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Supramonte

L’anima più selvaggia e segreta della Sardegna è senz’altro situata nel cuore di questo impervio altopiano calcareo

L’area del Supramonte si divide nei cinque territori dei Comuni di cui fa parte, vale a dire Baunei, Dorgali, Oliena, Orgosolo e Urzulei, separate in due blocchi principali dalle alture di Genna Silana, crocevia di escursionisti e viaggiatori. Dappertutto, la montagna si presenta con una verticalità ostile e quasi impenetrabile: la stessa che precipita sulle acque cristalline del Golfo di Orosei con oltre 50 km di falesie a picco sul mare, rotte solo da canyons profondi (sas codulas)  e da rare e selvagge cale che rappresentano mete escursionistiche ambite, come Cala Goloritzé, Cala Luna, Cala Mariolu. All’interno, una fitta successione di forre e altopiani irti di campi solcati segna il cuore di un territorio aspro e difficile: la gola di Gorroppu, una delle più profonde d’Europa, taglia con la sua verticalità la lunga muraglia calcarea; poco oltre, la dolina di Su Suercone accoglie con la sua improvvisa vastità lo stupore del visitatore. In un territorio così difficile l’uomo era riuscito a ritagliare un suo spazio a prezzo di grandi fatiche: si cammina sull’eredità del suo lavoro, percorrendo sentieri preistorici alla ricerca di insediamenti remoti, o le tracce dei pastori e dei carbonai, per visitare i resti delle capanne in cui abitavano, veri capolavori di pietra e ginepro. Ovunque, i segni del carsismo: grotte tra le più lunghe d’Italia, voragini improvvise, doline e campi solcati vanno a dipingere un paesaggio unico, diverso da qualsiasi altro si sia mai incontrato.

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