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Trekking del Parco dello Stelvio

Alta Via · Val di Sole, Pejo e Rabbi
Responsabile del contenuto
APT Valli di Sole, Peio e Rabbi Partner verificato  Explorers Choice 
  • Trekking del Parco dello Stelvio
    Trekking del Parco dello Stelvio
    Foto: Ph Guide Alpine Val di Sole, APT Valli di Sole, Peio e Rabbi
m 3500 3000 2500 2000 1500 1000 40 30 20 10 km Marteller Hütte CEVEDALE "GUIDO LARCHER" SAENT "SILVIO DORIGONI" Zufallhütte
6 giornate di escursioni da rifugio a rifugio nel gruppo Ortles-Cevedale alla scoperta della Val di Rabbi, della Val di Peio e della Val Martello.
media
Lunghezza 47,8 km
19:13 h.
3.628 m
3.510 m
3.119 m
1.483 m
Un viaggio tra il Trentino e l’Alto Adige in un susseguirsi di vallate e di paesaggi alpini. Ambienti naturali sempre vari: dai prati fioriti di fondovalle, ai pascoli delle malghe, tra i torrenti e le spumeggianti cascate salendo in alto fino alle vedrette nivali e ai laghi alla base dei ghiacciai.

Consiglio dell'autore

Nel cuore delle Alpi centrali il Parco Nazionale dello Stelvio, uno dei più antichi parchi italiani, custodisce fin dal 1935 le meraviglie paesaggistiche delle vallate alpine e tutela la fauna e la flora di una vasta area naturalistica protetta racchiusa tra le Province Autonome di Trento e Bolzano e la Regione Lombardia.
Immagine del profilo di APT Valli di Sole, Peio e Rabbi
Autore
APT Valli di Sole, Peio e Rabbi
Ultimo aggiornamento: 27.03.2018
Difficoltà
I, <30°, PD- media
Impegno fisico
Emozione
Paesaggio
Punto più alto
3.119 m
Punto più basso
1.483 m
Periodo consigliato
gen
feb
mar
apr
mag
giu
lug
ago
set
ott
nov
dic
Esposizione
NESO

Punti di ristoro

Zufallhütte
Marteller Hütte
STELLA ALPINA AL LAGO CORVO
CEVEDALE "GUIDO LARCHER"
SAENT "SILVIO DORIGONI"

Indicazioni sulla sicurezza

Percorso che necessita di esperienza in alta quota. Per affrontare l'itinerario in tutta sicurezza affidati alla professionalità delle Guide Alpine della Val di Sole.

  • Scegli un percorso adatto alla tua preparazione
  • Lascia informazioni sul tuo itinerario e sull’orario approssimativo di rientro
  • Fai attenzione alle indicazioni e alla segnaletica che trovi sul percorso
  • Non esitare a tornare sui tuoi passi
  • In caso di incidente dai l’allarme chiamando il 118

Le informazioni contenute in questo scheda sono soggette ad immancabili variazioni, nessuna indicazione ha quindi valore assoluto. Non è possibile evitare del tutto inesattezze o imprecisioni, in considerazione della rapidità dei cambiamenti ambientali o meteorologici che possono verificarsi. In questo senso decliniamo ogni responsabilità per eventuali cambiamenti subiti dall’utente. Si consiglia, comunque, di accertarsi, prima di effettuare un’escursione, sullo stato dei luoghi e sulle condizioni ambientali o meteorologiche.

Come immaginerai, la percorribilità degli itinerari in un ambiente montano è strettamente legata alle condizioni contingenti e dipende quindi da fenomeni naturali, cambiamenti ambientali e condizioni meteo. Per questo motivo, le informazioni contenute in questa scheda potrebbero aver subito variazioni. Prima di partire, informati sullo stato del percorso contattando il gestore dei rifugi sul tuo percorso, le guide alpine, i centri visitatori dei parchi naturali e gli uffici turistici.

