I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Informazioni
ritorna

L'Altopiano di Folgaria

Lavarone - Folgaria
medio
Aggiungi alla lista dei preferiti

Informationen zur Tour L'Altopiano di Folgaria

Tour Hauptmerkmale

  • Durata
    0:00 h
  • Distanza
    41.2km
  • Dislivello
    940 m
  • Dislivello
    940 m
  • Altitudine Max
    1781 m
È un itinerario ad anello che si snoda sulle vecchie strade militari e sulle strade forestali dell’altopiano di Folgaria (su un tracciato che in parte ricalca quello della classica “100 km dei Forti”), con un percorso molto vario che tocca alcuni forti austriaci e malghe adagiate in ambienti di riposante bellezza.

Itinerario

Dal Passo del Sommo si scende sulla strada per Folgaria, per imboccare dopo duecento metri una sterrata sulla sinistra che è la vecchia strada militare costruita dagli austriaci nella seconda metà dell’800 assieme ai forti e ad altre strutture a difesa degli altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna. La strada sale con moderata pendenza sulla dorsale boscosa del Monte Sommo e superata una vecchia postazione di guardia del ‘15-18 si divide in due; sulla sterrata di destra si continua a salire nel bosco di conifere e latifoglie raggiungendo il Rifugio Stella d’Italia, in posizione panoramica su un prato vicino all’arrivo della seggiovia Francolini.

Si prosegue in mezzo ad ampi prati e dopo qualche centinaio di metri ad un bivio si tiene la sinistra, arrivando quasi subito con alcune curve ad un vasto spiazzo dove sorge il Forte Sommo Alto (1613 m), costruito dagli austriaci tra il 1911 e il 1914 allo scopo di controllare il settore orientale dell’altopiano di Folgaria in coppia con il vicino Forte Dosso delle Somme.

Parecchio danneggiato all’esterno, il forte è visitabile all’interno e sulla copertura, ed è possibile accedere alle piazzole dove erano posizionati i cannoni. Qui sono visibili anche gli altri due forti austriaci dell’altopiano, il Cherle e il Dosso delle Somme, e si può gustare un notevole panorama sull’Adamello e le Dolomiti del Brenta. 

Si continua il percorso seguendo sulla prima curva in discesa la traccia che sale sulla cima erbosa del Sommo Alto, dove arriva la seggiovia di Fondo Grande, e quindi si scende per trecento metri a ritrovare la sterrata che avevamo lasciato (in alternativa si può dal forte ritornare al bivio e riprendere la sterrata a sinistra). Sulla vecchia strada militare si prosegue in leggera salita con un ampio giro fino al Rifugio Camini e quindi in discesa ad incrociare la strada asfaltata proveniente da Folgaria.

Solo poche centinaia di metri per raggiungere il Passo e il Rifugio Coe (1610 m, 8 km dalla partenza), al centro di una distesa di pendenza costante (6.5%) superando una corta galleria, sui 1400 metri di quota riprendono gli abeti, quindi si prosegue in mezzo ai boschi che ricoprono i versanti meridionale e orientale del Toraro. Raggiunto dopo 7 chilometri di salita il Rifugio Rumor e incrociata subito dopo la strada asfaltata che bisogna prendere a sinistra, si continua a salire per ancora un chilometro fino al Valico di Valbona (1782 m, 24 km dalla partenza). Sulla destra, subito sotto il Passo, parte la sterrata che porta ad un forte italiano, il Forte di Campomolon, rimasto incompiuto all’inizio della guerra; la si segue per 500 metri deviando poi a sinistra e cominciando a scendere in modo deciso, con alcuni tornanti. La discesa si sviluppa in un ambiente nuovamente fresco e riposante con alternanza di passaggi nel bosco e in ampie radure prative; superata la Malga Campomolon si rientra nel bosco attraversandolo pascoli ondulati, e poi in discesa per poco più di un chilometro fino ad un punto in cui si dipartono due stradine sterrate: mentre quella a destra porta al sacrario di Malga Zonta (che ricorda l’eccidio nazista del 1944) e a Monte Maggio, l’itinerario prosegue sulla sterrata di centro scendendo nell’aperta Valle Campoluzzo attraverso ampi pascoli circondati da abeti, toccando in sequenza le malghe Campoluzzo superiore, di mezzo e inferiore e la Malga Campo Azzaron, un tratto di oltre sei chilometri estremamente piacevole dove si può gustare appieno il riposante silenzio del paesaggio. 

