Escursionismo a Rovolon

Veneto, Italia

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Nella nostra Guida di viaggio in "Destinazioni" troverai molti consigli per organizzare tua vacanza attiva a Rovolon. Lasciati ispirare dalle descrizioni e dai dettagli dei più bei percorsi per l'attività: Escursionismo
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Mappe e sentieri

Escursionismo a Rovolon: la nostra top 10

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Sentiero turistico · Parco Regionale dei Colli Euganei
Sentiero del Monte della Madonna n.17
Percorso consigliato Difficoltà media
4,6 km
1:30 h.
407 m
462 m
Sentiero che sale lungo l'antica via che gli abitanti di Teolo percorrevano per recarsi al Santuario della Madonna del Monte, monastero mariano che nella costruzione ha assorbito il primitivo eremo di cui si hanno testimonianze fin dai primi secoli dopo il Mille.
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Sentiero turistico · Parco Regionale dei Colli Euganei
Sentiero del Monte Grande n. 14
Percorso consigliato Difficoltà media
4 km
2:25 h.
198 m
194 m
Il sentiero attraversa una pista forestale sul versante settentrionale del Monte Grande e, dopo un tratto panoramico sulla dorsale, scende lungo il suo versante meridionale.
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Sentiero per pellegrinaggi · Parco Regionale dei Colli Euganei
Alta Via dei Colli Euganei - Sentiero n. 1
Percorso consigliato Difficoltà difficile
40,1 km
12:00 h.
1.662 m
1.662 m
Il percorso dell’Alta Via dei Colli Euganei tocca le cime più rilevanti e include alcuni dei più suggestivi sentieri dei Colli Euganei.
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Sentiero tematico · Parco Regionale dei Colli Euganei
Sentiero del Rialto R5
Percorso consigliato Difficoltà facile
3,6 km
1:00 h.
115 m
115 m
Appagante itinerario per tutte le stagioni . Tocca il Campo da Golf Frassanelle, i siti d'archeologia industriale di Cava Spinazzola, la Fornace de Quaiato. Riscopre la fontana delle grotte. Sale sul Mottolo.
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Sentiero turistico · Parco Regionale dei Colli Euganei
Sentiero Rosa dei Colli R7
Percorso consigliato Difficoltà facile
1
4,6 km
1:10 h.
50 m
50 m
Si parcheggia l’auto in Piazza a Bastia. Partendo dalla piazza, si scende lungo via Monte Cereo; in fondo alla via si vede appunto il Monte Cereo (o Sereo, dizione corrente). Dopo circa 200 metri, alla fine del centro abitato, a sinistra, si può ammirare una fattoria con una torre “Colombara”, sicuramente la più bella della zona e forse dei Colli.[1] Dopo circa altri 100 metri si arriva ad un bivio e si gira verso destra. Sulla sinistra si innalza il Monte Cereo, che costeggiamo per circa 500 metri percorrendo una strada pianeggiante, prima asfaltata e poi sterrata. Sulla destra si può vedere il Vallone che si inserisce tra le propaggini del Monte Viale e del Monte Spinazzola.[2] Quindi inizia una salita di circa 300 metri, molto ripida, che sbocca sulla strada provinciale che, a sinistra, da Rovolon porta verso Montemerlo. Giriamo proprio a sinistra e dopo circa 50 metri arriviamo ad un capitello. Prendiamo ancora a sinistra, a mezza costa del Monte Cereo per circa 700 metri, lungo una strada asfaltata immersa nel verde; a destra, fra gli alberi, si intravede il green del Golf Club Frassanelle. Si arriva quindi ad un incrocio di strade: quella a sinistra sale verso Villa Montesi-Barbarigo. Noi procediamo diritto,oltre il colmo in discesa, per circa 20 metri e poi prendiamo il sentiero che spunta a sinistra fra gli alberi. Superato un breve tratto di bosco, il sentiero si apre su una valle verdeggiante, costeggiando in discesa il Monte Cereo fino ad incrociare la ciclabile E2. Procediamo a sinistra, girando attorno al monte, sbucando così su una valle dominata (in alto a sinistra) dalla Villa Montesi Barbarigo. Dopo circa altri 500 metri,rieccoci al bivio iniziale:  girando a destra si costeggia la Colombara e si torna in Piazza a Bastia, dove abbiamo parcheggiato.   [1]Negli Euganei come in moltissime altre zone d’Italia, torri di questo genere (anche se generalmente più modeste e meno belle) non sono rare in antiche fattorie, ville e palazzetti padronali. [2] Questa zona un tempo era chiamata “Busa de Rusa”, oggi biotopo “Valli Toffan”
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Sentiero turistico · Parco Regionale dei Colli Euganei
Sentiero Gruppo San Giorgio R2
Percorso consigliato Difficoltà media
4,8 km
2:00 h.