Consigli e raccomandazioni aggiuntive

L’itinerario è suddiviso in sei giornate.
Dislivello: 600/900 m giornalieri

1° GIORNO: parcheggio Cavallar Rabbi (1.423 m), Malga Caldesa (2.054 m), Rifugio Stella Alpina al Lago Corvo (2.435 m)
2° GIORNO: Rifugio Stella Alpina al Lago Corvo (2.435 m), Cima Collecchio (2.957 m), Giogo Nero (2.822 m), Rifugio Saènt S. Dorigoni (2.436 m)
3° GIORNO: Rifugio Saènt S. Dorigoni (2.436 m), Ghiacciaio di Grames e Punta Rossa di Martello (3.033 m), Rifugio Martello (2.610 m) | in caso di brutto tempo, Passo di Saent (2.965 m), Rifugio N. Corsi (2.265 m), Rifugio Martello (2.610 m)
4° GIORNO: Rifugio Martello (2.610 m), Passo della Forcola (3.032 m), Cima Nera (3.037 m), Rifugio Cevedale G. Larcher (2.608 m)
5° GIORNO: Rifugio Cevedale G. Larcher (2.608 m), Ghiacciaio del Careser, Bocca di Saent (3.121 m), Rifugio Saènt S. Dorigoni (2.436 m)
6° GIORNO: Rifugio Saènt S. Dorigoni (2.436 m), Alpe di Campisol Aut (2.445 m), Bait Forborida (2.149 m), Malga Stablasolo (1.539 m) lungo il sentiero della fauna | in caso di brutto tempo, Larici Monumentali, Cascate di Saènt (1.755 m), Malga Stablasolo (1.539 m)

PUNTI DI APPOGGIO:
Rifugio Stella Alpina al Lago Corvo (2.435 m)
Rifugio Saènt «S. Dorigoni» (2.436 m)
Rifugio Martello (2.610 m)
Rifugio Nino Corsi (2.265 m)
Rifugio Cevedale «G. Larcher» (2.608 m)


Rifugio Martello
Rifugio Corsi
Rifugio Cevedale
Guide Alpine Val di Sole
Parco dello Stelvio
Meteo Trentino
Azienda Turismo Val di Sole

Partenza

Parcheggio Cavallar Rabbi (1.483 m)
Coordinate:
DD
46.414057, 10.823456
DMS
46°24'50.6"N 10°49'24.4"E
UTM
32T 640136 5141669
w3w 
///decido.rendono.cortese

Arrivo

Trekking Parco Nazionale dello Stelvio

Direzioni da seguire

1° GIORNO: RIFUGIO STELLA ALPINA AL LAGO CORVO
EE - Escursionisti Esperti
Dall’abitato di Piazzola si sale alla frazione di Cavallar. Si può partire a piedi dal parcheggio Cavallar (1.450 m) appena sopra il paese oppure si può raggiungere la Malga Samocleva (1.892 m) grazie al bus navetta del Parco (prenotazione obbligatoria). Dalla malga si può apprezzare uno dei panorami più belli sulla Val di Rabbi: da qui con sentiero SAT 108 si entra nella valle percorsa dal rio Lago Corvo. Attraversato il torrente, si raggiunge la Malga Caldesa Alta, da dove, per una dorsale erbosa con vista sulle Dolomiti di Brenta e sulla Presanella, si raggiunge il Rifugio Stella Alpina al Lago Corvo (2.425 m).

2° GIORNO: RIFUGIO SAÈNT «S. DORIGONI»
EE - Escursionisti Esperti
È l’attraversata tra rifugi più classica di tutta la Val di Sole e passa sulla Cima Collecchio, un autentico belvedere posto tra le Dolomiti e le montagne del Gruppo Ortles-Cevedale. Dal Rifugio Lago Corvo (2.425 m) con sentiero SAT 145 si raggiungono i Laghi Corvo (2.464 m), laghi di origine glaciale ancora popolati dal salmerino alpino e circondati da numerose marmotte. Da qui si intraprende la salita, che si svolge su un ottimo sentiero, spesso ancora innevato ad inizio stagione, fino ad arrivare sulla Cima Collecchio. Lungo una facile cresta si giunge al Passo Giogo Nero, dove, si scende con il sentiero SAT 107 per un lungo traverso a mezza costa, poco ripido ma un po’ esposto fino ai pascoli pianeggianti vicini al Rifugio Saènt «S. Dorigoni» (2.437 m).

3° GIORNO: RIFUGIO MARTELLO
EEA - Escursionisti Esperti con Attrezzature
Percorso su sentiero che parte dal Rifugio Dorigoni in Val di Rabbi e arriva in Val Martello. Si svolge sulle ampie praterie alpine della Valle di Saènt e scende lungo il ripido vallone che sovrasta il lago Zufrittsee. Partenza dal Rifugio Saènt «S. Dorigoni» seguendo il sentiero SAT 101 fino al Passo di Saènt (2.965 m). Da qui sono possibili due alternative: l’itinerario consigliato prevede l’attraversamento del Ghiacciaio di Grames con il sentiero 37A e la salita alla Cima Rossa di Martello «Vorderer Rotspitz» (3.033 m). L’ultimo tratto conduce attraverso una ripida via assicurata con cordini. Per oltrepassare questo punto è necessario avere con sé l’attrezzatura necessaria. Dalla cima si scende lungo il sentiero 37 fino al Rifugio Martello «Marteller Hütte» (2.610 m). Fare attenzione ai bivi che sono segnalati in modo poco chiaro. Lungo il percorso si possono avvistare marmotte, camosci e cervi, specialmente sui pendii sotto la Cima Rossa di Martello.
L’alternativa, consigliabile in caso di brutto tempo, prevede la discesa dal Passo di Saènt sulla destra con il sentiero 12 costeggiando la vedretta di Saènt ed attraversandola alla base fino a quota 2.105 m. Successivamente, prima col sentiero 36, poi con il sentiero 150, si giunge al Rifugio Corsi «Zufall Hütte» (2.265 m). Prendendo infine il sentiero 103 si arriva al Rifugio Martello (2.610 m).

