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Il Sentiero dei 7 Passi

Valle dei Laghi
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Informationen zur Tour Il Sentiero dei 7 Passi

Tour Hauptmerkmale

  • Durata
    6:00 h
  • Distanza
    21.6km
  • Dislivello
    1100 m
  • Dislivello
    1100 m
  • Altitudine Max
    943 m
Il sentiero dei 7 passi, così chiamato perché tocca le frazioni del Comune di Vezzano (6 + il capoluogo) e per l’orma a forma di “sette” che è diventata il simbolo dell’intero percorso, ci porta a scoprire le pendici del Monte Gazza e, soprattutto, la Valle dei Laghi, che tanto influsso ha ed ha avuto sui paesi a ridosso del Monte Bondone. L’ambiente è di notevole pregio per la sua conformazione, la vegetazione, il clima temperato ed offre molti scorci panoramici che rendono il tutto una piacevole seppur lunga passeggiata. L’itinerario qui proposto parte dal capoluogo e tocca, in senso antiorario, tutte le frazioni, concedendosi però una digressione che bypassa la salita alla Malga Bael, a mio modo di vedere non interessante in un itinerario così lungo.

Itinerario

Ci sono comunque le possibilità di variare, allungare ed accorciare il percorso qui descritto e ve le enumereremo via via. Mettiamo, per completezza d’informazione, anche la cartina descrittiva in distribuzione presso l’Uffico Turistico di Vezzano, facente parte dell’APT Trento-Monte Bondone-Valle dei Laghi (alquanto datata e in via di esaurimento).

Come note storiche metteremo solo quelle riguardanti le frazioni. Dalla Piazza di Vezzano, dove si può accedere ai servizi essenziali (le domeniche estive aperti solo al mattino) prendiamo la via a sx. che in pochi passi ci porta al sagrato della bella chiesa neogotica dedicata ai SS. Valentino e Vigilio, eretta agli inizi del ’900 invece della vecchia, di cui si avevano notizie ancora dal 1200. Scendiamo le scalette davanti la Cassa Rurale e ci ritroviamo in via del Borgo, dove troviamo sulla sx. la prima indicazione del percorso. Proseguendo passiamo sotto la porta urbica (del vecchio borgo, descrizione a lato della porta) e da qui si comincia a salire. Sul n. 22 della via poco oltre si nota un bell’affresco, poi un capitello eretto nel 1836 per un exvoto.

Passando sotto la statale Gardesana risaliamo, su asfalto, lungo il percorso della Roggia di Vezzano che alimentava un tempo alcuni mulini della zona, primo tra tutti quello che incontriamo sulla sx. sbucando nei pressi della SS.47 e che conclude la prima salitella della giornata. Proseguiamo dapprima per ciclabile poi prendendo a sx su sentiero selciato che 
si inerpica tra boschi cedui e campi coltivati, delimitati da muri a secco. Ritornati dopo circa 20’ di salita sulla strada in ghiaia scendiamo per un breve tratto fino ad incontrare un bivio, dove proseguiremo a dx. e poi, ad un altro bivio a sx. (il segnale è mancante – 7/2016).

Arrivati in prossimità dello stop (e dell’asfalto) attraversiamo e ci inoltriamo per la via di San Rocco che ci porta tra le case della prima tappa, Ciago (q. 574 – 45’). Passiamo il portico che ci lascia in via Belvedere che percorriamo in salita, godendoci l’atmosfera rilassata e paesana del piccolo borgo. Ad un nuovo portico con una piccola digressione dirigiamo verso dx. per godere del panorama dal sagrato della chiesa di San Lorenzo. Pochi minuti dopo torniamo sui nostri passi ed attraversiamo il portico, uscendo così dal paese. Seguiamo, in salita marcata, le indicazioni del s. Sat 627 fino a divergere da esse quando il sentiero spiana, appena entrati nel bosco. Noi, fedeli al nostro cammino, seguiamo sulla sx. la consueta orma di piede nudo, in direzione Tortol-Calchera.

Dopo essere saliti fino a circa q. 620 si scende, tornando su strada asfaltata fino a Lon (q. 540 – 1 h. 10’) nella parte alta del paesino, al parco pubblico. Anche qui per la visita alla chiesa una piccola digressione dalla piazza è necessaria. Pochi passi che ancora non ci mancano spostandosi sulla sx. Tornati nella piazza la attraversiamo e superiamo un portico, scendiamo fino alla Strada di Castel Tonin (coll. con Vezzano SP.18 dir.), la percorriamo per qualche metro e deviamo subito a dx. per la stretta stradina che affianca l’ex rist. Fior di Roccia.

