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Ciclismo turistico

T01CA B | Passo Resia > Bolzano

Ciclismo turistico · Val Venosta
Responsabile del contenuto
AERS | Associazione Europea Romea Strata Explorers Choice 
Mappa / T01CA B | Passo Resia > Bolzano
m 1500 1000 500 100 80 60 40 20 km
Siamo sulla diramazione internazionale che dal Passo Resia (al confine con l’Austria) si innesta nel cammino principale della Via Romea Strata a Montagnana (Veneto). Il cammino è molto variegato, attraversa le montagne e le valli del Trentino alto Adige fino ad arrivare al Passo Pian delle Fugazze che attraversa la Catena del Monte Pasubio fino a scendere nella Pianura Padana. Il territorio è caratterizzato da una natura molto selvaggia e verdeggiante. Molti sono i punti di interesse storico e religioso: Bolzano, Trento e Vicenza. Lungo il percorso ci sono molti santuari frequentati da sempre dai pellegrini. L’enogastronomia risente delle varie tradizioni etniche insediate in queste terre.
Lunghezza 118 km
8:10 h.
158 m
1.356 m
1.532 m
240 m
La Via Claudia Augusta è una strada romana la cui realizzazione risale alla prima metà del I secolo d.C. Si ritiene sia stata costruita per mettere in contatto il mondo romano con quello germanico, partendo dalla Pianura Padana e raggiungendo, attraverso le Alpi, il Danubio in Baviera. La strada venne costruita per scopi militari dal generale Druso, che la iniziò verso il 15 a.C. e l’imperatore Claudio, suo figlio, verso il 48 d.C. ne portò a termine l’intero percorso fortificato. Le uniche fonti certe sulla Via Claudia Augusta sono due cippi miliari, trovati l’uno a Rablà vicino a Merano (BZ), l’altro a Cesiomaggiore (BL). Queste due importantissime attestazioni hanno lasciato agli storici una complicata questione da risolvere. Infatti se identica è la località d’arrivo della strada, l’odierna Augsburg in Germania, differente è il punto di partenza indicato: il cippo di Rablà parla infatti dei dintorni dell’odierna Ostiglia, nei pressi del Po, mentre il cippo di Cesiomaggiore nomina la località portuale di Altino, vicino a Venezia. Quindi la strada scendendo dalla Germania a Tridentum (Trento) si biforcava: un percorso andava verso l’Adriatico mentre l’altro si dirigeva verso il centro della Pianura Padana.

Consiglio dell'autore

Abbazia di Monte Maria
Informazioni:  abbazia di Monte Maria, tel. 0473.843980, www.marienberg.it, info@marienberg.itAntico monastero, tra i più importanti di tutto il Tirolo, sorge a ben 1340 metri di altitudine ed è l’abbazia benedettina più alta d’Europa; fondato nel XII secolo dai nobili von Tarasp, è stato per secoli il centro culturale e spirituale dell’Alta Val Venosta anche grazie all’importante e ricca biblioteca storica. Ricostruito dopo un incendio avvenuto nel XV secolo, il grande complesso ha le fattezze di una fortezza in stile barocco, caratterizzato da molte torrette e cupolini. Da vedere: la romanica chiesa di Nostra Signora, con notevole portale e interno trasformato in stile barocco nella metà del Seicento, la Cripta romanico-bizantina – con uno straordinario ciclo di affreschi –, il museo sulla storia dell’abbazia.


Glorenza
Informazioni: via Flora 31, tel. 0473.831097, glurns@rotmail.netChiusa da un’imponente e scenografica cinta muraria con bei torrioni e camminamenti, con i suoi 850 abitanti Glorenza è la più piccola città d’Italia (lo status di città fu ottenuto oltre 700 anni fa): qui si respira perfettamente ancora il clima medievale ed è uno dei Borghi più belli di Italia. Ebbe il suo periodo di splendore nel XIV e XV secolo grazie soprattutto al commercio del salgemma proveniente dalle miniere della vicina valle dell’Inn. È assolutamente consigliata una bella passeggiata per le sue vie con gli antichi palazzi patrizi, i moltissimi porticati, i vicoli pittoreschi, le belle case borghesi, le fortificazioni e ovviamente le intatte mura di cinta rinascimenta


Rablà e il cippo della Via Claudia Augusta
A 800 metri dalla pista si trova sulla sinistra il centro di Rablà, dove nel 1522 è stata ritrovata un’importante pietra miliare, unica assieme a quella di Cesiomaggiore – vicino a Feltre – relativa alla Via Claudia Augusta. L’originale è conservato presso il Museo di Bolzano, mentre è possibile ammirare la copia che si trova davanti all’Hotel Hanswirt, sulla statale 38 della Val Venosta. Il testo è il seguente: «Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico, pontefice massimo, insignito sei volte tribuno e quattro volte console, imperatore per l’undicesima volta, padre della patria ha portato a compimento la via degli eserciti Claudia Augusta, che suo padre aveva spianato, dopo avere liberato le Alpi con la forza delle armi, dal fiume Po al fiume Danubio, per una lunghezza complessiva di 350 miglia romane».

