si parcheggia l’auto in Val Visdende, località La Fitta nel borgo di Pra Marino.

Si prosegue a piedi lungo una comoda strada carrabile che costeggia il Torrente Lòndo fino all’omonima Casera.

Dalla Casera si sale di quota con segnavia 167 lungo un comodo sentiero che porta al Passo Palombino (2035 m s.l.m.).

Dal Passo si prosegue in leggera salita lungo la Cresta del Palombino con segnavia 142.

Il tratto in cresta offre splendidi scorci panoramici.

Raggiunto il sentiero che discende dalla cima del Palombino, lo si percorre in discesa, verso destra, attraversando la Valle del Palombino, ci si  congiunge alla comoda strada carrabile nota come “Strada delle Malghe”.

Prestare attenzione lungo questo tratto di discesa: la traccia di sentiero tende a perdersi e la segnaletica è localmente carente. Un paio di tornanti portano, in discesa, a Malga Dignas (1686 m s.l.m.), gestita come agriturismo, e da lì al punto di partenza.

Nota


Vedi tutte le segnalazioni sulle aree protette

Come arrivare

STRADALE Dal Veneto e Trentino Alto adige:Autostrada A/27 Venezia Belluno - Pian di Vedoia - SS 51 Di Alemagna, Pieve di Cadore, S. Stefano di Cadore, Comelico Superiore;

Autostrada A/22 Verona - Bolzano - Uscita Bressanone - SS 52 Brunico - San Candido -Passo Mone Croce Comelico;

Dal Friuli Venezia Giulia: Autostrada A/23 Trieste - Udine - Uscita Carnia - Tolmezzo - SS 355 Val Degano per Sappada - S.Stefano di Cadore, Comelico Superiore.

IN AUTOBUS Da tutte le principali località del Veneto e giornalmente da Trieste e Bolzano.

FERROVIA Calalzo di Cadore (BL) Stazione terminale delle tratte ferroviarie Padova - Belluno e da Venezia, inoltre San Candido (BZ) con sbocco da Lienz (Austria) Bolzano Verona - Brennero Austria.

IN AEREO Gli aeroporti piu' vicini sono Treviso Antonio Canova - Venezia Marco Polo - Verona Villafranca.

DISTANZE Da Venezia km.164 - Da Padova km.185 - Da Milano km.417 - Da Bologna km.301 -Da San Candido km.24 - Da Trieste 183 - Da Roma 675.

Dove parcheggiare

Nella Val Visdende nel borgo di Pra Marino località la Fitta

Coordinate

DD
46.633104, 12.604312
DMS
46°37'59.2"N 12°36'15.5"E
UTM
33T 316626 5167181
w3w 
///sella.stretti.chiavi
Mostra sulla mappa
Come arrivare in treno, in auto, a piedi o in bici.

Titoli consigliati

Carta topografica  delle Dolomiti del Comelico ed Auronzo Tabacco 017  1:25.000

Carta topografica  Tabacco Sappada Santo Stefano Forni Avoltri 01 :25.000

Guide consigliate in questa regione:

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Attrezzatura

- Abiti comodi da trekking

 

- Scarponcini da montagna

 

- Mappa/cartina

 

- Zaino con tutto l'occorrente: acqua, felpe o giacche per i periodi più freddi ...

 

- Comfortable trekking clothes

- Hiking Shoes

- Map/Smartphone

- Backpack with light & heavy clothes, water


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Difficoltà
difficile
Lunghezza
11 km
Durata
4:40 h.
Salita
908 m
Discesa
909 m
Punto più alto
2.330 m
Punto più basso
1.453 m
Percorso ad anello Panoramico Rilevanza culturale/storica Punti di ristoro lungo il percorso Interesse geologico Interesse botanico Percorso consigliato Passaggio in vetta Clima salubre

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