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2 Da Trento alla Grotta di Villazzano

Valle d'Adige - Trento
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Informationen zur Tour 2 Da Trento alla Grotta di Villazzano

Tour Hauptmerkmale

  • Durata
    2:15 h
  • Distanza
    5.9km
  • Dislivello
    340 m
  • Dislivello
    340 m
  • Altitudine Max
    566 m
Durante il Rinascimento la collina di Trento, ricca di sorgenti (loc. Valdacole), va costellandosi di eleganti ville volute dalla nobiltà locale – già proprietaria di palazzi in città – che si vanta così di fastose residenze rurali circondate da giardini e campi coltivati dove trascorrere i mesi estivi. Tale «corsa alla campagna», dopo una fase di leggero declino negli anni postconciliari, riprende con toni ancora più alti nel Settecento: i giardini si fanno adorni di statue e giochi d’acqua, i saloni s’impreziosiscono con stucchi e affreschi. In tale contesto s’inserisce, sui resti di un antico maso, la ricostruzione nei contorni barocchi della Villa de Mersi a Villazzano, oggi restituita alla comunità. Alla villa le Poste Italiane dedicarono un francobollo della serie «Il patrimonio artistico e culturale italiano: le Ville d’Italia» (1985). «L’Arcadia di Trento» risulta dunque il tema di questa passeggiata.

Itinerario

Dal capitello di via San Bartolomeo (220 m) si punta sul sottile campanile dell’omonima chiesa cimiteriale con annesso maso, antico convento custode di epigrafi tombali di famiglie nobiliari trentine (1183). Si continua in salita nel Cernidor, dal «cernitore di milizie» com’era soprannominato il proprietario del casolare sull’omonimo rivo; quindi, rivolto un pensiero al tabernacolo della Sacra Famiglia e dissetati alla fontana-lavatoio, si attraversa la S.S. 349 e la linea ferroviaria della Valsugana inaugurata nel 1896. Imboccata via dei Tessadri, a Villazzano, si fiancheggia Villa de Mersi e il suo parco (345 m; ore 0.30) che confinano con la chiesa dei Santi Stefano e Bartolomeo (1801–1803) a sua volta comunicante con una chiesa moderna. Si prosegue diritti per la salita dei Molini, che ricorda antichi opifici; a sinistra si va invece alla piazza all’ex villa vescovile, oggi sede di Studi forestali. Al termine della salita, Villa Belfonte è un balcone su Trento: divenuta Centro di Cultura Cattolica, è oggi Casa di Riposo per anziani. Il nome le viene dalle fonti che sgorgano dalla poco distante piccola grotta in tufo; qui si viene anche per pregare al santuario della Madonna di Loreto (1623, rinnovato nel 1746). Si riprende il cammino fino alla Grotta di Villazzano (471 m; ore 0.45). Si rientra imboccando direzione Gabbiolo fino a costeggiare con la via alla Cros il campo sportivo; si attraversa la S.P. e si scende per via D. Sartori tra i campi coltivati per deviare infine a destra verso il parco di Gocciadoro e giungere così all’imbocco di via Chini (1 ora).

Variante

Nel rientro, giunti a via alla Cros, si prosegue per Gabbiolo superando la settecentesca Villa Salvadori, per scendere a Graffiano lungo via Salé, fiancheggiata da storici palazzi, quindi via D. Sartori (ore 0.40).

Inizio dell'itinerario

incrocio via San Bartolomeo con via Chini

Arrivo dell'itinerario

incrocio via San Bartolomeo con via Chini

Parcheggio

San Bartolomeo

Trasporto pubblico

Arrivo

Trento, quartiere San Bartolomeo

Valutazione dell'itinerario

  • Condizione

  • Tecnica

  • Avventura

  • Paesaggio

Copyright

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