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Lungo le antiche strade

Valle d'Adige - Trento
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Informationen zur Tour Lungo le antiche strade

Tour Hauptmerkmale

  • Durata
    2:40 h
  • Distanza
    1.6km
  • Dislivello
    80 m
  • Dislivello
    80 m
  • Altitudine Max
    564 m
Punto di partenza è il Parco di Gocciadoro, dietro l’Ospedale S.Chiara. Si risale il viale che si inoltra nella vegetazione (tutti i sentieri, a parte quello che si diparte sulla dx. attraversando il ponte sul torrente, si intersecano più avanti) fino ad arrivare ad un ampio spiazzo prativo che, in breve, ci porta alla cappella di S.Adalberto, tempietto neoromanico del 1873 (restaurata nel 2012 - panorama sulla città). Nel breve volgere di pochi passi abbiamo altresì villa Bernardelli, (edificio neoclassico ex possedimento del Convento di S. Chiara ora sede del Villaggio S.O.S.) l’ex maso della Toresela, ora in rovina, ed altri edifici fine Ottocento.

Itinerario

Dal Villaggio S.O.S. prendiamo la stradina a sx. (via Gmeiner) che, in pochi minuti (possibilità di tagliare per scalette), ci porta nella trafficata Via Vicenza nel rione della Bolghera, porta d’ingresso verso l’altipiano di Vigolo Vattaro, Lavarone e la Valdastico. La percorriamo sul marciapiede tornando verso la città e, giunti quasi al ponte sul torrente Fersina, giriamo a dx. per Via Gorizia, levandoci dal frastuono del traffico. In breve arriviamo all’ingresso della Villa delle Dame di Sion, ex convento delle suore, ora sede del Liceo Scientifico “Galileo Galilei”. 

Costeggiandolo si sbuca sul LungoFersina e, verso dx., al ponte ciclopedonale in ferro, addobbato dalla primavera all’autunno da molteplici fiori che ingentilisco no le sue fredde forme. Attraversato il torrente ci si trova all’imbocco di Via Grazioli ed alla scalinata che porta all’antico convento di S.Bernardino. Chi vuole, perdendo solo pochi minuti, può salire al convento e visitare la piccola chiesa annessa, dove sono contenuti alcuni interessanti dipinti. 

Personalmente la visita dei luoghi francescani, oltre all’ammirazione delle opere artistiche, mi procura un fremito interiore, forse perché ho avuto occasione di conoscere ed apprezzare da vicino il messaggio spirituale dei successori del Santo d’Assisi. Invece di imboccare Via Grazioli in discesa giriamo a dx. e prendiamo la Salita Manci. In breve arriviamo al Ponte Cornicchio e percorriamo la ripida strada selciata che ci porterà in una decina di minuti fino a Mesiano (circa 50’ dalla partenza). Nel salire si ammira sulla dx. un piccolo giardino botanico dove alcune targhette aiutano a distinguere le varie specie arboree. 

Alla curva, appena sopra, troviamo una fontanella di ghisa posata nel 1990. Ancora più su, ormai in rovina (a malapena visibile dietro le assi che ne impediscono l’accesso per motivi di sicurezza), la Cappella del Crocefisso o Cappella Manci, edificata nel 1711. Alla fine dell’ardua salita arriviamo nello spiazzo antistante l’entrata dell’ex ospedale sanatoriale INPS, attualmente sede della facoltà d’ingegneria dell’Università di Trento, dopo i lavori di restauro del 1986. Attraversiamo la strada e proseguiamo diritti in salita fiancheggiando sulla sx. Villa Penner (pare una delle residenze conciliari) e giungendo nei pressi dell’antica stazione ferroviaria di Povo-Mesiano, ora ripristinata al servizio con sottopasso laddove prima c’era il passaggio diretto sui binari. 

Proseguendo per Via Valoni si costeggia dapprima Villa Gherta (sx. con pregevoli affreschi) ora sede di una Coop. Sociale e più su Villa Saracini, anticipata da un crocefisso in legno sulla sx. della strada. Proseguendo i futuristici edifici dell’IRST (Istituto per la Ricerca Scientifica e Tecnologica) fanno da contrasto con l’ambiente campagnolo e sette-ottocentesco della via che stiamo percorrendo. Il grande parcheggio dell’Istituto e un capitello con la statua di S. Giovanni Nepomuceno segnano la fine di Via dei Valoni e l’ingresso all’abitato di Povo. La statua nella nicchia è di Antonio Longo, lo stesso che firmò la fontana del Nettuno in Piazza Duomo a Trento. 

Sbuchiamo nella piazza dell’abitato di Pantè (404 m. – 1 h. 10’ circa), centro religioso e amministrativo di Povo, dedicata a G. Manci (eroe della Resistenza) e ci troviamo di fronte la fontana in pietra del 1885 e le varie attività commerciali dell’operoso centro collinare. Poco sotto vediamo la sagoma della Pieve, seminascosta dalla macchia boschiva del piccolo parco che ne delimita la parte nord. Attraversata la piazza si prosegue diritti in salita verso Oltrecastello ma, dopo pochi metri, si piega verso sx. per la Salita di S.Agata. 

