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Sentiero alpinistico Percorso consigliato

Anello del Magheron o Masieron con vetta e Cascata Acqua Caent

Sentiero alpinistico · Feltre Dolomiti
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Little Fish Trek Explorers Choice 
  • Nuvole colorate dal sole caldo dell'alba all'inizio del sentiero CAI 801.
    Nuvole colorate dal sole caldo dell'alba all'inizio del sentiero CAI 801.
    Foto: Mario Briotto, Little Fish Trek
m 2200 2000 1800 1600 1400 1200 1000 800 8 6 4 2 km Finestra sul Rifugio Dal Piaz "Il Calvario" Punto panoramico … Lamen Passo Croce d'Aune Passo Croce d'Aune
Alpi Feltrine: salita in vetta al Magheron o Masieron dal Passo Croce d’Aune, Forcella Nord del Magheron, passaggio sotto il Cóvol Strigà e chiusura anello per la Cascata Acqua Caent.
difficile
Lunghezza 9,8 km
7:00 h.
1.120 m
1.120 m
1.837 m
1.019 m

Itinerario ad anello che fa il giro completo del Magheron o Masieron, ovvero la panoramica cima che da nord-est “sorveglia” il Passo Croce d’Aune.

Rispetto alla proposta della guida citata nei libri consigliati ho aggiunto la deviazione per la vetta.

Una caratteristica da tener presente è che lungo la “parte più selvaggia” (che inizia dalla Forcella Nord del Magheron) di fatto non ci sono i soliti ometti o rami tagliati che aiutano in questo tipo di itinerari.

Compare qualche aiutino nel tecnicamente facile finale di raccordo verso il Passo Croce d’Aune.

La parte più tecnica centrale segue una serie di canali-valloni collegati da piccole forcelle e tratti “stile viàz” di sentierini-tracce, con qualche breve discontinuità dove serve attenzione per non finire fuori linea ed affrontare poi recuperi faticosi.

Spettacolare il salto della Cascata Acqua Caent anche con poca portata d’acqua come in questo giro di inizio novembre – meriterebbe una visita nel periodo del disgelo: per capire basta osservarla … con il binocolo da vari punti delle Pale Grigie dall’altro lato della Val di Lamen.

Consiglio dell'autore

Molte delle foto pubblicate sono riprese in formato verticale per la “ristrettezza degli spazi fotografici” a disposizione.

In formato anteprima non si visualizzano bene, ed è meglio guardarsele nella modalità tutto schermo per capire bene l’aspetto di alcuni passaggi.

Immagine del profilo di Mario Briotto
Autore
Mario Briotto 
Ultimo aggiornamento: 08.11.2021
Difficoltà
difficile
Tecnica
Impegno fisico
Emozione
Paesaggio
Livello di rischio
Punto più alto
Magheron o Masieron, 1.837 m
Punto più basso
1.019 m
Periodo consigliato
gen
feb
mar
apr
mag
giu
lug
ago
set
ott
nov
dic
Esposizione
NESO

Indicazioni sulla sicurezza

Evitare con neve, ghiaccio e copiose piogge recenti.

Da fare solo con meteo sicuro e buona visibilità.

Consigli e raccomandazioni aggiuntive

Percorrenze di inizio stagione estiva

Ripeto quanto già scritto nella scheda “DIREZIONI DA SEGUIRE”.

A inizio stagione estiva il canale di destra direzione discesa dalla Forcella Nord del Magheron potrebbe presentare ancora degli accumuli di neve.

Nel caso bisogna stare verso il centro dell’imbuto-anfiteatro.

Nel dubbio, è possibile osservare preventivamente il pendio da vari punti della Val di Lamen / Pale Grigie.

Non avventurarsi in quel canale di destra con accumuli di neve marcia.

Partenza

Direttamente dal parcheggio del Passo Croce d’Aune con breve tratto asfaltato per l’inizio del sentiero CAI 801. (1.020 m)
Coordinate:
DD
46.062032, 11.829397
DMS
46°03'43.3"N 11°49'45.8"E
UTM
32T 718838 5104832
w3w 
///persone.oleandro.circoli

Arrivo

Lo stesso punto di partenza.

Direzioni da seguire

Premessa

Questo itinerario è stato percorso il giorno 6 novembre 2021, e tutte le osservazioni e considerazioni successive possono valere in pieno solo per quel giorno.

Nella relazione che segue, con il termine «guida» mi riferisco sempre a “Sentieri e Viaz Riscoperti delle Alpi Feltrine e Val del Mis” (di Aldo de Zordi, Paolo Lovat, Ivan de Zordi e Renato Sperandio).

Salita al Magheron o Masieron e avanzamento fino alla Forcella Nord del Magheron

Dal Passo Croce d’Aune si segue semplicemente il solito sentiero CAI 801 che va verso il Rifugio dal Piaz.

Poco oltre i 1.600 metri di quota il sentiero si immette, eseguendo un tornante verso sinistra, per un tratto sulla stradetta ciclabile che sale al rifugio.