4° GIORNO: RIFUGIO CEVEDALE «G. LARCHER»
EEA - Escursionisti Esperti con Attrezzature
Partendo dal Rifugio Martello «Marteller Hütte» (2.610 m), con una meravigliosa vista sul Monte Cevedale «Zufallspitze» (3.757 m) che svetta tra gli ultimi larici, in circa mezz'ora si raggiunge l'inizio della Vedretta della Forcola, seguendo il sentiero SAT 103. Conviene iniziare la salita circa 100 metri a destra (nord-ovest) della lunga morena che ricopre il ghiacciaio finché piana subito sotto il Passo della Forcola. Percorrere il ghiacciaio fino a quando termina contro il pendio che si risale impostando un lungo traverso da destra verso sinistra fino ad arrivare al Passo (segnalato con pali di legno). Si consiglia la percorrenza in condizioni di buona visibilità e l'utilizzo di corda e ramponi. Sulla Vedretta della Forcola, appena sotto l'omonimo passo ci possono essere alcuni crepacci con andamento ortogonale rispetto alla traccia di salita.
Dal Passo della Forcola, con un buon sentiero, ripido solo nel tratto iniziale, si scende in Val de la Mare con un'ottima vista su enormi morene, rocce lisciate dal passaggio dei ghiacciai e qualche branco di camosci. Gli aspetti glaciologici e geomorfologici sono tra i più evidenti e interessanti di tutto il Gruppo Ortles-Cevedale. Sempre seguendo il sentiero SAT 103 si raggiuge il Rifugio Cevedale «G. Larcher» (2.608 m).

5° GIORNO: RIFUGIO SAÈNT «S. DORIGONI»
EEA - Escursionisti Esperti con Attrezzature
Questo percorso è il naturale collegamento tra l'alta Val di Peio (Val de la Mare) e l'alta Val di Rabbi (Val di Saènt). Il sentiero SAT 104 inizia nei pressi del Rifugio Cevedale «G. Larcher» (2.608 m) e si innalza per alcune centinaia di metri per poi scendere nell'ampia valle del Lago Lungo (2.630 m). Dopo un tratto pianeggiante il sentiero devia a sinistra e si innalza rapidamente con tratti talvolta innevati incontrando anche alcuni laghetti (Le Pozze). Si raggiunge la cresta nord della Cima Lago Lungo (3.149 m) e poi si scende sulla Vedretta del Careser dove si incrocia il sentiero SAT 104A. Da qui si sale su vallette e sfasciumi fino a raggiungere il grande totem di legno (che serve per l'orientamento in caso di nebbia) dove inizia la salita sul ghiacciaio con una prima parte abbastanza ripida che va poi via via a diventare quasi pianeggiante fino a raggiungere la Bocca di Saènt (3.121 m). A causa del rapido ritiro del Ghiacciaio del Careser è stato tracciato un nuovo itinerario che lo attraversa nell'area più orientale. Il tratto su ghiacciaio è lungo circa 1 km, non è ripido e non si rischia di scivolare: si attraversa in piano tenendosi circa 500 m a destra (nord) dalla cresta rocciosa che collega la Cima Careser alla Cima Campisol e, camminando sempre in senso parallelo a questa dorsale, si arriva alla fine del ghiacciaio, dove si trova un altro totem in legno. Dalla Bocca di Saènt si scende quindi attraversando falde detritiche e pendici erbose per giungere in Val Saènt fino ad incrociare il sentiero SAT 101 che in pochi minuti porta al Rifugio Saènt «S. Dorigoni» (2.436 m).
Durante l'attraversata si gode del miglior panorama sulla cresta che va dal Monte Vioz al Monte Cevedale ed è possibile rendersi conto dell'azione svolta dai ghiacciaio in passato e del loro significato a livello ambientale e climatico. Si consiglia la percorrenza in condizioni di buona visibilità e con un discreto allenamento sui percorsi in quota. In caso di nevicate recenti la salita alla Bocca di Saènt e l'attraversamento del ghiacciaio diventano difficili anche per l'assenza di tracce. I bastoncini sono molto utili. L’uso di corda e ramponi, se si segue il percorso indicato, non è di norma necessario. È raccomandabile informarsi sulle condizioni del ghiacciaio presso il Rifugio Dorigoni o il Rifugio Larcher.

