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Due passi per la "Grande Trento"

Valle d'Adige - Trento
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Informationen zur Tour Due passi per la "Grande Trento"

Tour Hauptmerkmale

  • Durata
    3:00 h
  • Distanza
    6.9km
  • Dislivello
    0 m
  • Dislivello
    0 m
  • Altitudine Max
    192 m
Trento conserva un patrimonio artistico e monumentale di grande fascino, che rappresenta un libro aperto sulla sua storia millenaria. Situata nel cuore delle Alpi, al centro di una delle più antiche vie di comunicazione tra l’Europa Centrale e il Mediterraneo, la città esprime attraverso i monumenti il suo ruolo di punto d’incontro e di cerniera tra la civiltà italiana e quella germanica.

Itinerario

All’interno del centro storico e nelle immediate vicinanze l’amministrazione comunale, tramite il Servizio Cultura e Turismo, ha individuato ben 46 siti di particolare interesse storico-artistico, capaci di raccontare al visitatore attento e curioso il vissuto storico della città e gli stili architettonici che di secolo in secolo hanno contribuito a definirne il volto e che attualmente sono incastonati nel moderno tessuto urbano come gemme preziose.

Contrassegnati da un’apposita segnaletica con testi esplicativi trilingui (molti vengono riportati anche in questo libro) i principali palazzi, il castello, le antiche chiese ed i resti archeologici inglobati in molti edifici vengono illustrati nella loro valenza culturale e collegati tra loro secondo una rete di fili conduttori, articolata in sette itinerari tematici: la città romana; la città medievale; la città dei principi vescovi; la città rinascimentale; la città del Concilio; la città barocca; la città moderna. Ogni itinerario (che non descriverò in questa occasione) propone una chiave di lettura diversa della storia cittadina, ma ognuna di queste è intrecciata e si appoggia sulle altre.

Dalla Tridentum romana al passato prossimo della “città fortezza” (fino al 1918) si percorre la storia, intrecciandosi con il percorso dei principi-vescovi che per quasi ottocento anni (fino al 1803) segnarono e decisero il destino della città e altresì con il percorso del Concilio, che per diciotto anni tra il 1545 e il 1563 portò a Trento il più lungo e controverso dibattito ecumenico nella storia della Chiesa. Naturalmente la distanza percorsa è quella dell’itinerario completo (circa 7 km.) che, se unita a visite e quant’altro ai monumenti aperti al pubblico porterebbe via più di una giornata.

Per un’infarinatura più che sufficiente si consigliano le visite organizzate dal Comune, ogni sabato attraverso tutto l’anno (di solito suddivise in due parti: al mattino visita guidata al Castello del Buonconsiglio, al pomeriggio visita guidata del centro storico. Esse sono a pagamento e su prenotazione; sotto le festività natalizie e pasquali o se il sabato coincide con una festa di precetto, è consigliabile informarsi presso l’U.R.P. 0461 275259 o all’Azienda di Promozione Turistica 0461 216000). Uscendo dalla stazione del treno, ci si trova davanti al primo parco della città, rinnovato recentemente (e forse non del tutto) dopo un periodo di degrado.

Nel bel mezzo del piazzale che separa la stazione dal dirimpettaio Palazzo della Regione, fa bella mostra di sé la statua dedicata al padre della lingua italiana, Dante Alighieri, con la mano tesa come a protezione dell’italico idioma, nella Piazza omonima. Prendendo alla propria destra ci si trova subito davanti (dx.) alla Badia di San Lorenzo della nostra lista ma che visiteremo per prima, vista la prossimità con il punto di partenza.

Continuando per la trafficata Via Pozzo ci lasciamo sulla destra la stazione degli autobus ed il cavalcavia attraversandolo, che prosegue verso il corso dell’Adige ed il Monte Bondone, imbocchiamo diritti Via delle Orfane e poi Via Cavour, a metà della quale, sulla sinistra si incontra l’austera Torre della Tromba di cui non si conoscono precisamente le origini, ma se ne ha menzione dal 1470 anche se risulta inequivocabilmente antecedente.

Tralasciando, per il momento, la rinascimentale retrospettiva della Chiesa di S. Maria Maggiore, arriviamo in una delle più belle piazze d’Europa (non lo dico solo io ma me ne assumo la piena responsabilità), la Piazza del Duomo. Oltre al Duomo (che sicuramente merita una visita all’interno-entrata da Via Verdi), la Torre Civica ed il Palazzo Pretorio (col sottostante Museo Diocesano), il Palazzo Balduini e le magnifiche case affrescate Cazuffi e Rella (quattrocentesche, affreschi attribuiti al Fogolino), a fare da contorno alla splendida fontana del Nettuno, col suo tridente a rievocare l’antico nome della città (costruita tra il 1767 e il 1769 dallo scultore Antonio Giongo di Lavarone; la statua sovrastante la fontana è una copia in bronzo dell’originale, conservato nel cortile interno del Municipio).