La stradina (Via ai Piai) scende tra i campi coltivati aprendosi e rivelando un superbo panorama sul Lago di S. Massenza. Arriviamo a Fraveggio dopo circa venti minuti (q. 433 – 1 h. 30’). Alla fine di via ai Piai se si vuole andare fino alla chiesa si deve girare a sx. per via S.Bartolomeo, altrimenti giriamo a dx. e usciamo dopo pochi passi dal paese fino ad una stradina che scende a sx. Qui chi fosse già stanco potrebbe scendere subito a Santa Massenza (Var. Corta 15’ circa) e risalire poi a Vezzano. Oppure, come nel nostro caso (si spera) continuiamo fino al termine dell’asfalto e all’inizio dell’erto sentiero detto dello “Scal” che risale la costa del Gazza fino alla soprastante SP 18 (dir. Ranzo-Margone), in località 5 Roveri.

Il sentiero è scosceso e in alcuni punti c’è la possibilità di caduta sassi, come del resto su molti sentieri di montagna. La loc. 5 Roveri si raggiunge dopo circa 1 ora dalla partenza di Fraveggio. L’unica nota che la contraddistingue è il fatto che si torna sull’asfalto, si risale (sulla SP 18 dir.) verso sx. per un centinaio di metri e si riprende il sentiero nei pressi di una scala in pietra a dx. poco prima di una galleria ad uso dell’Enel. Il rituffarsi nella salita nel bosco ci porta in circa altri 30’ nei pressi del cimitero di Margone (945 m. – 2 h. 50’ oltrepassando poco prima la strada in ghiaia per il maso Rualt, aperto stagionalmente, e tenendo la sx.).

Dal piccolo paese (fontana nei pressi della casa sociale dietro la chiesa) si deve ora scegliere: la prima opzione prevede di proseguire nella salita fino alla Malga Bael (chiusa, q. 1.085 – Var. Bael + 1 h. 30’) sul s. Sat 627 assecondando la continuazione del percorso canonico attraverso uno scosceso sentiero (che può essere pericoloso se affrontato con terreno bagnato), un tratto boscoso fino alla Malga e poi ridiscendere a Ranzo per strada in alcuni tratti cementata. La seconda opzione (scelta dal sottoscritto in questo contesto) prevede la discesa per il sentiero 627b fino alla SP 18 poco oltre il bivio con la strada che sale a Margone e, con un tratto su asfalto di circa 1 km., fino a Ranzo.

Cominciamo dunque a scendere da Margone inizialmente su sentiero cementato e poi su strada di ghiaia e sassi, fino alla SP 18 (circa 25’ di discesa costeggiando dapprima alcuni campi coltivati e poi inoltrandoci nel bosco, con qualche rado panorama sul paesaggio lacustre sottostante). Qui altri 20’ ca. portano a Ranzo (746 m. – 3 h. 40’), dove la presenza del bar Parisi, dopo le prime case del paese, potrà favorire la reidratazione in ispecie nelle giornate molto calde. Dal bar proseguiamo fino al crocevia dove è posta la fermata dell’autobus.

Qui varie indicazioni per eventuali altri momenti escursionistici che lasciamo per un altro momento. Proseguiamo a sx. della fermata dell'autobus per la via San Vili, che ci porta dapprima verso la chiesetta, dedicata a San Nicolò, e poi sotto un antico arco per scendere verso il fondovalle, sulle tracce di quella che era l’antica via mesolitica prima e romana poi e di cui restano ormai solo poche, nascoste tracce. Dalla via Somadosso prendiamo a sx. e poi ancora a sx., dapprima attraversando campi coltivati poi prati ed infine inoltrandoci, sempre su strada in ghiaia (a tratti in cemento e poi selciato fino a valle), verso il fondovalle. Attenzione per l’eventuale discesa di mountain bike che, non curandosi spesso dei pedoni, sfrecciano verso il lago. In loc. Paone, dopo 4 h. 10’ ca. di cammino un’altra variante (Madruzziana 30’ ca. giudicato per esperti) ci si prospetta.

Si tratta della Madruzziana, un sentiero lungo circa 2 km. e mezzo, alquanto impervio (recentemente attrezzato con cavo, per prudenza che 
non è mai troppa), che permette di raggiungere direttamente l’inizio del paese di S.Massenza. In positivo una bella visuale dall’alto di Castel Toblino e del suo lago, in negativo l’esposizione quasi integrale al sole, a parte l’ultimo tratto e la mancata passeggiata lungolago. Proseguendo per la strada principale invece, incontrando alcune pareti dove solitamente si sbizzarriscono i climbers ed altre dove alcuni cartelli dipingono la storia naturalistica e geologica della stretta valle, arriviamo proprio davanti al castello suddetto (visita solo agli ospiti del ristorante da marzo a novembre), uno splendido quanto raro esempio di fortificazione lacustre risalente al XII sec. Attenzione all’attraversamento della SS 45bis, sempre molto trafficata.

