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16 Da Lasés il giro del biotopo

Valle di Cembra
facile
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Informationen zur Tour 16 Da Lasés il giro del biotopo

Tour Hauptmerkmale

  • Durata
    2:00 h
  • Distanza
    4.2km
  • Dislivello
    170 m
  • Dislivello
    170 m
  • Altitudine Max
    768 m
Il Lago di Lasés, dal colore verde pastello che muta a seconda della luce, s’insinua come un fiordo tra le pendici del Monte Gorsa e quelle del Monte Serra; lungo circa 700 metri raggiunge la profondità massima di 31 metri. La sua origine trova ragione in uno sbarramento morenico causato dall’ultima glaciazione nell’era quaternaria, che lo ha racchiuso in un tratto dell’antica Valle dell’Avisio. Lo circondano pareti di montagne ormai erose da quotidiane perforazioni per l’estrazione del porfido, una roccia vulcanica effusiva molto resistente e impiegata nell’edilizia per pavimentazioni (cubetti chiamati bolognini o sanpietrini) e rivestimenti. Camminando per Lasés (comune Lona / Lasés), si intuisce subito come il porfido costituisca l’elemento base del paesaggio: profonde cave, alcune oggetto di ripristino ambientale, edifici, tetti, muretti e pavimentazioni stradali.

Itinerario

Lasciate le case di Lasés (637 m), dal Lido s’imbocca il sentiero circumlacuale. L’indicazione «Cimitero romano e altomedioevale» avvisa che qui vennero scoperte, nel 1913 e nel 1920, più di una quindicina di tombe a cassettone; databili alla fase di decadenza dell’impero romano (IV sec.), furono trovate quasi prive di corredo, causa precedenti incursioni ladresche. Si procede sul lago sino al «giro di boa» (ore 0.25) segnato dalla Palude degli Sfondroni, un canneto misto con piante di carici dove trovano rifugio numerosi uccelli acquatici (svassi, gallinelle d’acqua, germani reali…). È quanto rimane della palude formata dal lago omonimo e che oggi costituisce una delle tre parti del biotopo provinciale di Lona / Lasés: le altre sono Val Fredda e Palù Redont. Si abbandona la sponda settentrionale del lago per la Val Fredda (780 m; indicazioni «Sentiero didattico»), nota per il fenomeno d’inversione termica delle «Buche di ghiaccio», le cosiddette Buse del Giaz, un interessante fenomeno carsico; formatesi per il sovrapporsi di massi franosi, in estate vi si respira aria fredda, mentre in inverno succede il contrario. Tali gallerie possono superare anche i 10 metri di profondità e sul fondo, se si deposita la neve, questa rimane tutto l’anno a mo’ di ghiacciaia: un aspetto sfruttato fino al primo dopoguerra quale frigorifero naturale. Si continua nel bosco per l’ultima area messa sotto tutela provinciale, Palù Redont, un piccolo bacino ormai quasi completamente impaludato, la cui origine è legata all’escavazione glaciale. Su un comodo tracciato si rientra quindi a Lasés (ore 1.30).

Variante

La passeggiata circumlacuale del Lago di Lasés attrezzata con panchine (ore 0.50).

Inizio dell'itinerario

Lido di Lasés (parcheggio)

Arrivo dell'itinerario

Lido di Lasés (parcheggio)

Parcheggio

Lido di Lasés (parcheggio)

Trasporto pubblico

da Trento / Stazione autobus extraurbano n. 103

Arrivo

da Trento sulla S.S. 12 fino a Gardolo, quindi bivio S.P. 76 per Lasés (18 km)

Valutazione dell'itinerario

  • Condizione

  • Tecnica

  • Avventura

  • Paesaggio

Copyright

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