I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Informazioni

Bolzano

La porta delle Dolomiti

Pesche dalle gote rosse, lattughe verdi e croccanti, una gran quantità di arance l’una appoggiata sopra l’altra. Il mercato della frutta di Bolzano è vivace e variopinto mentre frutti esotici vengono accuratamente accostati ai deliziosi prodotti locali.

„Bitteschön“, „quanto costa“, „buongiorno“, „Aufwiedersehen“ – qui s’incontrano due lingue, due culture. Altrove in Alto Adige è facile dimenticarsi di essere in Italia. Ma non a Bolzano. Prima guerra mondiale. 1918. Le truppe italiane occupano l’Alto Adige, con lo scopo di annettere la provincia a sé. In commemorazione dell’annessione e come segno di vittoria, il governo italiano fascista costruì nel bel mezzo della città in forma di arco trionfale il Monumento della Vittoria.

Oggi, i due gruppi linguistici, a parità di diritti, s’impegnano in una convivenza armoniosa. Nel capoluogo dell’Alto Adige si fondono lo stile di vita alpino e la dolce vita mediterranea. In piazza Walther tra diversi bar e piccoli negozi le differenze sfumano. Il profumo di caffè inebria l’aria. La luce del sole crea giochi di luce riflettendosi irregolarmente sui cubetti di porfido. Palazzi borghesi del XVIII° secolo contornano la piazza. Edifici stretti, vicoli angusti, cortili luminosi.

Sotto gli archi gotici dei “portici” si affiancano negozi che vendono i tradizionali “Loden tirolesi” a negozi di famose marche italiane. Dall’omonima piazza, la statua del menestrello e simbolo della città, Walther von der Vogelweide, domina la città. Il campanile filigranato, che adorna il duomo di Bolzano, rappresenta un abile lavoro realizzato in pietra arenaria. Si misura così, in modo impertinente, con il paesaggio maestoso delle Dolomiti sullo sfondo.

I vigneti collinari circostanti, di varietà autoctone, si spingono fino in città. Secco, ma intenso, leggero, ma dal gusto pieno: questo è il vino St. Magdalener. Il suo profumo ricorda quello delle mandorle. Questo panorama di vigneti, disposti a scacchiera, si presenta al visitatore insieme ad una varietà di manieri e castelli. A partire dal XXII° secolo, la nobiltà fece costruire castelli su castelli nella conca di Bolzano. Tramite la loro costruzione volevano esser resi ampiamente visibili il prestigio, la ricchezza e il potere delle varie famiglie. Castel Roncolo si è conservato in tutta la sua magnificenza fino ai giorni nostri. Gli affreschi profani, gli conferirono il nome di "maniero illustrato".

Anche il Museo Archeologico offre al visitatore un viaggio nella storia. Ötzi l'uomo dei ghiacci forse il "bolzanino” più conosciuto accoglie qui migliaia di visitatori ogni anno.

Alla Homepage