Lasciata la fontana alle nostre spalle ci incamminiamo per l’imperiale via Belenzani dove troviamo in rapida successione alla nostra sinistra: il Municipio Vecchio, il Palazzo Alberti-Colico e il Palazzo Geremia. Davanti a questo l’attuale Sede Comunale di Palazzo Thun di cui sono state recuperate, almeno in parte, le affrescature originarie. In fondo alla via, sulla destra troviamo la Torre Mirana e in fine la Chiesa di S. Francesco Saverio. Giriamo a dx e imbocchiamo la maestosa via Manci, trovando subito sulla sx il Palazzo Fugger – Galasso, detto anche del Diavolo. Continuando, un po’ avanti sulla sx troviamo in successione Palazzo Trentini, Palazzo Saracini Cresseri e Palazzo Salvadori. In cima alla via, sull’angolo con via S.Pietro, ecco il Palazzo Migazzi – Ciani e di fronte ad esso, sull’angolo tra via S.Pietro e via S.Marco, il Palazzo Mieli – Del Monte.

Giriamo in leggera discesa lungo i portici di via Suffragio e percorriamo tutta la via, spostandoci sulla destra. Sbuchiamo nei pressi del giardino (sulla dx) che contiene i tavolini della premiata gelateria Torre Verde, nei pressi del trafficatissimo incrocio di Piazza Sanzio tra la Via Bernardo Clesio, via Torre Verde e Via Manzoni. Sulla sx. di dove ci troviamo ecco il Palazzo Trautmannsdorf (sede ora dell’Enoteca Trentina) e, dall’altra parte della strada, la superba mole della Torre Verde, di cui si può facilmente intuire l’origine del nome guardandone il tetto.

Girando a dx. appare subito davanti a noi l’incantevole ed austera mole del Castello del Buonconsiglio, a cui sfiliamo davanti fino all’incrocio con la via S.Marco. Prendendo a dx. per quest’ultima la percorriamo fino a trovare sulla sx. la Piazzetta degli Agostiniani, che ci introduce al Chiostro della Chiesa di S.Marco. Inoltrandoci nel vicolo troviamo subito sulla nostra dx. una amena piazzetta, intitolata al noto imprenditore Bruno Lunelli (Cantine Ferrari). Attraversatala imbocchiamo un passaggio tra i negozi che ci fa sbucare direttamente nella bella via S.Pietro e nella “Trento da comprare”.

Proseguendo verso sx. vediamo subito la bianca sagoma neogotica della Chiesa di S. Pietro e, di fronte, la Casa – Torre Negri. Percorrendo poi la via fino in fondo, ci troviamo in Largo Carducci e, piegando verso destra, raggiungiamo Via Oriola dove giriamo subito a sx. nel Vic. Schivabriga che ci introduce nella Piazza Lodron, dove ogni giorno, a parte la domenica, è di scena un piccolo mercato. In fondo alla piazza, prima di sfociare nella Piazzetta Pasi, troviamo sulla sx. il Palazzo Lodron – Zippel e di fronte, sull’angolo con via Oss Mazzurana, il Palazzo Ghelfi. Imboccando sulla dx. la centralissima via Paolo Oss-Mazzurana, dopo una strettoia e l’incrocio sulla dx. con la già citata via Oriola, troviamo il Palazzo Tabarelli; poco più avanti, all’angolo di Via Diaz, il Palazzo Cazuffi; proseguendo poi l’entrata del Teatro Sociale, da qualche anno ristrutturato.

Torniamo indietro fino alla via Diaz e andiamo fino a Piazza Battisti, dove si trova l’entrata del S.A.S., lo Spazio Archeologico Sotterraneo nel quale si possono visitare i resti della Tridentum romana. All’angolo della Via Diaz con la piazza giriamo ora a dx. per la via Malpaga dove ecco il pergolato di Casa Mirana. Torniamo quindi, proseguendo diritti, in Via Oriola e, girando a sx., proseguiamo fino all’incrocio con Via Galilei dove svetta, proprio all’angolo, il Palazzo Firmian, ora sede di un istituto di credito, come molti altri. Proseguiamo per via Galilei fino a sfociare in Piazza Venezia, dove fa bella mostra di sé la Fontana delle Naiadi, detta anche, in dialetto, “el lavaman del sindaco” ovverosia il catino del primo cittadino. Al di là dell’incrocio la piccola chiesa francescana di S.Bernardino.