220 m
220 m
Interessante sentiero sul versante nord del Monte Grande. Scorre tra antichi maronari e nuove attrazioni su roccia, arriva sotto la Baita delle Fiorine e scende nuovamente a Rovolon. Una variante in discesa porta alla Pria del Calcagno ed al Belvedere. Parcheggio nel Piazzale degli Alpini, vicino alla chiesa di Rovolon. Dedicata a San Giorgio, la chiesa è documentata nel 1077, ma le origini potrebbero risali­re già al VII - VIII secolo. Si prende la via asfaltata in salita che porta al Ristorante “Ai Castelli”: da qui, subito dietro al ristorante, si imbocca il sentiero verso sinistra,che costeggia una proprietà recintata dove sorgono dei vecchi, maestosi castagni chiamati “castagnare de Fassio”. Proseguendo lungo il sentiero, quasi pianeggiante, si incontrano altri vecchi castagni detti “marronari de Grigoeo”. Da questi, dopo circa 200 metri, si trova un bivio. Teniamo la destra e proseguiamo. Il sentiero si presenta tuttora pianeggiante. A circa 1200 metri dalla partenza troviamo una casa sulla sinistra.[1] Ad un certo punto il sentiero si inerpica per un breve tratto, alla sommità del quale ritorna pianeggiante. Qui le rocce si animano: osservando i massi si scoprono delle sculture eseguite sul posto da Alfredo Barbiero un noto artista locale; per un tratto di circa 200 metri sulla destra se ne possono osservare varie. Dopo circa 100 metri si sfocia al quartotornante della “strada de Bepi del Monte”[2]. Dopo 4 tornanti prendiamo sulla destra verso la “strada tagliafuoco”, realizzata alcuni anni fa per poter intervenire prontamente in caso di incendio. Il sentiero prosegue quindi pianeggiante fino alla Baita di Passo Fiorine.[3] Dopo circa 1500 metri dall’inizio della strada tagliafuoco e circa 100 metri prima della Baita Passo Fiorine, parte il sentiero che scende verso Rovolon e prendiamo quindi a destra. Dopo circa 300 metri, a sinistra si stacca un sentiero, la variante R6A. Lo seguiamo e dopo un centinaio di metri si apre a sinistra un piccolo “slargo” dove, entrando nel bosco per pochi passi, possiamo ammirare una grossa pietra detta “Pria del Calcagno”, sopra la quale una leggenda locale asserisce si sia seduta la Madonna, lasciando l’impronta del calcagno. Proseguendo lungo la variante R6A e scendendo per circa 200 metri, possiamo poi salire su un punto panoramico detto “La crose”, posto come un terrazzo sopra il paese di Rovolon.[4] Da qui possiamo ritornare sul sentiero San Giorgio (R2) scendendo dal punto panoramico e girando subito a sinistra. In alternativa, se restiamo fin da subito nel sentiero principale, tralasciando la “Pria del Calcagno” e proseguendo in discesa, dopo circa  200 metri dal primo bivio possiamo salire sul punto panoramico “La crose”, prendendo il collegamento al Sentiero degli Alpini che troviamo sempre sulla sinistra. Torniamo quindi sul sentiero San Giorgio (R2) e continuiamo a scendere. Subito dopo a destra si può salire su un piccolo rilievo, molto interessante dal punto di vista storico – archeologico, dove sono visibili le rovine del vecchio castello. Si ritorna sul sentiero principale e, fatti pochi passi, si trova un vecchio serbatoio di raccolta delle acque, che una volta rappresentava la riserva idrica del paese: questa sorgente era chiamata “ElFontaneo”. Poco dopo si arriva al ristorante “Ai Castelli” dal quale scendiamo verso la chiesa, tornando così al punto di partenza. [1]Sullo sfondo, dietro questa casa, si nota il Parco delle Frassanelle con il Golf-Club e più oltre i paesi di Cervarese, Montegalda e Montegaldella; più lontano le Prealpi Venete. [2]Strada che partendo dalla provinciale Rovolon – Teolo, porta alla sommità del Monte Grande e quindi al Passo Fiorine. Questa strada, costruita intorno al 1962 – 63 da un impresario edile per poter lottizzare il Monte Grande (progetto non realizzato), è diventata un percorso per passeggiate a piedi ed in mountainbike. [3]Nei mesi invernali, quando gli alberi sono spogli, da questo sentiero si possono godere stupendi panorami della pianura veneta a nord e ad est dei Colli Euganei. [4] Da qui si ammira un panorama molto vasto: da sinistra i Colli Berici con Albettone e il Convento di San Pancrazio, quindi Bastia circondata dalle colline di Monte Viale, Monte Cereo, Frassanelle e Spinazzola, con dietro le Prealpi e le cime delle Alpi, col Castello di Montegalda ed infinela città di Padova. Facile sentiero che parte dal centro di Rovolon e si sviluppa sul versante Nord del Monte Madonna tra vecchie castagnete e nuove sculture su rocce. Ampi panorami dalle Prealpi venete  alla Laguna di Venezia.
