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Informationen zu Catinaccio


La leggenda tedesca, tratta dalle antiche saghe cavalleresche del 13. secolo, conferisce a questa speciale/caratteristica schiera di monti una aura mistica. Il Gruppo del Catinaccio, generalmente chiamato Catinaccio per semplificare, trova nella sua formulazione originaria, tutto il suo fascino: “Roseto”, o “Giardino di Rose” hanno incisa nel nome l’antica leggenda. Dato che il “Roseto” è perfettamente visibile da Bolzano, questo tratto di montagna è ormai profondamente scolpito/radicato nella coscienza comune.

Il monte più alto, il Catinaccio d’Antermoia (Kessekogel), raggiunge la quota di 3004 m. La sua cima può essere raggiunta attraverso un’arrampicata dalla pendenza piuttosto leggera che può essere intrapresa dal Passo del Principe. A chi non verrebbe voglia di inoltrarvisi dolcemente?



La prima salita avvenne nel  1873 ad opera degli inglesi Tucker e Carson al seguito della guida Bernard.



I due britannici conquistarono come scalatori/arrampicatori/alpinisti anche la seconda, per altezza, delle montagne del Gruppo del Catiniccio: la Cima del catinaccio, per l’appunto (Rosengartenspitze).



Dal 2009 il Gruppo del Catinaccio ( o il „Gruppo del Giardino di Rose“) è, in quanto appartenente a pieno titolo delle Dolomiti, patrimonio dell’umanità.

Dopo la sconfitta ad opera di Dietrich von Bern, il re Laurino maledisse il suo incantevole roseto, cosicché questo non avrebbe irraggiato la sua bellezza né di giorno né di notte, ma dimenticò il tramonto. Da allora, la luminosità rosseggiante delle Alpi (fenomeno dellenrosadira) proveniente dal roseto, appartiene ai bellissimi scenari che le montagne imbiancate possono offrire.

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