Merano
Informazioni: corso Libertà 15, tel. 0473.272000, www.merano-suedtirol.it, info@meran.euMerano è il capoluogo della comunità comprensoriale del Burgraviato e il centro più abitato dell’Alto Adige dopo Bolzano, notissima a livello internazionale come stazione di cura e di soggiorno. Da vedere: il duomo, dalla caratteristica facciata con merlatura a scala, la stretta via dei Portici, il pittoresco Castello Principesco, i resti delle mura cittadine con le tre porte d’ingresso, il ponte romano, il caratteristico Kurhaus, storica “casa di cura” in stile liberty, il Museo civico.


Bolzano
Informazioni: via Alto Adige 60, tel. 0471.307000, www.bolzano-bozen.it, info@bolzano-bozen.itPosta nell’ampia conca alla congiunzione delle valli dell’Adige, dell’Isarco e della val Sarentino, Bolzano è capoluogo della Provincia Autonoma e principale centro dal punto di vista culturale, economico e politico dell’Alto Adige. Di origini romane (pons Drusi), la città visse un periodo di grosse tensioni per i contrasti tra i principi vescovi di Trento e i conti del Tirolo, quindi ebbe un notevole sviluppo nel Medioevo grazie alle fiere mercantili che portarono un discreto benessere economico. Venne annessa all’Italia alla fine della prima guerra mondiale.Da vedere: piazza Walther, il cuore cittadino, ove si affaccia il gotico duomo, dal caratteristico tetto con tegole policrome, quindi la chiesa dei Domenicani con suggestivo chiostro gotico affrescato, il barocco palazzo mercantile, la pittoresca via dei Portici, il Museo civico e il Museo archeologico, in cui campeggia la star millenaria Ötzi, la mummia del Similaun.

Immagine del profilo di Romea Strata | IT | Fondazione Homo Viator
Autore
Romea Strata | IT | Fondazione Homo Viator
Ultimo aggiornamento: 21.01.2021
Punto più alto
1.532 m
Punto più basso
240 m

Partenza

Coordinate:
DD
46.847680, 10.505791
DMS
46°50'51.6"N 10°30'20.8"E
UTM
32T 614802 5189338
w3w 
///vagato.fidarmi.vecchiaia
Mostra sulla mappa