Il punto di immissione è quasi esattamente ad ovest della vetta del Magheron, e per raggiungerla bisogna risalire il RIPIDO pendio prativo che sta sul lato a monte della stradetta – qui ho calzato i ramponcini per faticare meno e perché, essendo esposto ad ovest, c’era ancora la brina del mattino.

Dopo un primo tratto più o meno sulla massima pendenza, si evitano verso sinistra un paio di formazioni rocciose e poi si segue la dorsale fino al paletto di vetta.

Dalla vetta, per andare più direttamente verso la Forcella Nord del Magheron, si torna indietro qualche metro e si scende per la dorsale nord-ovest.

Quasi subito compare una traccia nell’erba, che poi diventa sentierino puntando verso una mini-forcelletta sotto una fascia rocciosa.

Dalla forcelletta si continua a sinistra sotto la fascia rocciosa dove ho visto anche un paio di rami tagliati di segnalazione lungo il sentierino.

Si arriva così all’immissione nella ben nota scorciatoia del CAI 801 detta “Il Calvario”, e con una sessantina di metri di dislivello di salita si arriva alla Forcella Nord del Magheron dove si abbandona il tracciato CAI.

(Da questa forcella inizia anche l’itinerario Viàz del Cóvol Strigà e prima parte del Cordín delle Vette.

Dalla Forcella Nord del Magheron alla Cascata Acqua Caent

Dalla Forcella Nord del Magheron si inizia in discesa verso est per il grande e ripido “imbuto” per lo più prativo, ma con tratti a fondo roccioso e varie coste che creano dei canali separati.

La forcella è tutta a destra dell’imbuto, mentre il lato sinistro è delimitato dai torrioni dove in basso c’è il Cóvol Strigà.

Bisogna andare proprio a sfiorare di lato il Cóvol Strigà verso sinistra, ma si inizia la discesa tutto sulla destra.

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A inizio stagione estiva questo canale di destra direzione discesa potrebbe presentare ancora degli accumuli di neve.

Nel caso bisogna stare verso il centro dell’imbuto.

Nel dubbio, è possibile osservare preventivamente il pendio da vari punti della Val di Lamen / Pale Grigie.

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Il canale secondario di destra dell’imbuto è quasi tutto a fondo erboso con vari radi arbusti, e bisogna scendere per circa 115/120 metri di dislivello per traversare a sinistra (prima di un “quasi salto”) e portarsi una trentina di metri sotto il Cóvol Strigà: qui, come da registrazione GPS, ho risalito fino alla base del covolo (dove non si entra in assetto escursionistico) per scattare qualche foto.

Da sotto il Cóvol Strigà si è nel “cannello” inferiore dell’imbuto, ovvero un canale a questo punto unico.

Si scende in questo canale per circa una settantina di metri di dislivello (dipende da come si è traversato più in alto) fino alla fine della fascia rocciosa di sinistra, e si esce a sinistra sfruttando un camminamento-cengia di pochi metri dove serve ATTENZIONE.

Appena girato l’angolo si nota lo spigoletto di roccia strapiombante citato in guida (sembra un “doppio becco”), e inizia un bel tratto di “viàz” su traccia continua sotto una bella lastronata rocciosa.

Qui la guida indica di seguire la traccia attraversando due canali prima di salire su uno spigolo.

In realtà io ho notato un solo canale appena prima dello spigolo.

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Qui i termini “spigolo” utilizzati dalla guida hanno due significati: 1) sporgenza rocciosa da una fascia verticale; 2) affilata e ripida costa del pendio.

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Comunque si avanza in discesa per poco più di 150 metri in linea d’aria, e si attraversa il canale che si imbocca con qualche passo poco stabile.

Oltre il canale, la risalita allo spigolo è su una RIPIDISSIMA costa erbosa, e lo spigolo stesso è a fondo erboso che si risale per pochi metri fino a entrare in un vallone di bosco coprente: quasi tutti faggi con qualche abete.

Il vallone scende verso est e bisogna stare tendenzialmente verso destra, perché dopo circa 90 metri di dislivello (dipende dal punto esatto in cui si entra) c’è il salto e si esce per una comoda forcelletta verso destra in direzione più o meno sud / sud-est.

Qui inizia un altro vallone in bosco rado con qualche apertura prativa, e si scende stando più verso sinistra tenendo d’occhio la comparsa di una fascia rocciosa.

Dopo una settantina di metri di dislivello, c’è una selletta sulla sinistra che immette facilmente in un vallone parallelo nuovamente di bosco coprente, e ci si cala dentro svariati metri sotto la fascia rocciosa di cui sopra.

Ora si continua a scendere per almeno un centinaio di metri di dislivello in questo terzo vallone, e si gira verso destra intorno alla fine della fascia-costa rocciosa di destra per uscire: la quota di inizio uscita è più o meno tra i 1.300 e 1.320 metri, ma è variabile perché ci sono più tracce discontinue di animali e il pendio è arrotondato lasciando spazio a più interpretazioni.

Adesso ci sono oltre 200 metri in linea d’aria di traverso verso sud-ovest per arrivare alla base della Cascata Acqua Caent.

La guida indica che la Cascata Acqua Caent è 50 metri più in basso come quota rispetto all’inizio del traverso (1.250 contro 1.300) ma alla fine io ho rilevato praticamente la stessa quota.