6° GIORNO: MALGA STABLASOLO
EE - Escursionisti Esperti
Attraversato il prato sottostante il Rifugio Saènt «S. Dorigoni» (2.436 m), al bivio tra i segnavia 106 e 128, si imbocca il sentiero SAT 128 per raggiungere il Baito della Valletta. A questo punto, tenendo la destra, fare attenzione e seguire il sentiero segnato da ometti in pietra che conduce al Baito Campisol Alto. Il sentiero, pur non presentando particolari difficoltà a livello tecnico, richiede comunque una buona vista per individuare gli ometti. Dal Baito Campisol Alto si scende fino alla Malga Stablasolo (1.529 m), da dove con sentiero SAT 106 si arriva al parcheggio Coler (1.380 m).

Nota


Vedi tutte le segnalazioni sulle aree protette

Mezzi pubblici

Fino a Trento con la ferrovia Verona-Brennero, e da qui con la ferrovia Trento-Malé-Mezzana fino in Val di Sole, collegata con pullman di linea a tutti i paesi. Per info sugli orari visita la pagina www.valdisole.net/IT/Trasporti-Pubblici

Come arrivare

DA BOLOGNA-VERONA E DAL BRENNERO
prendere l'Autostrada A22 del Brennero, uscita Trento Nord, per chi proviene da Sud. Uscita S. Michele all’Adige per chi proviene da Nord. Si prosegue poi in direzione Cles, Val di Non, Val di Sole fino in Val di Rabbi.

DA BERGAMO-BRESCIA
procedere lungo la SS42 in direzione Passo Tonale, poi seguire le indicazioni per Malè e la Val di Rabbi.

Attraversare tutta la Val di Rabbi. Appena prima di Bagni di Rabbi imboccare la strada a destra seguendo le indicazioni per Piazzola, da dove si sale alla frazione di Cavallar fino a raggiungere il parcheggio. In estate, da qui parte un bus navetta del Parco che porta fino alla Malga Samocleva. Per informazioni su costi e orari del servizio rivolgiti al Centro Visitatori Rabbi del Parco Nazionale dello Stelvio (Tel. 0463 909774 - cvrabbi@stelviopark.it).

Dove parcheggiare

Parcheggio Cavallar (2 km da Piazzola di Rabbi)

Coordinate

DD
46.414057, 10.823456
DMS
46°24'50.6"N 10°49'24.4"E
UTM
32T 640136 5141669
w3w 
///decido.rendono.cortese
Come arrivare in treno, in auto, a piedi o in bici.

Mappe consigliate

Carta escursionistica Val di Sole 1:50.000 (Alpenwelt)
Kompass 636 Ortles-Passo dello Stelvio-Valfurva 1:25.000
Kompass 637 Cevedale-Valle di Peio-Alta Valfurva 1:25.000
Tabacco Ortles-Cevedale 1:25.000 (foglio 8)
Tabacco Val di Peio Val di Rabbi Val di Sole 1:25.000 (foglio 48)
Tabacco Brenta Adamello-Presanella Val di Sole 1:50.000 (foglio 10)

Guide consigliate in questa regione:

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Cartine consigliate

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Attrezzatura

Trekking alpinistico solo per escursionisti esperti dotati di casco, imbrago, ramponi e piccozza. Abbigliamento impermeabile, leggero e caldo (si consiglia un primo strato, a contatto con la pelle, in polipropilene, un secondo strato isolante in pile o lana ed un terzo strato impermeabile come giacca a vento in nylon o goretex, pantaloni lunghi), scarponi da trekking (evitare le scarpe da ginnastica), guanti, berretto, abbigliamento minimo di ricambio, zaino e borraccia, crema e occhiali da sole, sacco lenzuolo personale.

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Difficoltà
I, <30°, PD- media
Lunghezza
47,8 km
Durata
19:13 h.
Salita
3.628 m
Discesa
3.510 m
Punto più alto
3.119 m
Punto più basso
1.483 m
Percorso ad anello Panoramico Punti di ristoro lungo il percorso Interesse botanico Rilevanza culturale/storica Interesse faunistico Interesse geologico Passaggio in vetta Passaggio su cresta

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