Direzioni da seguire

Ci troviamo al confine tra Austria e Italia, a 1455 metri di quota, in cima al Passo Resia, il valico utilizzato a suo tempo anche dalla Via Claudia Augusta per collegare Donauwörth e l’area danubiana con Altino e l’area adriatica: godiamoci il percorso perché è l’unico passo alpino che si può scalare (in questo caso scendere, che è un’opzione decisamente migliore…) interamente su ciclabile! Quindi vedremo spesso le indicazioni sia della Ciclabile della Val Venosta che della Ciclabile Claudia Augusta: all’occhio.La pista separata appare fin dal confine, poi al km 0,5 si attraversa la statale e si passa sull’altro lato, in leggera salita, quindi dopo 250 metri si piega a destra verso i prati verdissimi, già si vede la silhouette del paese di Resia [Reschen am See] (1511 m slm), frazione di Curon Venosta [Graun im Vinschgau], ai piedi del lago artificiale di Resia. A un centinaio di metri in linea d’aria si trova la sorgente del fiume Adige. Superato il castello si affronta subito una ripidissima discesa e poi si giunge più dolcemente al km 20,6 nel piccolo centro di Clusio [Schleis] (1064 m slm) frazione di Malles Venosta [Mals], in una bella piazzetta con fontana, crocifisso ligneo e casa con affresco di san Floriano: qui c’è un bivio importante perché a sinistra si va verso il centro di Malles Venosta e la sua stazione, verso destra si prosegue lungo la ciclabile della Val Venosta verso Merano (da visitare la bella chiesa di San Lorenzo). Si va a destra e dopo 100 metri (altra fontana) ancora a destra immersi nel verde, in ripida discesa; si sorpassa l’Adige e si scende fino a raggiungere al km 22,4 un quadrivio – nell’abitato di Laudes [Laatsch] (987 m slm) – e si prosegue ancora dritti. Paesaggio incantevole, si pedala nel verde tra mucche e cavalli in bella discesa per giungere al km 24,4 sotto le suggestive mura dello splendida città di Glorenza [Glurns] (907 m slm).Superato il castello si affronta subito una ripidissima discesa e poi si giunge più dolcemente al km 20,6 nel piccolo centro di Clusio [Schleis] (1064 m slm) frazione di Malles Venosta [Mals], in una bella piazzetta con fontana, crocifisso ligneo e casa con affresco di san Floriano: qui c’è un bivio importante perché a sinistra si va verso il centro di Malles Venosta e la sua stazione, verso destra si prosegue lungo la ciclabile della Val Venosta verso Merano (da visitare la bella chiesa di San Lorenzo). Si va a destra e dopo 100 metri (altra fontana) ancora a destra immersi nel verde, in ripida discesa; si sorpassa l’Adige e si scende fino a raggiungere al km 22,4 un quadrivio – nell’abitato di Laudes [Laatsch] (987 m slm) – e si prosegue ancora dritti. Paesaggio incantevole, si pedala nel verde tra mucche e cavalli in bella discesa per giungere al km 24,4 sotto le suggestive mura dello splendida città di Glorenza [Glurns] (907 m slm).Si prosegue lungo il corso dell’Adige lasciandoci alle spalle le mura di Glorenza e si scende piacevolmente pedalando tra i meleti, al km 25,6 si ignora la deviazione a sinistra verso la vicina Sluderno [Schluderns] – sovrastata dallo scenografico Castel Coira – e si affianca un laghetto per poi attraversare l’Adige e passare sulla riva opposta oltrepassando un impianto di depurazione delle acque. Si attraversa un boschetto e si continua sempre su una bella ciclabile finché al km 30,5, nei pressi di Spondigna [Spondinig] (890 m slm) (meccanico: SS 38 Bike Spondigna, tel. 0473.616917), si gira seccamente a destra passando all’interno del biotopo Prader Sand posto sullo spettacolare delta del Rio Solda. Ora il fondo si fa sterrato, si passa a fianco di alcuni laghetti, c’è un bar, un’area di sosta, quindi si ritorna su asfalto e al km 33,0 – all’altezza di un chioschetto con wurstel – si volta a sinistra seccamente su via Sant’Antonio superando il Rio Solda verso il centro di Prato allo Stelvio [Prad am Stilfserjoch] (915 m slm) (meccanico: Baldi Sport, via Nuova 19, tel. 0473.617071) ai piedi del Passo dello Stelvio, gioia e delizia dei ciclisti più scatenati, che con i suoi 2758 metri costituisce il valico automobilistico più alto in Italia.Si attraversa il paese su strada a traffico promiscuo, quindi al km 33,4 con la dovuta attenzione ci s’immette sulla statale 38 del Passo dello Stelvio, dopo 100 metri si piega a destra e subito a sinistra per via delle Spine immergendosi tra prati e meleti in un tratto di valle molto aperto e panoramico, spettacolare. Seguendo le precise indicazioni al km 36,1 al bivio si tiene la destra e dopo 450 metri si va a sinistra, transitando poi per la Riserva naturale Ontaneto di Cengles, dove si affronta un breve tratto di sterrato. Al km 37,7 