Salendo dapprima in maniera dolce e poi via via più dura (panorama verso sx.), all’altezza del cartello che indica un’area di sosta sulla dx., ci avviamo proprio verso questa e continuiamo per il sentiero che prosegue su scale in pietra e in ferro. Finita la salita il sentiero ridiventa piano e ci porta ad affiancare i tetti delle case di Sprè fino a riprendere l’asfalto e la discesa (salita S. Lucia) per riportarci sulla via maestra che sale da Povo. Tornati sulla strada principale giriamo a sx. e, dopo qualche centinaio di metri, ci troviamo nella Piazza principale di Oltrecastello con a sx. il capolinea dell’autobus n. 5, a dx. la chiesa parrocchiale e davanti a noi l’OltreBar. 

A chi è stanco non resta che attendere l’autobus che lo riporterà prima a Povo e poi a Trento altrimenti, imboccata la stradina subito sotto la fermata del bus (via del Sentèr), ci abbassiamo nella parte bassa (villa di Sotto) del paese e, dopo una strettoia, ci affacciamo alla piazza con la barocca chiesetta di San Carlo e l’annessa Villa Pompeati. Le case lì attorno sono tutte del periodo che va dal XVI al XIX sec. e meritano più di uno sguardo distratto. 

Arrivati sulla Via Marchesoni la percorriamo in discesa (facendo attenzione alla mancanza di marciapiede-visibile sulla dx. Villa Fogarolli con castelletto romantico) fino a poco dopo il capitello dove un sentiero sulla dx. indica la via verso Ponte Alto (valle dell’Orco). Dopo una breve discesa su sentiero erboso delimitato sulla dx. da un muro a secco, appoggiato sulla sottostante roccia calcarea dove le radici delle piante si fingono pali di sostegno per il lavoro dell’uomo, torniamo sulla strada girando a sx. 

Un’altra breve discesa fino allo stop, dove giriamo a dx. Passiamo di nuovo sotto la ferrovia e ci troviamo in breve all’ingresso di Ponte Alto e dell’orrido omonimo. Passato il ponte ed at traversata la strada, imbocchiamo la Via Ponte Alto che con una curva ci porta in salita (attenzione marciapiede mancante) verso l’Albergo Villa Madruzzo e l’abitato di Cognola. 

Proseguiamo per Via Ponte Alto fino all’incrocio con Via alle Campanelle che percorriamo (sx.) fino a sbucare sulla vecchia statale della Valsugana, oggi declassata per l’apertura del tunnel sotto Martignano, ma sempre trafficata. La imbocchiamo verso dx, attraversando (con molta attenzione) appena finito il tratto erboso che la costeggia. Dopo pochi metri, un’apertura nel guard-rail ci permette di imboccare nel bosco alcuni scalini che ci portano sotto la statale di qualche metro. 

Tornati su asfalto, proseguiamo in discesa e nei pressi di un’area di sosta per cani prendiamo in salita su via del Vascon. Dopo qualche centinaio di metri arriviamo in cima all’abitato di San Donà, sulla SP. 17, in prossimità del sottopasso che porta poi al raccordo con la soprastante ex SS.47, ora Via Bassano. Scendiamo verso le case fino alla piccola chiesetta di S.Donato. Attraversiamo al semaforo ed imbocchiamo Via dei Giardini. La percorriamo quasi per tutta la sua lunghezza lasciando la zona residenziale di San Donà per poi cominciare a scendere verso la città, in prossimità di casa Gmeiner. Sullo sfondo si notano i grigi contorni dell’ex Italcementi a Piedicastello e, soprastante, l’arrivo della Funivia di Sardagna. 

Dopo qualche centinaio di metri in discesa (il traffico è esiguo, ciononostante tenersi ai bordi della strada) giriamo a dx. nella stessa via Giardini (all’altezza del n. 41, indicato sul cartello e verso Via della Collina). Tra le case percorriamo tutta la viuzza fino ad arrivare in via della Collina. Arrivati all’altezza della R.S.A. “Angeli Custodi”, appena sotto l’ingresso riservato ai fornitori, troviamo l’imbocco alla “Salita dei Giardini”, delle scale che ci conducono in basso verso dx. Scendendo colpiscono alcuni scorci sui monumenti-simbolo della città (Duomo, Torre Civica, Castello e Mausoleo a Battisti). Alla fine delle ripide scale ci riallacceremo con Via dei Giardini girando a dx. e ci ritroveremo a ridosso di Piazza Venezia, proprio davanti a Port’Aquila, dietro al Castello del Buonconsiglio (194 m. 2 h. 20’).

Variante

Arrivati a Cognola, prima di imboccare via Campanelle, proseguiamo ed arriviamo alla rotonda di via alla Veduta. Rientro anticipato da Oltrecastello via Povo LU 05 

Inizio dell'itinerario

Gocciadoro 230 m

Arrivo dell'itinerario

Port’Aquila 194 m.

Parcheggio

Trasporto pubblico

Arrivo

Fonte

Missing

Valutazione dell'itinerario

  • Condizione

  • Tecnica

  • Avventura

  • Paesaggio

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