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Dalla Vela a Cadine

Valle dei Laghi
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Informationen zur Tour Dalla Vela a Cadine

Tour Hauptmerkmale

  • Durata
    3:00 h
  • Distanza
    25.2km
  • Dislivello
    860 m
  • Dislivello
    860 m
  • Altitudine Max
    647 m
Partiamo dalla Vela, dal capolinea dell’autobus n. 6, davanti al negozio di alimentari. Ci avviamo verso sx., oltrepassiamo il piccolo ponte e continuiamo la strada fino alla fine del paese. Al bivio pieghiamo verso dx. ed il lungofiume. All’inizio l’itinerario prevedeva di percorrere la strada che costeggia la montagna ma questa è interdetta, anche se percorribile, per possibilità di caduta massi.

Itinerario

Meglio quindi seguire il lungofiume, controcorrente, verso sx. Purtroppo la strada è asfaltata e dobbiamo percorrerla tutta fino alla sua conclusione, bypassando un auto-recuperi e tutta la lunghezza della discarica sottoponendoci, in caso di passaggio in giorni feriali, al fastidioso passaggio dei camion diretti a quest’ultima. Un cartello monita di non passare se non si è addetti ai lavori ma l’itinerario è obbligato ed il passaggio dalla strada, diventata in ghiaia all’entrata della discarica, non è sicuramente un’opzione (altro punto d’accesso è da Zambana vecchia, anche qui comunque attraverso un sentiero sotto la montagna ed in seguito lungofiume).

In fondo alla discarica la strada continua diventando forestale e, poco dopo vi si trova sulla sx. il sentiero Sat n. 611. Siamo entrati da poco nella zona interessata dal biotopo Foci dell’Avisio, un’area protetta di 14 ettari che comprende appunto le foci dell’Avisio ma che si è estesa (seppure contrastata da una strada ad intenso traffico) anche al corso del fiume Adige, fino ad incontrare le Foci del Noce più a nord, nei pressi di Mezzocorona. La salita si fa subito ripida, facendoci guadagnare quota velocemente, tra bassa vegetazione prima ed un bosco poi.

La sosta, obbligata, dopo 40-50’ di salita impegnativa, alternata solo a tratti da qualche falsopiano, è alla Bocca Paloni dove abbiamo una veduta panoramica molto soddisfacente sulla città a sud e ad est, la parte terminale del biotopo suddetto sotto di noi e la Piana Rotaliana a nord, alla nostra sx. 
Oltrepassiamo i tralicci dell’alta tensione e proseguiamo per il s. 611 (San Vili) in direzione di Terlago, trovando dopo circa 1 km dalla Bocca Paloni una piccola area di sosta con fontana annessa. Appena inoltrati nel bosco notiamo subito la differenza tra il sordo rumore del passaggio veicolare della parte rivolta ad est e la silenziosa tranquillità di questa parte rotta solo dal rumore dei nostri passi.

La vegetazione consta di pini silvestri e del caratteristico bosco collinare (carpini) tipico ad un po’ tutti i versanti dei monti che circondano Trento a questa quota. Dopo aver percorso un pezzo su forestale, al bivio giriamo verso Terlago, verso dx. In breve arriviamo ad un incrocio di strade nei pressi dell’ingresso di una cava (dove è stata posta una tabella esplicativa delle peculiarità archeologiche dell’area lacustre) e prenderemo a dx. per la stradina asfaltata che risale leggermente permettendoci di vedere il Lago di Terlago, tra prati e muretti a secco ed alcuni punti panoramici. La Via è la Val Manega che diventa via F.lli Negriolli.

Dopo qualche centinaio di metri cominciamo ad incontrare le prime case del paese, ancora sospeso nella stupenda fascia intermedia tra antico e modernità. Lo si nota dalle case, alcune delle quali ancora tali e quali erano cento e più anni fa. Specie al centro del paese, nelle vicinanze del castello (che non toccheremo in questo itinerario ma che è imprescindibile parte del paesaggio) le radici tardo-medievali delle costruzioni si distinguono inequivocabilmente nei capitelli, negli androni e nei muri costeggianti le strette vie. All’altezza del n. 11 della via Negriolli si ridiscende verso il centro del paese imboccando poi via Omigo e continuandola verso sx. (che diventa poi via al Lago). Su strada, purtroppo, asfaltata ma fortunatamente poco trafficata scendiamo verso il lago, facendo attenzione alla mancanza del marciapiede.

Passate le ultime case di Terlago incrociamo, dopo poche decine di metri in leggera discesa, una stradina sulla sx. che si inoltra in mezzo ai campi coltivati (indicazione Bar al Lido). La prendiamo arrivando in breve all’area di sosta prospiciente il nuovo Bar Lido (ex Bunker costruito in posizione rialzata in sostituzione di un’altra struttura omonima ricavata da alcune costruzioni in cemento degli anni ’60 del XX° secolo, quando il turismo scoprì questo bell’angolo di Trentino). Qui da poco è stata costruita la Lake-Line, una sorta di teleferica riservata alla pratica del wakeboard (una sorta di snowboard su acqua collegato ad un filo d’acciaio movimentato da un motore elettrico) collegata all’altra parte. Usciamo dalla stradina che porta al parcheggio, ritrovando la via al Lago in prossimità del ponte che separa le due metà del lago di Terlago.

Variante

In caso di innalzamento del lago sopra il livello del ponte (non infrequente nel periodo del disgelo), si può prendere il sentiero che si diparte dal Bar al Lido verso dx. (arrivo alla tabella info della Zona Archeologica descritta nel Giro dei Laghi). Attraversato il ponte seguiamo la strada che porta, in leggera ascesa, dapprima all’incrocio con la zona del Maso Travolt (dove gravitano il Garni Lillà, il Camping ed il Bar al Lago ed il Ristorante/Pizzeria Lillà) e poi lungo la strada che risale fino a Cadine (q. 494), dove è posto l’arrivo del nostro itinerario.

Inizio dell'itinerario

Vela 200 m.

Arrivo dell'itinerario

Cadine 494 m.

Specificazione

A Cadine: La Stube del Galletto (sempre aperta Tel.0461 1740474 - 342 7190126 www.lastubedelgalletto.com).
Punti acqua: Vela e Cadine.

Parcheggio

Trasporto pubblico

Arrivo

Fonte

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Valutazione dell'itinerario

  • Condizione

  • Tecnica

  • Avventura

  • Paesaggio

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