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Sentiero turistico · Italia
Alta via dei colliEuganei 1 luglio 2021
23,2 km
5:31 h.
1.399 m
1.107 m
E la prima di 2 tappe che percorrono un po tutti i colli Euganei. Il percorso l'ho scaricato dal sito del parco dei colli Euganei e poi l'ho spezzato a metà.
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Sentiero turistico · Parco Regionale dei Colli Euganei
Sentiero degli Alpini R1
Difficoltà media
5,8 km
2:00 h.
279 m
279 m
Da Rovolon all'Oratorio di Sant'Antonio abate, Passo Fiorine e ritorno a Rovolon. Un'escursione panoramica intorno al Monte della Madonna con un'alternaza di vegetazione dal castano al fico d'india nano. Parcheggiamo nel Piazzale degli Alpini, vicino alla chiesa di Rovolon. Dedicata a San Giorgio, la chiesa è documentata nel 1077, ma le origini potrebbero risali­re già al VII - VIII secolo. Scendiamo per via San Giorgio verso Bastia e dopo circa 100 metri saliamo a sinistra, da via San Giorgio in direzione via San Pietro.[1] A circa 400 metri dalla partenza, sulla destra incontriamo una piccola nicchia ricavata in un ceppo di castagno che ospita una Madonnina; continuiamo a salire. Al culmine della salita si apre lo splendido altopiano di San Pietro.[2] Appena giunti sull’altopiano, prendiamo a sinistra il sentiero sterrato verso il monte; quindi, all’ingresso del bosco, prendiamo a destra. La flora che ci circonda, essendo esposti a nord, è caratterizzata da robinie, castagni, sambuchi e roveri. Al culmine di questa prima (e impegnativa) salita troviamo una panchina, ideale per una pausa. Qui si osserva una varietà di piante veramente notevole: il nespolo, il frassino, il rovere ed altre piante di sottobosco come per esempio il corbezzolo e l’erica. Pochi metri dopo la suddetta panchina si nota sulla sinistra un sentiero (il sentiero del Monte della Madonna n° 17). Il nostro percorso prosegue invece restando in quota e verso destra. Dopo circa 150 metri sbuchiamo in una posizione mozzafiato per lo splendido panorama che si apre a sudest.[3] Procedendo nel sentiero si possono ammirare molte piante di fichi d’India, che in primavera offrono una rigogliosa fioritura. Si giunge quindi alla chiesetta di Sant’Antonio Abate.[4] Di fronte a noi il Monte Altore; procedendo per un impegnativo sentiero in salita arriviamo ad una terrazzetta rocciosa da cui si può ammirare lo stupendo panorama della zona. Dopo circa 100 metri, proseguendo verso le Fiorine, si apre un sentiero, contrassegnato col numero 1, che porta sulla cima del Monte della Madonna. Continuando verso le Fiorine attraversiamo un bosco di roveri e carpini su un tratto quasi pianeggiante. Giunti a Passo Fiorine prendiamo il sentiero, anch’esso pianeggiante, che si dirige verso il Monte della Madonna e che, tenendo la Baita Passo Fiorine alla destra, dopo circa 50 metri si inoltra nel bosco. Da questo punto, nelle giornate limpide, si