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L'Alta Val di Non e il Macaion

Val di Non
difficile
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Informationen zur Tour L'Alta Val di Non e il Macaion

Tour Hauptmerkmale

  • Durata
    0:00 h
  • Distanza
    34.5km
  • Dislivello
    1070 m
  • Dislivello
    1070 m
  • Altitudine Max
    1854 m
Splendido itinerario al confine fra Trentino e Alto Adige che nella parte centrale raggiunge un notevole punto panoramico affacciato sulla Valle dell’Adige e si caratterizza per la continua varietà della sede, degli ambienti e paesaggi, sviluppandosi su sterrate e sentieri che attraversano luminosi lariceti, fitte abetaie e riposanti radure prative.

Itinerario

Da Fondo (1020 m) – possibilità di parcheggio a inizio paese presso il bivio per il Passo delle Palade – si comincia a pedalare sulla strada statale per Merano, lasciandola però dopo neppure un paio di chilometri per prendere a sinistra una sterrata che passa davanti allo stabilimento Timber, supera una sbarra e prosegue nel bosco. È la “strada vecia di Tret” che si percorre in piano per un breve tratto al di sotto della statale, andando a destra in corrispondenza di due incroci ed effettuando un’ampia curva a destra fino a ritrovare la trafficata strada delle Palade che bisogna seguire ancora per circa un chilometro fino ad imboccare sulla sinistra la strada per Tret. 

Raggiunto il paese, presso una fontana si gira a sinistra in discesa (indicazioni cascata Torrente Novella) deviando poco dopo a destra su una sterrata che parte tra i campi e quasi subito rientra nel bosco, entrando in territorio altoatesino. Passato un ponticello, dove si stacca il sentiero per la cascata di Tret, raggiungibile con pochi passi, si sale ad incontrare un bivio presso un crocefisso, si prosegue a destra su sterrato e subito dopo su asfalto, superando il campo sportivo e raggiungendo in breve l’abitato di San Felice/ Sankt Felix, già in Provincia di Bolzano. Passati davanti alla chiesa e ritrovata ancora una volta la strada delle Palade, la si segue per poche centinaia di metri lasciandola definitivamente per deviare a destra (indicazione lago di Tret) su una stradina asfaltata che sale tra i prati con vista sul Monte Luco fino ad uno spiazzo sterrato adibito a parcheggio, poco al di sopra dei masi Klamm. 

A destra parte una larga forestale sterrata (indicazioni Felixer Alm) che attraversa in moderata salita un luminoso lariceto e in poco meno di tre chilometri, freschi e rilassanti come pochi, porta alla radura prativa della Malga di San Felice. Fatti alcuni scalini si prosegue a destra sul sentiero n. 50 scendendo nel bosco per poche centinaia di metri allo splendido Felixer Weiher (lago di San Felice anche noto come lago di Tret e di Santa Maria). Consigliabile fare il giro del lago sulla sterrata che passa ai margini del bosco per un rilassante intermezzo di circa un chilometro, prima di proseguire con la seconda parte del giro che prevede l’impegnativa salita del Macaion. 

Si lascia il lago imboccando la sterrata n. 511 per Malga di Fondo che si presenta con una breve rampa, poi sale più dolcemente a superare una sbarra in località I Trosi e, piegando subito a gomito, perde quota nel bosco con una ripida discesa di quasi un chilometro fino a sbucare negli aperti prati della malga. Si prosegue in discesa per poche centinaia di metri fino alla località Trivio dove, prendendo la sterrata a sinistra (indicazione Monte Macaion), comincia l’impegnativa ma non difficile salita finale, 5.6 chilometri con una pendenza media del 7% e alcune rampe intorno al 13% che si trovano concentrate all’inizio e nella parte finale. 

La forestale si inerpica nella prima parte costeggiando un piccolo corso d’acqua con lunghi tratti rettilinei (un pannello ci spiega un antico ingegnoso metodo usato fino a metà del secolo scorso per trasportare a valle il legname con carri trainati da animali da soma, il “ch’iaretar”), prosegue nella parte centrale alternando tratti in falsopiano ad altri in leggera salita, e infine con una breve rampa si porta sul bivio della radura dei Muri (poco distante, bella cappelletta degli alpini seminascosta tra gli abeti). Preso il ramo di sinistra con un avvio quasi in piano, non rimane che l’ultimo breve strappo per portarsi sulla cima del Macaion (1865 m), all’estremità settentrionale della catena della Mendola. Dal monte, che con il suo versante orientale si affaccia sulla Valle dell’Adige con una parete a strapiombo impressionante, si può ammirare una vista magnifica, dallo Sciliar e Catinaccio ai più lontani gruppi dolomitici, dall’Altopiano del Salto alle cime del Tessa e delle Alpi Venoste. 

Per il ritorno a Fondo esistono due possibilità. La più breve (poco Vista meno di 11 chilometri) consiste nel tornare alla radura dei Muri e poi proseguire diritto sulla sterrata 513, ripida in diversi punti e con fondo in generale parecchio sassoso, toccando quasi alla fine il lago Smeraldo. Un percorso leggermente più lungo (13 chilometri) ma nel complesso più interessante e piacevole è quello che prevede un tratto, abbastanza breve (3 chilometri) e pedalabile in misura più che accettabile, sul sentiero che unisce il Macaion al Monte Penegal. In questa alternativa si scende per 300 metri sul percorso dell’andata fino ad punto (località ex caserme Macaion) in cui sulla sinistra si stacca in piano il sentiero 512 per il Penegal. Raggiunta dopo brevi modesti saliscendi la depressione del Bus del Macaion (e ignorato un sentiero a sinistra che scende nella Valle dell’Adige alla Forcella Grande) si esce dal bosco salendo tra i prati fino ad un dosso erboso dove si incrocia una stradina erbosa che va seguita a sinistra in piano, girando subito dopo a destra in discesa. Nel tratto che segue bisogna fare attenzione a non prendere troppa velocità per non mancare un bivio poco evidente sulla sinistra (l’unica indicazione è un segno bianco rosso su un albero poco distante) che porta subito nei pressi di un piccolo casolare isolato su un prato. Il sentiero perde rapidamente quota per dividersi poco dopo in tre, in un punto in cui si deve proseguire in discesa sul ramo centrale seguendo sempre i segni bianco rossi sugli alberi. Superato a destra dopo alcune centinaia di metri un bivio con cartelli segnaletici, si continua in ripida discesa (sempre sufficientemente pedalabile) per circa un chilometro fino ad uscire su un’ampia prateria al cui margine si trova un baito diroccato, il Bait del Prinz, dove, ignorato il sentiero che sale verso il Penegal, si continua in piacevole discesa sulla larga sterrata fino alle aperte distese prative delle Regole di Malosco. Tutti in discesa, e sempre su asfalto, gli ultimi chilometri che attraversato il bellissimo bosco di Malosco ci riportano a Fondo (da non perdere l’occasione per una puntata finale al bellissimo lago Smeraldo – 1 km dal punto di partenza – e al suggestivo sentiero scavato nella roccia che lo unisce al centro del paese).

Inizio dell'itinerario

Fondo (bivio Palade), prendere la strada per il Passo, asfalto

Arrivo dell'itinerario

Fondo (bivio Palade)

Specificazione

fare attenzione bivio poco evidente

Parcheggio

Trasporto pubblico

Arrivo

Valutazione dell'itinerario

  • Condizione

  • Tecnica

  • Avventura

  • Paesaggio

Copyright

Mountain Bike in Trentino-Alto Adige

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