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Da Galennora a Pontesu e ritorno

Baronia Barbagia di Bitti e Tepilora
medio
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Informationen zur Tour Da Galennora a Pontesu e ritorno

Tour Hauptmerkmale

  • Durata
    6:00 h
  • Distanza
    13.2km
  • Dislivello
    540 m
  • Dislivello
    670 m
  • Altitudine Max
    781 m
Nel cuore dei monti di Irgoli

Itinerario

Dal parcheggio si attraversa la strada, aprendo e richiudendo un cancello che non è mai chiuso a chiave e si inizia a salire lungo la sterrata, circondata dalla macchia mediterranea. La strada sale gradualmente, con vista che pian piano si apre verso il mare, dominata dalla lunga e rocciosa cresta di Pontesu che si andrà a raggiungere. Si effettua un primo tornante verso sinistra, poi un secondo verso destra: al terzo tornante (quota) si abbandona la sterrata sulla destra per andare a visitare il nuraghe di Norgoe: questa deviazione merita sia per la bellezza del luogo, sia per l’imponenza del monumento. Si parte proprio dal gomito del tornante, individuando uno stretto tunnel sotto i corbezzoli e attraversando un piccolo rigagnolo, attivo solo nei mesi più piovosi. Si esce dal corbezzolaio seguendo una traccia poco evidente, passando accanto a un’arnia in legno di tipologia arcaica (attenzione: ancora attiva!) e proseguendo il leggera salita su terreno pietroso. La traccia segue un filo tra le rocce e la ginestra, non segnalato e talvolta poco intuitivo. Si arriva presso alcuni roccioni dominanti, sovrastati da una recinzione: sulla destra, un impluvio oltre il quale si distingue il rilievo su cui si trova il Nuraghe Norgoe. Si scende verso l’impluvio tra grossi olivastri, fino a raggiungere il greto del rivo, attraversandolo e procedendo in salita per pochi passi per deviare sulla destra, ancora in salita, raggiungendo un bel sentiero che corre tra grandi lentischi accanto a una recinzione. Lo si segue verso sinistra, fin nel punto in cui esso comincia a scendere individuando sulla sinistra i primi segni del nuraghe. Risalendo sul cucuzzolo che lo ospita, si intuisce la maestosità e la complessità del monumento, oggi di difficile lettura a causa della molta vegetazione: un grande rifascio murario circonda tutto il rilievo, eccetto che nel lato ovest, e precipita sul fiumiciattolo precedentemente attraversato, dove nella rupe spicca un olivastro centenario. Si ritorna alla sterrata per la stessa via (complessivamente occorrono circa 45’ per la visita al sito): in realtà sarebbe possibile proseguire direttamente da Norgoe per un esile sentierino, ma esso è assai di difficile individuazione. Dalla sterrata si riprende a salire, giungendo in breve ad un ampio slargo dominato dal bell’ovile di Galennora: tutta la zona reca innumerevoli testimonianze del passato, da epoche preistoriche al medioevo, spesso nascoste sotto i grossi lentischi e la macchia che va rioccupando tutto. Sulla destra del cancello dell’ovile di Galennora si stacca un sentierino che fora la macchia a corbezzoli e lentischi: lo si imbocca, in piano, passando accanto a una vecchia sorgente ancora attiva e cominciando lentamente a salire. Il sentiero appena imboccato è in realtà quanto rimane di una sterrata che saliva alla soprastante Funtana Abba Vritta: la strada fu costruita per imbrigliare ed utilizzare l’acqua della ottima sorgente. Inizialmente largo e marcato, il sentiero diviene man mano leggermente ingombro di cisto e sale più decisamente, tenendo prima la direzione nord e poi piegando decisamente a ovest, dopo aver attraversato alcuni impluvi orlati dagli ontani. Man mano che si sale il panorama si fa più ampio, abbracciando gran parte del Golfo di Orosei e tutta la piana del Cedrino. La salita è lunga, ma mai eccessivamente ripida e la vista ripaga ampiamente la fatica. Si giunge finalmente nei pressi del grande abbeveratoio presso Funtana Abba Vritta (acqua potabile solo nel tubo). Da qui alla cresta sono pochi passi: si perviene a una sterrata e si prende a sinistra, in ambiente sempre grandioso con vista che si apre anche sul Supramonte e il Gennargentu, oltre al Mont’Albo sulla destra. Si prosegue in salita, su sterrata che peggiora sempre più fino a scollinare nei pressi di Punta su Grabellu, riconoscibile sulla destra per via di un albero isolato presso la cima rocciosa. Si individua un sentierino che si tiene poco sotto la punta, mantenendo la direzione sud, tenendo sulla destra l’abbeveratoio di Tanarghé e portandosi, dopo aver attraversato una zona paludosa, in direzione dei ruderi di Cuile Pontesu, costituiti da alcuni recinti e dal basamento di una capanna. L’ambiente è splendido, contraddistinto da rilevi rocciosi interamente occupati da blocchi di granito di tutte le dimensioni, e la vista è grandiosa. Si raggiunge Cuile Pontesu, tenendosi sulla destra in direzione ovest-sudovest e iniziando a scendere dopo aver individuato un sentierino che si tiene sul bordo della radura e poi, passata una recinzione, diventa una bella sterrata in discesa presso un rimboschimento purtroppo devastato da un recente incendio. La sterrata, in mediocri condizioni, scende rapida, tenendosi al centro del crinale e raggiunge un’altra rotabile, questa in migliori condizioni, nel valico di Ianna Neulotha, che segna il confine tra Irgoli e Loculi. Si prende a sinistra, per strada bianca, scendendo gradualmente. Al secondo tornante, in discesa, si stacca sulla sinistra un sentierino: da qui è possibile raggiungere il Nuraghe Sa Ena ‘e Luisone, che si trova sulla destra del sentierino imboccato a circa 10’ di cammino. Rientrati sulla sterrata, si prosegue nella discesa per un lungo tratto, mantenendo la strada principale ai bivi successivi che portano a vari ovili del territorio. Dopo alcuni km si giunge all’asfalto in località San Michele: deviando a sinistra e percorrendo poco meno di 3 km si rientra all’auto. Se si volesse evitare l’ultimo tratto di asfalto, è possibile disporre preventivamente un’altra auto presso la Sorgente posta dinnanzi alla chiesa di San Michele.

Inizio dell'itinerario

Strada comunale per Norghio

Arrivo dell'itinerario

Abba Vritta - Pontesu

Parcheggio

Spiazzo sterrato a lato della strada

Trasporto pubblico

Arrivo

Dal centro di Irgoli si seguono le indicazioni per il sito di Ianna ‘e Pruna, presenti anche i cartelli che indicano Sa Conca Isteddata. Per strada asfaltata si supera la chiesa di San Michele e poi, prima che la strada cominci a salire decisamente, si individua un cancello sulla sinistra che da inizio a una strada sterrata (circa 5,1 km dal paese). Si posteggia in uno slargo sterrato sulla destra della strada.

Valutazione dell'itinerario

  • Condizione

  • Tecnica

  • Avventura

  • Paesaggio

Copyright

Matteo Cara Sentieri

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Mangiare & Bere vicino al tour

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