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Da Termeno a Cortaccia passando S. Giacomo di Castellaz

Termeno s.s.d.v.
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Informationen zur Tour Da Termeno a Cortaccia passando S. Giacomo di Castellaz

Tour Hauptmerkmale

  • Durata
    2:45 h
  • Distanza
    8.8km
  • Dislivello
    250 m
  • Dislivello
    250 m
  • Altitudine Max
    536 m

Itinerario

Partiamo dal centro di Termeno, parcheggio all’incrocio tra la Via Lago di Caldaro e In der Au. Termeno è raggiungibile anche in autobus di linea. Attraversiamo il torrente dell’Inferno e percorriamo successivamente la Via Hans Feur, fino a quando troviamo l’indicazione per il sentiero della chiesa a destra. Lo seguiamo e, superando molti gradini, arriviamo al tempio. Dopo lo stesso ci teniamo brevemente sulla destra e raggiungiamo un pilone votivo, da cui si diparte la Passeggiata Castellaz che porta al Sentiero di Castellaz. Lo percorriamo dapprima in leggera salita verso sinistra, la forestale si snoda attraverso un bosco misto che ogni tanto si apre lasciando la vista libera di spaziare sulla Bassa Atesina. L’ultimo tratto del percorso verso il centro di Cortaccia si sviluppa nuovamente tra frutteti e vigneti. Per una sosta ristoratrice possiamo consigliare l’Albergo Terzer. La via di ritorno a Termeno si snoda brevemente lungo la strada asfaltata; poi verso destra si diparte la via n. 8 che, per frutteti e vigneti e passando per il casale Rungg, ci riporta al punto di partenza.

Variante

Variante per chi ama camminare: Il Sentiero Enodidattico porta dal margine meridionale di Cortaccia fino a Niclara ed è un percorso “attraverso la vita della vite“. Molti pannelli informativi danno spiegazioni sulle tappe più importanti del calendario vitivinicolo, mentre in alcuni punti è addirittura possibile annusare le note aromatiche di alcuni vini. Lungo il sentiero si segue la cosiddetta “Pratz“, una mano tesa di legno. La stessa un tempo era il segnale con cui il Saltner (guardiano dei vigneti) indicava la propria presenza. Si torna per la via dell’andata. Dislivello 240 m in più, tempo di percorrenza 1 ora 20 min. in più.

Inizio dell'itinerario

Termeno centro

Arrivo dell'itinerario

Termeno centro

Specificazione

La viticultura in Alto Adige

Nelle nostre contrade la viticoltura vanta un’antica tradizione. Fino a poco tempo fa ancora si credeva che la vite fosse giunta in loco ad opera dei Romani; ora si sa che essa veniva già coltivata in epoca preromana e che il vino veniva conservato in botti di legno e non in contenitori di argilla, contrariamente a quanto facevano i Romani. Da quando con i due rami della Via Claudia Augusta furono realizzate due vere arterie di transito attraverso le Alpi, è probabile che pellegrini e mercanti come frutto dei loro viaggi abbiano riportato in Alto Adige anche nuove conoscenze vitivinicole e barbatelle innestate. Svariati conventi a nord delle Alpi acquistarono ampi vigneti nel solatio Alto Adige, incentivando al massimo la coltivazione della vite e dando poi ai vini nomi legati ai luoghi di provenienza. Così uno dei nostri vitigni autoctoni, il Gewürztraminer è menzionato già dall’XI secolo. Un altro vitigno autoctono, il Lagrein rosso (un tempo c’era anche quello bianco), viene nominato dal capo della rivolta contadina Michael Gaismair nel 1525. E un terzo vitigno tipico della nostra terra, la schiava, veniva menzionata già nel medioevo nei conventi della Germania meridionale con la denominazione di “Potzner“ (bolzanina).

Oggi la viticoltura in Alto Adige si pratica da 200 a oltre 1000 m sul livello del mare; su circa complessivi 5300 ettari di superficie si coltivano una ventina di (importanti) varietà di viti. Sul Monte Favogna sopra Magré, a 1050 m di quota, si trova probabilmente il vigneto di Müller Thurgau più alto d’Europa. Attualmente il vigneto a cui spetta la palma di più alto in assoluto pare essere quello che prospera a 1300 m sui pendii sottostanti all’abbazia di Monte Maria, in Alta Val Venosta. Agli audaci coltivatori non possiamo che augurare successo e sole in abbondanza. Accanto alle varietà di vite conosciute ne esistono di rare, note quasi esclusivamente agli esperti, come il “Fraueler“, un vitigno della Val Venosta, il “Blatterle“ e il “Versaoaln“. Di questa varietà abbiamo una vite da primato che cresce accanto a Castel Katzenzungen, presso Prissiano: ha ca. 350 anni di età e copre una superficie di ben 300 m², piazzandosi così tra le più grandi e vecchie viti del mondo.

Parcheggio

Termeno centro

Trasporto pubblico

Arrivo

In auto o autobus fino a Termeno

Fonte

Cover_facili_passeggiate_alto_adige
Autore:
Leo Brugger
Dal libro:
Facili passeggiate

Valutazione dell'itinerario

  • Condizione

  • Tecnica

  • Avventura

  • Paesaggio

Copyright

Facili passeggiate

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