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Gennargentu

Le vette più alte dell’Isola seguono una lunga cresta, ariosa e priva di vegetazione d’alto fusto.

Ai loro piedi si sfila un intrico di valli e costoni aperti, dove lunghi percorsi permettono viste ampie sull’intera Sardegna. È qui che si aprono itinerari da un fascino antico, lungo i corsi d’acqua ornati da gallerie di ontani neri, o sui costoni arrotondati di questa montagna antica. L’aquila domina costantemente i cieli della zona, mentre i mufloni fuggono lontani dagli incontri troppo ravvicinati con i visitatori. Ovunque si incontrano i segni dell’uomo: ruderi di antichi ovili o, nelle zone servite dalle sterrate che si inoltrano nel massiccio, testimonianze di allevamenti più recenti, visitabili con percorsi unici di mountain-bike. Ritornano invece lontano nel tempo le pietre dei siti archeologici più alti della Sardegna, come il nuraghe Orruinas o quello di Unturgiadore o ancora quelli posti sulle antiche vie di transito, oggi straordinari per importanza e testimonianze, come quello di s’Arcu is forros. Il Gennargentu è una montagna antica e le sue forme aperte lo ricordano. È qui che lo sguardo del visitatore abbraccia gli spazi più sconfinati, in mezzo al profumo del timo e dell’elicriso, come una parte del tutto e dellì’Isola stessa.