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Al pian del Maseron in Val Sadole

Val di Fiemme
difficile
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Informationen zur Tour Al pian del Maseron in Val Sadole

Tour Hauptmerkmale

  • Durata
    0:00 h
  • Distanza
    27.0km
  • Dislivello
    1350 m
  • Dislivello
    1350 m
  • Altitudine Max
    1847 m
Sviluppandosi su alcune valli che incidono il versante nord orientale del Lagorai il percorso unisce motivi di interesse paesaggistico e storico, in un ambiente che fu profondamente coinvolto nella prima guerra mondiale, e risulta uno dei più attraenti che si possano fare in Val di Fiemme e in tutto il Trentino.

Itinerario

Da Ponte Panchià (944 m) sull’Avisio si prende, subito in ripida salita, la strada asfaltata per Cavelonte che dopo poco più di mezzo chilometro si sterra piegando a sinistra. Su buon fondo compatto si prende quota nel bosco misto di larici e abeti costeggiando il Rio di Cavelonte che scorre con fragore in uno stretto letto di rocce e, superata una croce con targa votiva, si raggiunge dopo quasi 4 chilometri (pendenza intorno al 10%) la verde radura di Cavelonte (1305 m) dove sorgono una solitaria chiesetta e l’edificio di una stazione termale attiva fino all’800, poi sede di una colonia estiva ora dismessa. 

Prima di proseguire verso la Val Sadole si consiglia una breve anche se impegnativa digressione nella parte alta della Val Cavelonte, alla scoperta di una tra le più suggestive malghe del Lagorai. Allora si va a destra continuando a salire a fianco del torrente per poco più di un chilometro, con pendenza notevolmente accentuata (700 metri al 15%) in mezzo ad uno splendido bosco di altissimi abeti impreziosito dal filtrare dei raggi del sole, superando anche una fresca cascata, fino a raggiungere l’ampia spianata di pascoli di Malga Toazzo (1464 m). Per cogliere la pura bellezza del luogo ci si può spingere ancora per poche centinaia di metri verso la testata della valle fino al termine della sterrata, in un brevissimo riposante intermezzo. 

Tornati con veloce discesa a Cavelonte, attraversando il ponte si riprende l’itinerario principale che ora è di nuovo in salita e con pendenza abbastanza sostenuta fino a quota 1500 metri. Qui, in località Malgari, si supera un bivio proseguendo per Pian Longo e, con pendenza molto attenuata, anche il costone che segna l’ingresso in Val Castelir arrivando in un paio di chilometri in un punto presso un ponticello dove la strada finisce. Sulla sinistra c’è un sentiero poco evidente che perde quota nel bosco, ripido e sconnesso, costringendo a scendere: sono poche centinaia di metri da farsi quasi interamente a piedi e poi si incontra una sterrata erbosa che si prende continuando a scendere con belle vedute sulla Valle di Fiemme. 

La discesa termina dopo 2.5 chilometri all’incrocio con la strada asfaltata della Val Sadole proveniente da Ziano e su questa si affronta l’ultima e più lunga salita del percorso, ancora di un certo impegno. Quasi subito la strada si sterra e prendendo quota in modo deciso affronta alcuni secchi tornanti, alla fine dei quali la pendenza diminuisce sensibilmente; poco dopo si presentano alla vista i monti che contornano la valle sul versante destro orografico (in particolare la Cima Busa Alta e il Cardinal) e la sbarrano di fronte (il Piccolo Cauriol). Superata una zona di parcheggio, dopo una secca curva si esce sulla conca a quota 1600 metri dove si trovano il Rifugio Cauriol, la Baita dell’Alpino e la Malga Sadole. 

Al rifugio è d’obbligo una sosta perché qui come in un piccolo museo sono conservati cimeli e testimonianze della Grande Guerra, raccolti dal proprietario, e particolari toccanti come le lettere scambiate tra due soldati dei fronti opposti che a distanza di tanti anni ricordano con spirito quasi fraterno quel periodo terribile della loro vita. 

Dal rifugio si vede solo il Piccolo Cauriol, ma non il Monte Cauriol che assieme al Cardinal fu il centro focale dove si consumarono quelle tristi vicende, con migliaia di morti provocati dalla guerra ma anche dal gelo e dalle valanghe (il Cauriol fu conquistato definitivamente dagli alpini nell’agosto del 1916 mentre il Cardinal dove si erano attestati gli austriaci fu diverse volte conquistato e perduto dagli italiani). 