Ci spostiamo verso dx. di pochi metri, costeggiando l’Avvocatura dello Stato, e imbocchiamo, in contromano rispetto al traffico, Via Calepina. Circa 100 m. e, sulla sx. al civico 50, troviamo l’attuale sede del Tribunale Regionale, ospitata a Palazzo Lodron. Appena superata la mole del cinquecentesco palazzo, lo costeggiamo a sx. in Vicolo del Liceo. Pochi metri (guardandosi intorno i più attenti vedranno vari stili di costruzione che vanno dalle austere forme del ventennio alle più morbide fattezze del palazzo che ospita la ferramenta) e, girandoci alla nostra sx. alla fine del vicolo, troviamo la facciata della cinquecentesca chiesa della S. Trinità, all’inizio della via omonima. In questa via troviamo, proseguendo, Palazzo a Prato a dx., la Torre del Massarelli a sx., Palazzo Roccabruna ancora a sx. In fronte a questo, prendiamo per la via omonima che costeggia il Palazzo a Prato e torniamo nuovamente in via Calepina. Qui, di fronte a Piazza delle Erbe, giriamo a sx. costeggiando Palazzo Sardagna e poi spingendoci fino alla fine della via dove troviamo, sulla dx. Palazzo Calepini.

Oltrepassato questo Palazzo siamo proprio dietro al Duomo, sulla centralissima Via Garibaldi. Prendiamo a sx. la stretta e corta Via S.Vigilio che sfocia subito in Via Mazzini, dove a dx. spicca la cupa mole di Palazzo Larcher – Fogazzaro con accanto un lacerto delle antiche mura medievali. I palazzi prospicenti e adiacenti sono tutti, con qualche eccezione e concessione, risalenti al 5-600. Arriviamo in breve allo slargo di Piazza Fiera, dove sono ben evidenti le Mura Vanghiane e a dx il Torrione Madruzziano. In fondo alla Piazza il Palazzo Vescovile. Proseguendo per via S.Croce per circa 200 m., vediamo sulla nostra dx. l’Arco dei Tre Portoni.

Ci incamminiamo lungo questa via che costituiva anticamente l’ingresso alla città da sud. Dal 2013, anno in cui è stato inaugurato il nuovo Muse (Museo delle Scienze) è stata riaperta la strada che dai 3 Portoni, attraversando via XXIV maggio e poi la trafficatissima via Rosmini, ricollega la zona cimiteriale della città (sita appunto in via Rosmini) col nuovissimo Quartiere delle Albere dove fanno bella mostra il Muse sopra citato ed il Palazzo delle Albere. Costeggiando quest’ultimo sulla dx. torniamo verso il centro per via Sanseverino, anche questa allargata e interrata per permettere il collegamento sicuro tra il quartiere e la pista ciclabile, aldilà dell’Adigetto, canale di raccolta e controllo del flusso dell’Adige. Dal Muse, attraversando l’Adigetto si può fare lo stesso percorso lungo la ciclabile fermandosi poco prima della Stazione a valle della Funivia di Sardagna.

Riattraversiamo ed imbocchiamo la stretta via Canestrini che conduce a un sottopasso. Oltrepassatolo passiamo sotto la Porta S. Margherita imboccando diritti la via omonima fino al semaforo pedonale nella centrale Via Rosmini. Oltre la strada il colpo d’occhio sulla Piazza, recentemente ripulita e chiusa al traffico, e sulla Chiesa di S. Maria Maggiore è sublime. Guardando la grande chiesa giriamo a sx. per la stretta via S.Giovanni, arrivando in via Roma e da qui, girando a sx. in pochi metri alla Piazza della Portela, dove troneggia la Torre Vanga. La torre è quasi sempre aperta per qualche mostra, perlopiù di interesse storico-artistico. Aldilà della torre scorre la via omonima, che attraverseremo prendendo, poco prima dell’entrata riservata ai pullman della Stazione Autocorriere, la scaletta che sale sul cavalcavia.

Qui giriamo a sx. salendo ancora per pochi metri per poi ridiscendere verso il Ponte S.Lorenzo (a sx. la partenza della funivia Trento-Sardagna sopracitata). Attraversato il ponte sull’Adige giriamo a dx. per Lungadige M. Apuleio e attraversiamo in prossimità del passaggio pedonale. Arrivati nel rione di Piedicastello, visitiamo la chiesa di S. Apollinare e le Gallerie (Museo Storico di Trento, sempre fucina di interessanti mostre). Ritorniamo sui nostri passi fino alla Stazione Autocorriere e Piazza Dante (Stazione F.S.).

Inizio dell'itinerario

Trento

Arrivo dell'itinerario

Trento

Parcheggio

A Trento

Trasporto pubblico

Arrivo

Fonte

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