I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Informazioni
ritorna

Sedda 'e Sos Carros

Aggiungi alla lista dei preferiti

Sedda 'e Sos Carros

Per ulteriori informazioni sulla privacy su sentres cliccare qui

Grazie per la richiesta

Ci sono ulteriori alloggi nelle vicinanze che potrebbero interessarti. Desideri inviare comodamente con un clic una richiesta non impegnativa agli alloggi elencati in seguito?

No grazie

Informationen zu Sedda 'e Sos Carros

Nel cuore della vallata di Lanaitho, ricca di siti archeologici e in un contesto naturalistico straordinario, si trova il villaggio di Gasole, meglio noto col nome di Sa Sedda ‘e sos Carros, letteralmente “il valico dei carri”, con riferimento al transito dei carri durante l’epoca dei carbonai. Il sito archeologico, investigato da indagini a più riprese, è solo parzialmente scavato. Durante i vari scavi, che hanno potuto appurare sinora un orizzonte cronologico dal XII al IX sec. a. C., si è scoperto che non si trattava semplicemente di un villaggio residenziale ma di un centro con importanza assai più rilevante, dove esisteva quasi sicuramente una officina fusoria del bronzo e una area cultuale. La parte più interessante dal sito è sopraelevata rispetto al punto di accesso e terrapienata da un grosso muro, alto in alcuni casi fino a tre metri. Alla sua sommità si incontrano una serie di vani articolati sub-circolarmente intorno ad uno spiazzo. Il più interessante è un ambiente semicircolare, al quale si accede per un piccolo corridoio. Il vano è interamente rivestito da blocchi di trachite, importati da una cava posta a molti km di distanza, perfettamente scolpiti e lavorati, con al centro un grosso bacile monolitico sempre in trachite. Sulle pareti, una serie di protomi di muflone erano direttamente collegate con un sofisticato sistema di canalizzazione che permetteva all’acqua di raggiungere direttamente il bacile al centro della stanze da diverse angolazioni. L’ambiente aveva certamente valore cultuale ed è uno degli esempi più rimarchevoli nell’intera Sardegna per il periodo in cui fu realizzato. Nell’Età del Ferro fu poi riutilizzato come ripostiglio e luogo per accumulo di bronzo votivo e di panelle di metallo per la fusione; quasi tutto il materiale rinvenuto, insieme ad una ricostruzione del vano, si ritrovano al Museo Archeologico di Nuoro. Nella parte alta del sito archeologico si trova uno slargo gradonato, in diretta relazione con gli ambienti sopra descritti così come si riscontra anche nei siti di s’Arcu ‘e is forros, Gremanu e Romanzesu e la cui funzione non è ancora certa. Si distinguono tra gli altri alcuni conci in basalto lavorati a martellina, alcuni con alcune bugne in evidenza, forse messi in opera nell’Età del Ferro (sec. IX) su riutilizzo di un monumento precedente. L’intero sito è posto in un contesto naturalistico e paesaggistico di grande suggestione.

Nel cuore della vallata di Lanaitho, ricca di siti archeologici e in un contesto naturalistico straordinario

Alloggi consigliati

Mangiare & Bere

Shopping

Natura

Escursionismo