si giunge sulla provinciale 108, in cui si tiene la sinistra su ciclabile separata, quindi al km 38,8 si gira a destra ritornando a fianco dell’Adige, abbandonato da circa 8 chilometri; si prosegue dritti superando al km 39,3 una bella area pic-nic per giungere al km 42,6 nei pressi del centro di Lasa [Laas] (868 m slm) – cittadina assai nota per il marmo bianco che si estrae dalle sue cave –, situata sull’altra sponda. Particolare la ferrovia marmifera di Lasa, a gestione comunale, che con un percorso spettacolare misto tra funicolare, teleferica e due tratti ferroviari a scartamento ridotto giunge alle cave in alta quota. Da non perdere.Non è un caso che in questo tratto la ciclabile sia abbellita da piccole statue di marmo… Al km 43,3 si supera un ponte sul Rio Lasa e poi si gira subito a sinistra, si oltrepassa un bacino artificiale della centrale idroelettrica di Lasa e quindi ci si insinua dentro un fitto bosco su sterrato con qualche su e giù; al km 45,1 si giunge nei pressi di un laghetto con bar/ristoro per ciclisti ed escursionisti in corrispondenza degli spettacolari resti di pilastri di roccia dell’antico acquedotto della valle dell’Adige, datato XV secolo.Subito dopo al km 45,3 si attraversa l’Adige portandosi sulla sinistra orografica in bella discesa, torna l’asfalto, poi al km 46,0 si attraversa nuovamente il fiume con un bel ponte coperto in legno e torna lo sterrato nel bosco; appare un’ampia area di sosta con tavoli da pic-nic sul fiume, molto rilassante, bella discesa, quindi torna l’asfalto e al km 47,5 appare il cartello di Covelano [Göflan] (755 m slm) quindi si attraversa la frazione; al km 48,2 si sottopassa l’imponente ponte ferroviario e dopo 50 metri si gira a sinistra oltrepassando l’Adige per portarsi sulla sponda opposta.Si seguono le indicazioni su stradina asfaltata, quindi al km 49,6 al bivio a T si gira a destra oltrepassando al km 50,2 l’ennesimo ponte sul fiume per girare immediatamente a sinistra. Ora si pedala con facilità fino a raggiungere al km 54,0 il Quellensee, bel laghetto di Coldrano attrezzato per la pesca sportiva (con fontana per dissetarsi), poi dopo 100 metri si gira a sinistra e si supera l’Adige per girare immediatamente a destra, affiancando per un tratto la statale della Val Venosta; al km 56,7 altro ponte e ci si porta sulla sponda opposta, nel paesino di Laces [Latsch] (639 m slm). Dopo 250 metri si passa davanti alla funivia di San Martino quindi al km 57,3 – all’altezza della barocca cappella di Maria Addolorata al ponte – si supera l’Adige, si tiene la destra e poi si scende velocemente lungo un panoramico tratto aggettante sul fiume. Al km 58,1 si giunge in prossimità della stele commemorativa eretta in ricordo delle vittime dell’incidente ferroviario avvenuto il 12 aprile 2010 proprio qui, nella tratta tra Laces e Castelbello.Si continua in bella discesa e al km 59,9 la ciclabile affianca la statale nel centro di Castelbello [Kastelbell] (587 m slm) appena superato lo spettacolare maniero duecentesco che ha una cappella decorata con affreschi del XIV e del XVI secolo. Quindi si prosegue su ciclabile dipinta di rosso, si effettua una curva secca con serpentina, poi s’incontra un locale/ristoro per ciclisti e si prosegue dritti fino a giungere al km 63,4 nei pressi dell’abitato di Ciardes [Tschars] e poi al km 65,5 a Stava [Staben] (553 m slm) dominata dalla mole massiccia del medievale Castello Juval, residenza estiva dell’alpinista Reinhold Messner e una delle sedi del Messner Mountain Museum.Giunti davanti alla bella chiesetta di Nostra Signora, al ponte si gira a destra e poi subito a sinistra, sulla sponda opposta dell’Adige. Al km 66,2 si passa davanti alla stazione e a un ristoro per ciclisti, quindi al km 67,7 si attraversa nuovamente l’Adige e ci troviamo ai margini del grande centro di Naturno [Naturns] (528 m slm) – situato ai piedi della Val Senales –, che ospita anche l’antichissima chiesa di San Procolo, con straordinario ciclo di affreschi del periodo precarolingio. Proseguiamo salendo in cima all’alzaia lasciando Naturno alla nostra sinistra e imboccando un lunghissimo rettilineo che ci porta al km 70,9 presso il biotopo Wangerau e poi al km 71,9 nei pressi di Plaus [Plaus] (519 m slm) che si stende sulla riva opposta dell’Adige; dopo un altro lungo rettilineo al km 74,2 siamo nei pressi di Rablà [Rabland] (525 m slm) (meccanico: Etzi’s Bike Shop, Peter Anich strasse 1, tel. 0473.420026).Passiamo accanto a un enorme deposito/centro di raccolta di mele quindi al km 76,5 si giunge nei pressi della centrale idroelettrica di Tel [Töll], addirittura del 1898: qui si va a sinistra, si attraversa la statale su passaggio