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5 L’itinerario della storia

Vallagarina-Rovereto
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Informationen zur Tour 5 L’itinerario della storia

Tour Hauptmerkmale

  • Durata
    0:30 h
  • Distanza
    1.4km
  • Dislivello
    0 m
  • Dislivello
    0 m
  • Altitudine Max
    201 m
Nel quartiere di Santa Maria, costituito da palazzi signorili sei-settecenteschi così come da vecchie case popolari addossate alla roccia (salita al Dosso), s’apriva un tempo la porta San Tommaso o «della Scaletta» a controllo dell’accesso meridionale alla città. Qui rimangono il ricordo della chiesa medioevale di San Tommaso Becket, assegnata all’arciprete di Lizzana, alla quale sino alla fine del Settecento fu annesso l’ospedale di Rovereto, e la pittoresca ma trascurata chiesetta di Sant’Osvaldo, eretta su disegno di Ambrogio Rosmini (1791). Si prosegue verso il ponte Forbato sul Leno, che accompagna in piazza Podestà, voluto attorno al 1250 dai conti di Lizzana: più volte ricostruito, l’attuale, dalla curiosa andatura leggermente in curva, risale al 1840 a seguito della devastante inondazione del 1797. Poi, nemmeno la guerra riuscì a scalfirlo!

Itinerario

In piazza Podestà l’elegante Palazzo Pretorio crea un contrasto visivo con l’aspetto militare del castello. Sede del Municipio, è un prezioso testimone dell’evoluzione economica e culturale della città (Sezione storico-artistica del Museo Civico, visite guidate per le scuole). Accanto alla porzione quattro-cinquecentesca, adorna di affreschi di matrice veneziana con l’intervento anche del vicentino Marcello Fogolino, si delinea la porzione settecentesca, riconoscibile dal balcone con balaustra. La prima, con un basso porticato decorato con fronde di quercia stilizzate e lo scorrere di una roggia aperta, venne costruita per volere della Serenissima quale abitazione del podestà, la seconda quale sede del magistrato per ostentare la floridezza economica raggiunta a seguito dell’industria serica. La facciata rivolta verso via Portici mostra il busto di Eugenio di Casa Savoia, che qui soggiornò durante la Guerra di successione spagnola (1701), e un ponte di collegamento con Palazzo Sbardellati (1920) ispirato al «ponte dei sospiri» di Venezia su progetto di Augusto Sezanne, autore anche del rifacimento della facciata verso il Leno, dello scalone interno e di decorazioni nelle sale (1902–1905).

Imponente con i suoi torrioni veneti e la cinta bastionata sul lato affacciato a piazza Podestà, segnata dai busti degli irredentisti roveretani Damiano Chiesa e Fabio Filzi e da un mortaio Skoda, il Castello di Rovereto (entrata da via Castelbarco) si erge su di un dosso roccioso in riva destra del Torrente Leno, a protezione del sottostante borgo antico. L’aspetto, ancor oggi quasi esclusivamente militare, simile a una rocca, trova origine nel Trecento, allorché i nobili Castelbarco lo organizzarono quale piazzaforte del proprio potere feudale in Vallagarina. La fortezza, che non venne mai «ingentilita» come residenza, venne occupata dalla Serenissima nel 1416, che ne modificò l’aspetto medioevale: così i camminamenti per il servizio dei cannoni, il fossato, il pozzo d’assedio (prof. 57 m), i torrioni Marino, Malipiero e Coltrino, lo sperone e il bastione, dai cui spalti si gode un ampio panorama sulla città e sulla valle. Espugnato successivamente dalle truppe arciducali d’Austria nel 1487, tornò nelle mani dei Veneziani fino al 1509 quando, ceduto agli Asburgo, divenne sede dei Capitani imperiali; subì devastazioni, fu ridotto a caserma, a prigione e danneggiato dall’artiglieria italiana nella Prima guerra mondiale. Il suo interno ospita oggi il Museo Storico Italiano della Guerra, uno dei più rappresentativi in Italia.

Lasciato il castello, in via Fosse si leggono i resti delle mura con torri di vedetta, erette dai potenti signori di Castelbarco, originari da Chiusole (frazione di Pomarolo). Tra i suoi membri spicca Guglielmo di Castelbarco, che ricostruisce il preesistente fortilizio di Rovereto e fa circondare le case da solide mura. Investito «della signoria di Lizzana colla villa di Roveredo» fu anche Podestà di Verona e amico quindi dei suoi Signori, gli Scaligeri; di larghe vedute, comprese la posizione strategica di Rovereto, allora «borgo», che ebbe anche così subito un mercato (1292), la fiera degli animali e la vendita del sale. Si prosegue quindi su via Valbusa Piccola, testimone del legame castello-borgo medioevale, quindi la pittoresca via della Terra con la Torre Civica eretta attorno al Trecento a difesa della porta urbica settentrionale (nel 1519 furono inseriti l’orologio e la campana, mentre successivamente venne eliminata la merlatura originaria).

Inizio dell'itinerario

via S. Maria

Arrivo dell'itinerario

Piazza Podestà

Specificazione

Palazzo Pretorio:
(visite guidate) tel. 0464 452800

 

Castello di Rovereto:
Via Castelbarco 7 (ingresso via delle Fosse) tel. 0464 438100 www.museodellaguerra.it; chiuso lunedì; barrierato; Family in Trentino; book e gift shop; sala video; consultazione archivi storici, biblioteca ed emeroteca su prenotazione; visite guidate e laboratori didattici; collana pubblicazioni storiche e didattiche

Parcheggio

Rovereto

Trasporto pubblico

Arrivo

Valutazione dell'itinerario

  • Condizione

  • Tecnica

  • Avventura

  • Paesaggio

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