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2 L’itinerario della seta

Vallagarina-Rovereto
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Informationen zur Tour 2 L’itinerario della seta

Tour Hauptmerkmale

  • Durata
    0:30 h
  • Distanza
    1.6km
  • Dislivello
    0 m
  • Dislivello
    0 m
  • Altitudine Max
    204 m

Itinerario

Dal Cinquecento alla fine dell’Ottocento la Vallagarina fu protagonista dello straordinario impulso produttivo dato dall’attività serica avviata dai Veneziani durante il loro dominio (1416 – 1509). Si narra così che il 25 aprile, giorno dedicato a San Marco, era di buon auspicio dare inizio all’allevamento dei bachi da seta, i cavaléri; un tempo i frati benedivano le case e con esse i bachi! Recita infatti un proverbio: Chi vol na bona galéta (il bozzolo) da san Marc la meta. Poi, al momento della filatura dei bozzoli, si sarebbe ringraziato San Giobbe, protettore appunto dei bachi da seta. Tale attività rimane oggi documentata in alcuni spazi del Museo Civico di Rovereto e nei pannelli illustrativi di vestigia di archeologia industriale (filande e filatoi) situati in vari punti del centro storico realizzati con la collaborazione del Comune e del Lions Club San Marco (Libro percorso Rovereto Città della Seta). Un pizzico d’oriente permane oggi a Rovereto grazie anche al Festival Internazionale di danza contemporanea e teatro Oriente Occidente, che interpreta l’attenzione di Rovereto verso differenti culture (inizi settembre). Filatoi e filande, ma anche canali d’acqua derivati dal Torrente Leno (le róze), ciminiere e camini per le caldaie, e ancora tintorie, fabbriche per la tessitura conferirono dunque dinamicità al paesaggio e benessere alla popolazione. A Rovereto gli edifici serici – nel Settecento si contavano ben 30 filatoi – erano distribuiti principalmente lungo tre canali, oggi in gran parte intubati: la Róza grande (il tracciato risale al Trecento quando serviva a portare l’acqua all’interno del castello) che si ricongiunge con la Róza picola oltre piazza Follone per scorrere entrambe fino a Sacco; la Róza Paiari che parte da via Marsilli, prosegue parallela al Leno oltre il ponte Forbato per poi scendere poco sotto via Santa Maria (vicolo Pajari sulla sinistra Leno) e dirigersi verso l’Adige. Partendo dal ponte Forbato sono visibili gli edifici dell’epoca preindustriale che sfruttava l’energia idrica (briglie, alti argini in pietra, prese per canalizzazioni), quindi le alte case con file di finestre che s’affacciano dirette sul Leno: ad esempio la Casa dei Turchi, allora abitata da manodopera qualificata per la lavorazione della seta, riconoscibile per i balconi traforati in legno con i quali schermavano la vista delle donne da sguardi indiscreti. Si attraversa il ponte giungendo in piazza Podestà dove la Róza grande è a vista davanti al Municipio; si prosegue seguendo il suo corso coperto lungo via Portici per giungere in piazza Malfatti (conosciuta come piazza del Grano o del Macello) dove nel 1580 sorse il primo filatoio ad acqua (dei fratelli Vörleger). Da qui si entra in piazza della Pesa un tempo del Suffragio, dove interessante è il complesso dell’ex filanda a vapore Bridi (a fianco scorre un tratto della Roggia Grande); si cammina verso piazza D. Chiesa, un tempo piazza S. Carlo (mura del convento delle Clarisse), e si entra in via Tartarotti segnata dal filatoio Tacchi, eretto nel 1765 e ampliato nel 1804 (una lapide ricorda che venne visitato nel 1822 dallo zar Alessandro di Russia e dall’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe I). Poco oltre, all’angolo con via Carducci, c’è il palazzo cosiddetto delle trifore che ospita il Catasto e del Libro fondiario sorto però in origine come tintoria. Si attraversa via Conciatori e via Setaioli per trovarsi sulle rive del Leno; lo si oltrepassa risalendolo fino a raggiungere il vicolo Pajari che porta nuovamente nel rione Santa Maria. A destra il bel palazzo Colle-Masotti (XVIII sec. oggi sede Aima e centro diurno anziani) in passato adibito a filanda con annesso filatoio e galetera, mentre a sinistra presso il vicolo Tintori, si è ai palazzi Larcher, de Cobelli (XVI sec. poi ampliato e decorato nel ’700) e Candelperger con giardino, anch’essi in origine legati al commercio dei filati serici sui mercati del Nord Europa.

Inizio dell'itinerario

ponte Forbato

Arrivo dell'itinerario

ponte Forbato

Specificazione

Festival Internazionale Oriente Occidente:
tel. 0464 431660 www. orienteoccidente.it

Parcheggio

Rovereto

Trasporto pubblico

Arrivo

Valutazione dell'itinerario

  • Condizione

  • Tecnica

  • Avventura

  • Paesaggio

Copyright

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