ciclopedonale e si tiene la sinistra sulla provinciale 52. Si prosegue in bella discesa a tratti anche ripida. Si sottopassa la provinciale portandosi sul lato opposto e al km 77,3 si tiene la destra su stradina asfaltata che in ripida discesa plana in mezzo ai vigneti scendendo vorticosamente verso Merano con sette stretti tornanti. Panorama indimenticabile… Al km 79,6, dopo aver superato un posto di ristoro per ciclisti, appare sulla destra uno splendido ponte di legno coperto che porta verso la frazione di Foresta [Först] col suo bel castelletto e soprattutto il notissimo birrificio: il nostro percorso invece prosegue dritto, permettendoci di ammirare il castello di Först e giungendo al km 80,6 a fianco della superstrada che porta a Bolzano. Al km 82,3, poco prima di giungere al punto d’immissione del Passirio nell’Adige, si gira a sinistra sottopassando la superstrada, si passa accanto a un campo da calcio quindi al km 82,6 si giunge a un bivio nevralgico: continuando dritti si giunge in poche centinaia di metri lungo il Passirio nel bellissimo centro di Merano [Meran] (325 m slm), invece girando a destra si supera una passerella sul Passirio stesso in direzione Bolzano.isogna fare attenzione perché da qui, terminata la ciclabile della Val Venosta, i cartelli indicativi sono cambiati, non più marroni ma rossi! ATTENTI, non è semplicissimo trovare il percorso! Oltrepassato il Passirio si piega subito a destra per via Marlengo, quindi al km 84,5 si transita in via delle Palade davanti all’ingresso del famoso ippodromo di Maia, quindi, giunti quasi alla fine del viale, al km 84,9 si tiene la destra in via B. Johannes e poi al bivio a T del km 85,2 si gira a destra per via Adige che passa a lato del cimitero. Dopo 200 metri si tiene la sinistra su via Cadorna e poi ancora la prima a sinistra, per via dei Frutteti, che al km 86,3 sembra un cul de sac: si aggira il parcheggio sulla sinistra poi subito a destra e al km 86,5 si esce in via Roma, di cui si tiene la destra uscendo da Merano. È terminato il tratto complicato! Si prosegue su ciclabile separata a lato della provinciale 165 e al km 87,5 alla rotonda la stradina lascia definitivamente la strada piegando a destra e si insinua splendidamente tra i meleti; al km 89,1 la ciclabile torna a riaffacciarsi sull’Adige, proprio all’altezza di un bar per ciclisti, il Risto Max. Qui la pista ha affiancato la ferrovia che d’ora in poi ci farà compagnia fino a Bolzano, con lunghi rettilinei, allietati da alcune aree di sosta con tavoli da pic-nic, come quella al km 92,1 prima della stazione ferroviaria di Lana-Postal [Lana-Burgstall] (270 m slm) che superiamo al km 92,5. Ci troviamo nella comunità comprensoriale del Burgraviato, che ha come capoluogo Merano e comprende la Val Passiria, la Val d’Ultimo, l’Alta Val di Non e il tratto meranese della Val d’Adige.Dopo un lunghissimo rettilineo che ci fa passare per l’area naturale protetta del Laghetto di Gargazzone, al km 96,5 raggiungiamo la stazione di Gargazzone [Gargazon] (267 m slm), quindi al km 99,5 passiamo vicini alla stazione di Vilpiano-Nalles [Vilpian-Nals] (258 m slm); ora l’Adige disegna qualche curva in più e si continua a seguirlo sulla sua sinistra orografica e il tracciato è segnalato anche come “percorso ciclabile Imperatrice Maria Teresa”. Al km 102,7 si attraversa la strada che porta (500 metri andando a sinistra) nel centro di Terlano [Terlan] (250 m slm) e si prosegue dritti, giungendo al km 105,9 alla stazione di Settequerce [Siebeneich] e al km 109,6 presso quella di Ponte d’Adige [Sigmundskron]: davanti a noi appare sulla destra il profilo del medievale Castel Firmiano, sede principale del circuito Messner Mountain Museum. Dopo aver superato la stazione al km 109,9 si gira a sinistra immettendosi momentaneamente sulla provinciale 18 (senza ciclabile: ATTENTI!!!) e dopo 220 metri si gira sulla prima stradina a destra e poi ancora la prima a destra tra i meleti per ritornare al km 110,8 sulla ciclabile lungo l’Adige. Alzando gli occhi vediamo a picco su di noi il castello di Firmiano, quindi al km 111,5 sottopassiamo la superstrada nei pressi di Bolzano Sud e al km 111,9 giriamo a sinistra per raggiungere dopo 100 metri, al km 112,0, la ciclabile lungo l’Isarco: a sinistra si raggiunge il centro di Bolzano in 4-5 chilometri, a destra invece si prosegue verso Trento e Rovereto. Proprio in questo bivio si trova una bella area di sosta con panchine, tavoli e una fontana, ideale per tirare il fiato e rinfrescarsi le idee…

Nota


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DD
46.847680, 10.505791
DMS
46°50'51.6"N 10°30'20.8"E
UTM
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