vede Bastia e tutta la pianura a nord dei Colli Euganei, con i Monti Berici ad ovest, il castello di Montegalda a nord e più su le Prealpi Venete; sulla nostra destra si sale verso il Monte Grande. A circa 200 metri dalla Baita il sentiero si biforca: a destra si scende verso Rovolon, noi procediamo a sinistra. A circa 500 metri dal Passo Fiorine, nei pressi di un palo dell’Enel, si apre un punto panoramico che merita una sosta. A circa 15 minuti dal Passo si arriva ad un vero e proprio incrocio: proseguendo dritti si torna verso San Pietro, girando a sinistra si prende il sentiero che sale al Monte della Madonna, prendendo invece verso destra si scende a Rovolon seguendo la vecchia strada cosiddetta “del cantiere”, costruita negli anni ’50, che ci porta al ceppo di castagno con la Madonnina segnalata all’inizio del sentiero. Da qui, procedendo verso destra, si torna alla chiesa di Rovolon, al punto di partenza.   [1]Subito dopo, a destra, si incontra l’antico borgo detto “gheto dei capeani”, forse il più antico del paese di Rovolon. Più avanti, a valle, verso nord, si nota Villa Ottavia, antico insediamento benedettino con, sullo sfondo, il paese di Bastia. Più a destra, il Monte Viale davanti al Monte Cereo e quindi il Monte Spinazzola e Frassanelle. Salendo lungo la stradina asfaltata, sulla sinistra si costeggia la spianata di “Momi”, ora Toni Ceramica, impreziosita da un consistente gruppo di antichi maronari. [2]Ora adibita a cantina, la chiesetta di San Pietro è probabilmente risalente ad un’epoca precedente a quella della stessa chiesa di Rovolon (che nel 2001 ha festeggiato i 500 anni dalla sua fondazione). [3]Sullo sfondo, il Monte Venda; di fronte a noi il Monte Altore; un po’ più spostato sulla destra e sullo sfondo il Monte Vendevolo e ancora più a destra, isolato, il Monte Lozzo. Da qui, in giornate eccezionalmente limpide, lo sguardo può giungere agli Appennini abbracciando tutta la Pianura Padana; sulla destra la catena dei Colli Berici. Qui si cominciano a vedere varietà di piante quasi uniche per i nostri colli, come i fichi d’india. Il paese più vicino a noi, là sotto, è Zovon. Più verso sinistra si vede Vò con Vò Vecchio alla sua destra. Si entra nel Comune di Teolo. Essendo esposti a sud e in pieno sole, qui la vegetazione è molto meno rigogliosa. [4]La chiesetta è detta “Sant’Antonio Porseeto” per il suino che di solito staziona ai piedi del Santo nelle iconografie ufficiali. Qui si può ammirare una profonda grotta naturale, in fondo alla quale si trova una piccola sorgente in cui vivono dei tritoni
Sentiero turistico · Italia
Escursione il 9 ottobre 2021, 08:44
Difficoltà media
10,9 km
2:41 h.
541 m
538 m
Giro Villa di Teolo monte Grande Passo delle Fiorine Sant’Antonio Abate Teolo Villa di Teolo
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Sentiero turistico · Italia
Sentiero di San Pietro R6
Difficoltà media
3,4 km
1:30 h.