Non c’è un sentierino unico in questo traverso, e bisogna sfruttare le varie tracce di animali parallele e discontinue che si trovano.

Io sono stato un po’ basso pensando ai 50 metri in meno della Cascata Acqua Caent e ho dovuto risalire qualche metro alla fine.

Si entra alla base della cascata su traccia con qualche passo esposto poco dopo aver attraversato una “lingua” di ghiaie indurite.

Chiusura anello dalla Cascata Acqua Caent

Dopo l’attraversamento del canale della cascata inizia una traccia in leggera salita diagonale che va ad aggirare la costa del pendio successivo (circa 100 metri di camminamento).

Aggirata la costa la traccia termina e bisogna risalire il ripido boschivo per 60/70 metri di dislivello fino alla base della fascia rocciosa sovrastante.

Qui, come spesso capita, emerge un sentierino-camminamento abbastanza evidente e lo si segue verso sinistra-sud.

Dopo un po’ il sentierino si stacca di qualche metro dalla fascia rocciosa e serve concentrazione per seguirlo e non dover faticare fuori traccia.

Si attraversa un canale e con una piega a sinistra in direzione sud-est si arriva su una selletta con mini-pulpito panoramico di fronte che sta sopra un torrioncino roccioso.

Dalla selletta si continua ancora verso sud su tracce più difficiline da individuare, e si arriva in un largo canale svariati metri sotto due evidentissimi e imponenti torrioni rocciosi.

Qui c’è della ramaglia a terra che confonde, ma risalendo pochi metri in direzione dei torrioni ho ritrovato una discreta traccia.

Ora il sentierino, nel bosco coprente di alto fusto, migliora e ho individuato addirittura qualche ramo tagliato di segnalazione e un paio di piccoli ma brillanti bolli rossi.

La direzione è sud-est, e il sentiero esce dal bosco di alto fusto con un arco verso sud e subito dopo sud-ovest.

Si entra infine in “zone erbose” secondo la guida, ma nel frattempo sono ricresciuti molti arbusti che confondono le idee.

In mezzo agli arbusti ho notato ancora qualche rametto tagliato, ma alla fine ho semplicemente seguito con tendenza leggera discesa i corridoi naturali.

Non è un tratto lungo e il pendio è molto poco inclinato lateralmente, e quindi non c’è pericolo se si va per qualche tratto un po’ fuori linea.

In questo modo sono arrivato, alla ripresa del bosco coprente o quasi, a un gruppetto di alberi abbattuti sopra un muretto a secco e a quel che sembravano i miseri resti del basamento di una costruzione, forse una vecchia casera.

Probabilmente era proprio una vecchia casera perché subito dopo il gruppo di alberi abbattuti (che ho dovuto aggirare) inizia un bel “sentiero di servizio”, sempre facile da seguire con solo un paio di altri aggiramenti di singoli alberi abbattuti.

Si arriva così, poco dopo l’attraversamento di un macereto e un ultimo grande bollo rosso, all’immissione dentro la solita stradetta ciclabile che dal Passo Croce d’Aune conduce al Rifugio Dal Piaz.

Nota


Vedi tutte le segnalazioni sulle aree protette

Come arrivare

Seguire le indicazioni per Passo Croce d’Aune sia per chi arriva da Feltre/Pedavena che per chi percorre la SR50 della Val Cismon.

Dove parcheggiare

Ampio parcheggio al Passo Croce d’Aune.

Coordinate

DD
46.062032, 11.829397
DMS
46°03'43.3"N 11°49'45.8"E
UTM
32T 718838 5104832
w3w 
///persone.oleandro.circoli
Come arrivare in treno, in auto, a piedi o in bici.

Titoli consigliati

“Sentieri e Viaz riscoperti delle Alpi Feltrine e Val del Mis - 61 itinerari”

di Aldo de Zordi – Paolo Lovat – Ivan De Zordi – Renato Sperandio

EDIZIONI DBS

Mappe consigliate

Casa editrice TABACCO numero 023 "Alpi Feltrine Le Vette - Cimònega" 1:25.000

In questa cartina è ben evidenziato il sentiero CAI 801 di avvicinamento, e poi sono indicati alcuni segmenti di chiusura dell’anello dopo la Cascata Acqua Caent.

Però nella parte di chiusura del tracciato esistono molti vecchi sentieri che si incrociano, che sono ancora utilizzabili e che non sono rappresentati nelle cartine.

Guide consigliate in questa regione:

Mostra tutto

Attrezzatura

Normale dotazione escursionistica più ramponcini forestali o ramponcini da prato o “Fer da tac”.

Visto il tipo di tracciato molto vario che cambia spesso fondo, è difficile dire prima dove si useranno i ramponcini, ma da qualche parte si useranno.


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Difficoltà
difficile
Lunghezza
9,8 km
Durata
7:00 h.
Salita
1.120 m
Discesa
1.120 m
Punto più alto
1.837 m
Punto più basso
1.019 m
Percorso ad anello Panoramico Interesse geologico Passaggio in vetta Percorso esposto Passaggio su cresta

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