L’elegante piramide del Cauriol la si può ammirare proseguendo sulla mulattiera che sale da Malga Sadole costeggiando il Rio Sadole in mezzo al bosco di abeti, larici e pini cembri, con alternanza di tratti resi impegnativi dal fondo sconnesso e di altri molto più agevoli nei quali si pedala su un morbido tappeto erboso. 

È la fase più coinvolgente del giro in cui si toccano punti di rara suggestione, come l’attraversamento del Pian della Maddalena tra grossi massi che testimoniano l’origine glaciale della valle, che si conclude sulla spianata del Maseron nei pressi di una sorgente (1805 m) ai piedi di un colossale sbarramento di pietre ricoperto da macchie di mughi, sotto gli aguzzi spuntoni rocciosi del Cauriol Piccolo e la piramide del Cauriol. 

Qui la mulattiera si restringe ancora fino a diventare un sentiero che non è più pedalabile e allora si può legare la bici ad un albero e salire al Passo Sadole (2066 m) con una facile escursione di mezz’ora, di particolare interesse storico e paesaggistico. 

Il valico, una sella erbosa disseminata di rocce e pietroni tra il Cauriol Piccolo e il Castel delle Aie, ebbe durante la Grande Guerra un importante ruolo strategico come collegamento tra la Val Vanoi e la Val di Fiemme e fu strenuamente difeso dagli austriaci come rivelano i ruderi di fortificazioni e baraccamenti che vi si trovano. Sicuramente sono il Cauriol Piccolo e il Cauriol ad attirare maggiormente lo sguardo (sul Passo quest’ultimo è seminascosto dal primo) assieme al complesso massiccio di Cima d’Asta che domina il versante opposto a quello di Val Sadole, ma è anche notevole il Castel delle Aie, curioso per il singolare contrasto tra la snella cima rocciosa e l’ampio pendio erboso.

La discesa, sullo stesso sentiero fatto a salire (è la “via italiana” al Cauriol che ad un certo punto interseca la “via austriaca”) e poi in bici sulla mulattiera, permette di ammirare ancora le storiche cime della valle, e in particolare quella del Cardinal la cui forma cambia drasticamente al mutare dell’angolo visuale (piramidale presso il Passo Sadole, trapezoidale presso il Rifugio Cauriol) e il paesaggio dell’alta Val Sadole. Un paesaggio selvaggio e aspro (in linea con quelle lontane vicende di guerra) ma che ha nello stesso tempo anche qualcosa di riposante, suggerito dai cavalli che pascolano nei prati del Pian della Maddalena sotto il Cardinal e dalle rocce chiare delle Dolomiti di Fassa che si stagliano all’orizzonte.

Tornati al Rifugio Cauriol si continua a scendere lungo la strada di Val Sadole percorsa prima in salita. Dopo 3 chilometri dal rifugio e 400 metri prima del bivio di Val Castellir, su un tornante si incontra sulla destra una strada forestale chiusa da una sbarra (senza indicazioni) che, avendo ancora energie, dà la possibilità di un supplemento per una puntata alla Malga di Canzenagol (un’interessante variante che può anche costituire un itinerario a sé stante). Si tratta di una salita quasi interamente nel bosco, di 5.4 chilometri (e 390 metri di dislivello) non eccessivamente impegnativa a parte l’ultimo chilometro che, anche se priva di indicazioni, non presenta particolari problematiche di percorso (al primo bivio si va a destra e poi si deve rimanere sulla sterrata principale ignorando alcune deviazioni secondarie) e che si conclude sul pianoro dove si trova l’isolato edificio, utilizzato per il pascolo fino a metà del secolo scorso e adesso solo da cacciatori e come rifugio di emergenza, in un ambiente assolutamente integro che riserva altre vedute dei monti di Val Sadole. 

La discesa di Val Sadole si conclude a Bosin, una frazione di Ziano, dove si può prendere la pista ciclabile lungo l’Avisio che in un paio di chilometri riporta al punto di partenza.

Variante

 L’itinerario si presta alla possibilità di una breve escursione ai piedi del Cauriol e a quella di essere variato a piacimento, sia in riduzione (eliminando la digressione a Malga Toazzo, - 3 chilometri e 160 metri di dislivello) che in aumento (con una puntata alla ex Malga Canzenagol, + 11 chilometri e 390 metri di dislivello).

Inizio dell'itinerario

Ponte Panchià (ciclabile Lungavisio)

Arrivo dell'itinerario

Ponte Panchià

Specificazione

fare attenzione al sentiero poco evidente

Parcheggio

Trasporto pubblico

Arrivo

Valutazione dell'itinerario

  • Condizione

  • Tecnica

  • Avventura

  • Paesaggio

Copyright

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