A fine discesa l’ambiente cambia drasticamente, finiscono i prati e diradano gli alberi e la strada (un cartello avverte che inizia la forestale di Valbona) si restringe passando sotto gli strapiombanti roccioni del Monte Toraro. Si sale su fondo discreto e con agevole pendenza costante (6.5%) superando una corta galleria, sui 1400 metri di quota riprendono gli abeti, quindi si prosegue in mezzo ai boschi che ricoprono i versanti meridionale e orientale del Toraro. Raggiunto dopo 7 chilometri di salita il Rifugio Rumor e incrociata subito dopo la strada asfaltata che bisogna prendere a sinistra, si continua a salire per ancora un chilometro fino al Valico di Valbona (1782 m, 24 km dalla partenza). 

Sulla destra, subito sotto il Passo, parte la sterrata che porta ad un forte italiano, il Forte di Campomolon, rimasto incompiuto all’inizio della guerra; la si segue per 500 metri deviando poi a sinistra e cominciando a scendere in modo deciso, con alcuni tornanti. La discesa si sviluppa in un ambiente nuovamente fresco e riposante con alternanza di passaggi nel bosco e in ampie radure prative; superata la Malga Campomolon si rientra nel bosco attraversandolo per alcuni chilometri fino alla strada provinciale “dei Fiorentini” che si prende a sinistra con un percorso quasi tutto in piano, in mezzo alle vaste distese di pascoli di Lastebasse. 

In breve si arriva presso la grande Malga Seconda Posta (nelle prealpi venete il termine “posta” indica lo spazio in cui si può esercitare il pascolo), nel cui pianoro parte una nuova bellissima sterrata in mezzo ai prati che raggiunge poco dopo l’Albergo Cherle e lì vicino, seminascosto dagli alberi, il Forte Cherle. 

Il forte doveva avere caratteristiche simili al Sommo Alto, tranne che per la pianta, triangolare anziché rettangolare, ma si presenta in uno stato ancor più danneggiato del precedente. Merita una visita il vecchio cimitero militare austriaco in mezzo agli alberi che si incontra scendendo dal forte per un breve tratto.

A fine discesa si trova nuovamente la strada provinciale dei Fiorentini che si può prendere a destra in discesa, volendo raggiungere rapidamente il Passo del Sommo, oppure in salita a sinistra con il risultato di allungare un po’ il percorso evitando però un tratto di asfalto.

In questo secondo caso si sale su asfalto per 400 metri per imboccare sulla destra la strada forestale di Valle Fredda. Entrati in un fitto bosco, dove si incontrano quasi subito i resti di un ospedale militare austriaco, si prosegue superando in pochi chilometri prima un dislivello di 150 metri in salita e poi uno di 200 metri in discesa e quindi, ignorate due deviazioni a sinistra, si giunge ad incrociare di nuovo la strada asfaltata che, presa a sinistra, riporta velocemente al Passo del Sommo.

Inizio dell'itinerario

Passo del Sommo

Arrivo dell'itinerario

Passo del Sommo

Specificazione

Punti di appoggio/ristoro: Rifugio Rumor

Parcheggio

Trasporto pubblico

Arrivo

Valutazione dell'itinerario

  • Condizione

  • Tecnica

  • Avventura

  • Paesaggio

Copyright

Mountain Bike in Trentino-Alto Adige

Tab per le foto e le valutazioni