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Intorno al Sass de Putia

Funes
difficile
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Informationen zur Tour Intorno al Sass de Putia

Tour Hauptmerkmale

  • Durata
    0:00 h
  • Distanza
    35.3km
  • Dislivello
    1200 m
  • Dislivello
    1200 m
  • Altitudine Max
    2344 m
Bellissime forestali e sentieri nel Parco Puez - Odle, un tratto intermedio in mezzo agli splendidi alpeggi distesi ai piedi dell’imponente Sass de Putia, e la costante offerta di panorami tra i più caratteristici (e forse meno noti) delle Dolomiti ne fanno un giro che non sarà facile dimenticare.

Itinerario

Dal parcheggio di Santa Maddalena presso il bivio per Ranui (1325 m) si lascia a destra la deviazione per la chiesetta di San Giovanni, adagiata ai margini del bosco sotto la magnifica sfilata delle Odle, per seguire la larga strada asfaltata che in poco meno di 6 chilometri di facile salita raggiunge il punto informativo e le aree di parcheggio della Malga Zannes/Zanser Alm. Qui l’itinerario entra nel Parco naturale Puez – Odle seguendo la bella forestale n. 33 (indicazioni Rifugio Genova) che si inoltra con pendenza sostenuta (10%) nella parte alta della Valle di Funes, aprendo a tratti dal bosco scorci di grande suggestione sui gruppi contrapposti delle Odle e delle Odle di Eores. 

Ignorate un paio di deviazioni e rimanendo sempre sulla sterrata principale, dopo 4 chilometri di salita nel complesso agevole, anche per le ottime condizioni del fondo, si esce sulla ampia conca erbosa che forma la testata della valle tra il Col di Poma e le ultime creste nord orientali delle Odle. Dopo un brevissimo tratto quasi in piano, lasciata a sinistra la deviazione per la Malga Gampen, si prosegue sulla carrareccia che da questo punto si restringe impennandosi con un paio di tornanti e comincia a richiedere un impegno fisico decisamente notevole anche in relazione alle peggiori condizioni del fondo. 

Sono solo 1400 metri, ma con pendenza media intorno al 17% (e punte del 22%), per raggiungere il Rifugio Genova, dove si può fare una sosta e ammirare il notevole panorama sulla Valle d’Isarco, i Monti Sarentini e le Alpi Venoste. 

Rimangono 250 metri con pari pendenza e finalmente la lunga salita si conclude, dopo quasi 12 chilometri dalla partenza, sulla sella erbosa del Passo di Poma (2340 m) che libera la vista su un altro splendido scenario dolomitico: in primo piano, alla nostra sinistra, si staglia l’imponente complesso di prati e roccia del versante sud occidentale del Sass de Putia, mentre a destra e di fronte si distendono i gruppi del Puez e delle Conturines che delimitano la Val Badia, e si distinguono le più lontane cime delle Dolomiti Occidentali. 

Conclusa la prima parte, l’itinerario prosegue in territorio ladino con un percorso altamente spettacolare di 10 chilometri che effettua, su sentieri e sterrate ad alta quota, l’aggiramento in senso antiorario del Sass de Putia, in modo da mostrarne tutti i versanti, molto differenti tra loro. 

Sulla sinistra del crocefisso del Passo Poma parte il sentiero n. 35 che quasi subito si biforca.

Andando a destra, si procede in piano e con leggeri saliscendi per un breve tratto, per poi scendere ripidamente (400 metri non ciclabili) fino ad una baita isolata, in corrispondenza della Forcella di Putia. 

Qui il sentiero diventa una bellissima sterrata che attraversa, prima in leggera discesa e poi in piano, l’ampia distesa di prati disseminata di baite e fienili, il Pra de Putia, che costituisce il morbido versante sud orientale del Sass de Putia (il termine ricorrente Putia significa in ladino per l’appunto “prati verdi”). Un paesaggio dolce e riposante come pochi. 

Superata un’espressiva raffigurazione in legno del santo di Val Badia, Freinedemetz, si raggiunge l’Utia Vaciara, duecento metri dopo la quale bisogna fare attenzione a prendere sulla sinistra il sentiero n. 35 che inizia in salita per poi proseguire quasi in piano per circa un chilometro fino al Passo di Goma (2111 m). 

Dal valico il panorama cambia ancora aprendosi verso nord sui modesti profili tondeggianti delle Plose e di Luson, quasi interamente coperti da prati nelle zone più alte e da boschi più in basso, e sulle più lontane cime delle Alpi Pusteresi che segnano il confine con l’Austria. 

Si scende sul sentiero 8B, facendo a piedi un tratto di poche centinaia di metri per superare un piccolo ghiaione, per poi tornare a pedalare quando il sentiero esce dal bosco e si allarga diventando una buona sterrata che in breve raggiunge il punto di ristoro dell’Utia de Goma (2030 m). 

La sterrata prosegue per mezzo chilometro, poi si restringe di nuovo a sentiero e comincia a salire tra enormi massi che ricoprono il versante settentrionale del Sass de Putia, che in questo tratto si manifesta nella sua forma più nota, due imponenti pareti verticali a forma di piramide inclinata (la cima principale, 2875 m) e trapezoidale (il Piccolo Sass de Putia, 2813 m), separate da una profonda forcella. 

A causa del fondo, molto sconnesso, bisogna spingere in salita per circa 700 metri per raggiungere il Munt de Fornella (2067 m), un allegro punto di ristoro che espone alcuni antichi attrezzi del lavoro dei campi. Si segue la sterrata con segnavia 8A arrivando con una breve discesa al Passo delle Erbe (1987 m) attraversato dalla strada asfaltata che unisce la Val Badia con la Val di Funes.

Piegando a sinistra per Funes, si scende su asfalto per poco più di 3 chilometri per poi risalire leggermente, si supera la Malga Rodella e si continua in discesa fino ad incontrare, poco dopo aver lasciato a destra la deviazione per Eores/Afers, una sterrata che si stacca sulla sinistra con il numero 11 (a quota 1700 metri, dopo 4 chilometri dalla Malga Rodella). Dopo una ripida discesa nel bosco su fondo un po’ sconnesso, ad un primo bivio si va a sinistra attraversando un ruscello e ad un secondo a destra, ritrovando poco dopo l’asfalto. Continuando a scendere (ancora splendida vista sulle Odle) si arriva alla chiesa di Santa Maddalena e quindi, con un paio di chilometri e alcuni saliscendi, si raggiunge la strada asfaltata poco sotto il bivio di Ranui e il parcheggio, dove si conclude il magnifico giro (non senza aver còlto l’occasione di ammirare da vicino San Giovanni in Ranui con una breve puntata finale). 

Inizio dell'itinerario

Santa Maddalena

Arrivo dell'itinerario

Santa Maddalena

Parcheggio

Parcheggio di Santa Maddalena presso il bivio per Ranui  (1325 m) 

Trasporto pubblico

Arrivo

Valutazione dell'itinerario

  • Condizione

  • Tecnica

  • Avventura

  • Paesaggio

Copyright

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