Attraversatala ci dirigiamo come per entrare nel maniero, prendendo invece una stradina a sx. del muretto, costeggiando il lago e lasciandoci il castello alle spalle. Percorrendo il lago con i suoi canneti e i vigneti di pregiato Nosiola, arriviamo al ponte che separa i due laghi (Toblino, dove si trova il castello, e S.Massenza, dove è posta la centrale idroelettrica), attraversando (ancora attenzione, nonostante la presenza delle striscie pedonali) prendiamo il sentiero che costeggia il lago, la strada che esce di nuovo sulla strada asfaltata poco prima di S. Massenza (q. 256 – 5 h. 00’), incontrando la Madruzziana all’entrata del paese. Nella piazza del paese, intitolata a S. Vigilio e davanti la chiesa, qualche panchina, fermata dell'autobus, parcheggio e l’entrata di una delle ben cinque distillerie presenti nel piccolo borgo, gestite da vari membri della famiglia Poli e tutte molto apprezzate.

Poco prima di Natale il borgo si illumina e si anima grazie al mercatino e alle distillerie aperte, evento in voga da molti anni e che attira sempre moltissimi estimatori del bere di qualità (grazie anche al collegamento autobus da Trento che evita la guida in stato d’ebrezza). Proseguendo a sx. della chiesa (verso Trento) ci dirigiamo sulla Via del Lago verso il paese di Padergnone. La strada gira attorno alla centrale e poi costeggia sulla sx. il colle che separa i due paesi. L’acciottolato, divenuto via del Ponte ci porta fin dove una stradina si distacca in salita, introdotta sull’angolo dal segnale, ormai abituale, dei 7 passi. La prendiamo e saliamo, prendendo rapidamente quota, tra muri a secco e campi coltivati.

Tralasciamo le varie deviazioni e continuiamo sulla via principale arrivando al bivio che ci porterebbe sulla trafficata SS.45 che scende da Vezzano. Sulla nostra dx. dall’altra parte della valletta, la chiesetta di S.Pantaleone. Continuiamo a sx. costeggiando la statale fino alle porte di Vezzano. Attenzione per il nuovo attraversamento della statale e riprendiamo le indicazioni del 7 passi per la loc. Lusan, a dx. del Mobilificio Chemelli. Ci alziamo leggermente, tenendo la dx. fino a raggiungere il parcheggio sul retro del teatro di Vezzano. Costeggiamo la struttura fino a vedere, nella parte superiore, una scalinata che ci introduce al sentiero geologico Stoppani che seguiremo per un breve tratto (ultime fatiche della giornata) fino a via del Ronch, dove scenderemo poi fino alla piazza da cui siamo partiti. In alternativa, dal parcheggio del teatro possiamo percorrere la via Stoppani, in discesa su asfalto, fino all’incrocio con la via Picarel, sulla dx., che dopo un po’ si restringe per poi diventare pedonale e, continuando, sfocia in via del Borgo da dove torneremo alla partenza (6 h. 00’. Naturalmente, trattandosi di un lungo itinerario, la tempistica è molto variabile a seconda del passo tenuto e delle eventuali soste che non sono comunque comprese).

Variante

Descritte nel testo

Inizio dell'itinerario

Vezzano 393 m.

Arrivo dell'itinerario

Vezzano 393 m.

Specificazione

A Vezzano: bar, ristoranti e negozi (Hotel Vezzano Ristorante Pomodoro Tel.0461 864062). Ranzo Bar Parisi (0461 844186) all’entrata del paese e Fam. Coop. (0461 844112 fam.coop.ranzo@ cr-surfing.net - aperto domenica mattina). S.Massenza/Padergnone Il giardino delle Spezie (Loc. Due Laghi 0461 340122), Ai Due Laghi (con camping e Hotel 0461 864198) Castel Toblino Bar e ristorante (0461 864036) e svariate distillerie, dove assaggiare un’ottima grappa.
Punti acqua: Vezzano, Ciago, Lon, Fraveggio, Margone, Ranzo, S.Massenza.

Parcheggio

Trasporto pubblico

Arrivo

Fonte

Missing

Valutazione dell'itinerario

  • Condizione

  • Tecnica

  • Avventura

  • Paesaggio

Copyright

Trento in 50 passi

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