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3 L’itinerario del Settecento

Vallagarina-Rovereto
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Informationen zur Tour 3 L’itinerario del Settecento

Tour Hauptmerkmale

  • Durata
    0:15 h
  • Distanza
    0.4km
  • Dislivello
    0 m
  • Dislivello
    0 m
  • Altitudine Max
    198 m
Originari da Bergamo i Rosmini, trasferitisi in Vallagarina attorno alla metà del Quattrocento, diventano prima proprietari terrieri – molte le loro terre da Volano a Marco – poi, nel Settecento, imprenditori della seta. Nel corso di tre secoli si distinguono in più rami: il più rilevante è quello dei Rosmini-Serbati, con le figure dell’architetto Ambrogio (1741 – 1818) e del nipote filosofo e sacerdote Antonio (1797 – 1855), oggi beato (nella chiesa di San Marco busto con cenotafio della beatificazione, 2007).

Itinerario

I Rosmini, tipica famiglia borghese colta e intraprendente, si circondano di cose belle che raccolgono durante i loro viaggi, ma sono anche noti per la loro munificenza. A loro si deve ad esempio la promozione di edifici quali l’Asilo infantile Rosmini, il primo sorto in città (1845), l’ospedale cittadino in Santa Maria, l’allora ponte sull’Adige, la Cassa di Risparmio in piazza Rosmini, come riporta la targa all’ingresso del palazzo affrescato che la ospita, un tempo dei Conti d’Arco. La Casa natale di Antonio Rosmini, in corso Rosmini (di fronte al palazzo Balista con solenne portale in pietra, commissionato dagli stessi Rosmini nel 1737), è il risultato della trasformazione d’una residenza rustico signorile del Seicento allora fuori dalla cinta urbana, resasi necessaria dopo l’apertura a metà Ottocento del viale e della piazza medesimi; nel giardinetto di fronte, un tempo collegato alla casa, c’è la statua monumento del filosofo Antonio voluta dai Padri Rosminiani nel 1886; prima si trovava al posto della grande fontana circolare nella vicina omonima piazza, realizzata nel 1895 dalla «Società di abbellimento». È possibile visitare alcune stanze con arredi originali, tra cui la stanza natale di Antonio Rosmini, l’appartamento dello zio Ambrogio, la ricca biblioteca con circa 15.000 volumi in latino, italiano, tedesco, inglese di formazione settecentesca che spazia in ogni campo del sapere: dalla letteratura alla storia, dalla geografia all’arte e alla filosofia. Ci sono poi l’archivio (XVIXIX sec.), una cospicua raccolta di stampe antiche ed una notevole quadreria, frutto entrambe dalla passione per l’arte dell’architetto Ambrogio. Nel palazzo non poteva ovviamente mancare la piccola cappella di famiglia, interamente dipinta in forme prospettiche; Antonio Rosmini si ritirava comunque in preghiera anche nella chiesa della Beata Vergine di Loreto, nell’attigua omonima piazzetta (fino al 1713 v’era annesso l’ospedale cittadino). Spostandosi verso piazza Rosmini si notano i busti di Riccardo Zandonai e di Clementino Vannetti, due esponenti dell’Accademia degli Agiati, l’associazione culturale sorta nel 1750 con il riconoscimento dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria e tutt’oggi attiva (sede presso Palazzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto); poi s’imbocca corso Bettini, realizzazione settecentesca su progetto di Ambrogio Rosmini col nome di corso Nuovo Grande. Sulla destra s’incontra il palazzo Fedrigotti con ordinati giardini (polo di Rovereto dell’Università di Trento, Dipartimento di Scienze della Cognizione e della Formazione), progettato da Ambrogio così come il palazzo dei nobili Alberti Poja le cui sale affrescate – un tempo «albergo per forestieri» – sono spazio espositivo del Museo Civico. Poco oltre il palazzo dell’Annona progettato sempre da Ambrogio (1772) quale deposito per il grano e oggi Biblioteca Civica, mentre, rientrando sul lato opposto, c’è palazzo Piamarta (1772 su progetto di Francesco Giongo), più conosciuto come il Palazzo della Pubblica Istruzione, dal 1855 al 1973 Scuola Reale Elisabettiana, un istituto superiore ad indirizzo arti applicate fucina di artisti (lo stesso Fortunato Depero), architetti e ingegneri divenuti di fama internazionale, oggi sede della Facoltà di Scienze Cognitive. Infine, il primo teatro del Trentino (1783), nato per iniziativa di privati ed espressione del fermento culturale di Rovereto, intitolato nel 1919 al celebre compositore Riccardo Zandonai, allorché venne messa in scena la sua opera Francesca da Rimini, che ne sancì la rinascita dopo la devastazione subita durante la Grande Guerra (restauri, prossima apertura 2014).

Inizio dell'itinerario

Corso Rosmini

Arrivo dell'itinerario

Corso Bettini

Specificazione

Accademia degli Agiati: tel. 0464 436663; www.agiati.it

 

Casa natale di Antonio Rosmini: Via Stoppani, 3 tel. 0464 420788 / 458088 www.comune.rovereto.tn.it casa.natale@rosmini.it rosminiana@biblio.infotn.it visitabile a richiesta (gratuito); sbarrierata; biblioteca e archivio storico; Centro studi rosminiani; Cattedra Rosmini presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento

 

Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive: tel. 0464 808401

Parcheggio

Rovereto

Trasporto pubblico

Arrivo

Valutazione dell'itinerario

  • Condizione

  • Tecnica

  • Avventura

  • Paesaggio

Copyright

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