500 m
6 m
Antico perrcorso sul versante nordovest di Monte della Madonna che conduce prima per carrareccia  poi per un ripido sentiero al Santuario della Madonna del Monte,   Lasciata la Cantina Reassi alla nostra destra, proseguiamo verso Carbonara. Dopo circa 100 metri sulla sinistra inizia il sentiero San Pietro, indicato con R6. Si segue la strada sterrata in leggera salita costeggiando un vigneto sino a passare di fianco ad un’abitazione, fin quasi nella sua corte: la si lascia sulla destra e si prosegue. Lungo il sentiero, ancora sulla destra, tra la vegetazione vi sono degli esemplari di cappello del prete, albero con fiorellini bianchi in primavera e bacche rosse in autunno. Si continua in salita passando accanto ad un’altra abitazione fino a sbucare ad un bivio. Teniamo la destra e, prima di arrivare alla sommità, godiamoci il panorama intorno. Sullo sfondo da destra verso sinistra sono visibili il Monte Pasubio, il Cornetto, il Carega e i Lessini; più vicini al nostro sguardo i Colli Berici con San Pancrazio, Barbarano e Albettone. Continuiamo pochi metri e ci ritroviamo su una strada asfaltata, via Palazzina. Si attraversa la strada e quasi di fronte troviamo l’imbocco del successivo tratto del percorso. L’inizio della salita è caratterizzato da una parete di pietra simile alla trachite ma più friabile (era in passato utilizzata per il sottofondo di strade e cortili). La salita prosegue su uno sterrato, circondati da boschi di castagni, vegetazione caratteristica di quest’area. Si costeggia la corte di un’abitazione e al culmine della salita si apre lo splendido altopiano di San Pietro, con sulla sinistra l’omonima chiesetta ora adibita a cantina.[1] Questa zona era abitata e frequentata in tempi antichi, lo testimonia il ritrovamento nel 1960 di reperti del Paleolitico medio, conservati a magazzino al Museo Archeologico di Este. Proseguendo a destra si imbocca via San Pietro e 50 m più avanti, sulla sinistra in salita seguendo le indicazioni, ecco il“Terrazzo dei maronari”. Qui si può proseguire fino al punto panoramico per godere di altre meravigliose viste in direzione di Zovon, Vo’, Lozzo e i Colli Berici. Nelle giornate limpide si notano in lontananza le ciminiere della Centrale elettrica di Ostiglia. Senza andare al punto panoramico, in alternativa si può proseguire la passeggiata imboccando il sentiero quasi di fronte al cancello della prima abitazione che si incontra. Ci si inoltra nella vegetazione e si arriva all’incrocio col Sentiero degli Alpini. Quasi di fronte a noi abbiamo la prosecuzione del percorso sulla forestale, a destra del tornante. Se invece preferiamo ritornare al punto di partenza possiamo tenere la sinistra, ritrovandoci così nuovamente all’altopiano di San Pietro. Presa la forestale, si prosegue per un tratto pressoché rettilineo sino a trovare un sentiero sulla destra che sale ripido in mezzo alla vegetazione (tratto difficile). Lungo la salita si incontrano dei massi particolari con nomi caratteristici: “la pria dell’angelo”, con due incavi lato per lato dove assumere una posizione inginocchiata e la “Caregheta dea Madona”, a forma di sedile. Il sentiero prosegue in salita fino ad arrivare sul piazzale di fronte al Santuario della Madonna del Monte.[2] La presenza del luogo sacro ha determinato il nome stesso del rilievo, Monte della Madonna.   Diverse sono le alternative per tornare al punto di partenza a Carbonara: ripercorrendo lo stesso sentiero; scendendo lungo la strada asfaltata fino ad incontrare sulla sinistra (in curva) il sentiero n. 17  che riporta verso Rovolon; raggiungendo il passo delle Fiorine e collegarsi con gli altri sentieri del Comune di Rovolon (R1 o R2).     [1]Probabilmente risalente ad un’epoca precedente a quella della stessa chiesa di Rovolon (che nel 2001 ha festeggiato i 500 anni dalla sua fondazione). Già a partire dal 1154 si ha notizia di un villaggio tra Rovolon e Carbonara. Si chiamava Costa e prendeva il nome appuntodalla sua ubicazione a mezza costa sul monte. Il villaggio era dotato di una chiesa dedicata a San Pietro:in questa contrada i monaci di Santa Giustina risultano avere dei beni almeno dal 1269. [2]Qui esisteva una chiesa fin dal XIII secolo, citata nel testamento di Wirixolo del 1253, punto di riferimento per eremiti e pellegrini. Unita nel 1508da Papa Giulio IIall’abbazia benedettina di Praglia come sua dipendenza, la chiesa fu più volte ampliata e divenne un vero e proprio santuario affidato alle cure di una locale confraternita mariana. Nella difficile fase delle soppressioni napoleoniche che vide la chiusura di Praglia, l’esperienza eremitica sul Monte della Madonna non si interruppe. Nel 1940 la chiesa fu in gran parte ricostruita, mentre nel periodo 1955-65 gli fu edificato accanto un piccolo monastero con chiostro, dove tuttora risiedono stabilmente monaci benedettini della comunità di Praglia.
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Recensioni

  17
Recensione aggiunta da Simone a Sentiero Rosa dei Colli R7
18.01.2022 · Community
Percorso facile, principalmente asfaltato. Percorribile in circa 50 minuti con passo sostenuto.
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Recensione aggiunta da Andrea a Colli Euganei - Monte della Madonna
31.07.2021 · Community
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