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17 Da Lavis ad Acquaviva

Rotaliana
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Informationen zur Tour 17 Da Lavis ad Acquaviva

Tour Hauptmerkmale

  • Durata
    1:45 h
  • Distanza
    39.1km
  • Dislivello
    50 m
  • Dislivello
    60 m
  • Altitudine Max
    241 m
Attorno alla navigazione sul Fiume Adige è fiorita nei secoli un’economia specializzata, a cominciare dai fabbricanti di barche, dai traghettatori, zattieri e fluitatori, per finire ai costruttori di depositi per la conservazione e distribuzione del legname presso i «porti», e a chi si occupava dei cavalli per il tiro di zattere. Al di sopra di queste attività vigevano le corporazioni dei barcaioli, che controllavano i diritti dei confinanti lungo le sponde, l’utilizzo della medesima acqua per fluitatori, mugnai, fabbri e segantini … Fin dall’antichità Lavis ha rappresentato il luogo di guado dell’impetuoso Torrente Avisio (La Vis) tanto che nel 1202 viene nominato per la prima volta il ponte sul fiume, in occasione dell’accordo per il dazio tra i vescovi di Trento e di Bressanone anche per il legname che qui fluitava dalle valli di Fiemme e Cembra. Oggi questa «via» è sostituita dall’autostrada, dalla statale e dalla ferrovia del Brennero, nonché da una apprezzata pista ciclabile.

Itinerario

Dal ponte in ferro sull’Avisio (1884), che unisce Lavis (234 m) al rione San Lazzaro (Trento) segnato dalla chiesa romanica superstite di un lebbrosario e di un ospizio per pellegrini (aperta domenica e in particolari occasioni), si scende lungo la sponda destra fino a imboccare la pista ciclopedonale «Valle dell’Adige» – un tratto della Ciclopista del Sole (dal Brennero alla Sicilia). Alla confluenza dell’Avisio nell’Adige si lasciano i vigneti per attraversare il biotopo provinciale «Foci dell’Avisio», un greto fluviale con vegetazione idrofila, a tutt’oggi condizionato dal prelievo d’acqua per la produzione di energia elettrica e per fini agricoli. Si continua lungo l’argine sinistro dell’Adige superando l’interporto doganale e il bivio per il sobborgo di Roncafort, coprendo così la morbida ansa del fiume ai piedi del Doss Trento e della chiesa di Sant’Apollinare (vedi itinerario 22). A Trento (200 m), ai ponti San Giorgio e San Lorenzo (10,5 km) si può entrare in città; la pista prosegue intanto su un tracciato alberato, panoramica sulla cascata di Sardagna e il cinquecentesco Palazzo delle Albere (sede museale provinciale), così chiamato per i pioppi cipressini, le àlbere in dialetto, che ne segnavano il viale d’accesso. Superata l’area delle Ghiaie occupata da impianti sportivi, al ponte per Ravina ci si porta sulla sponda opposta del fiume attraversando i frutteti di Romagnano; ancora un ponte, per Mattarello, e si è di nuovo sull’altra sponda, volgendo ora verso Acquaviva (190 m), raggiungibile in pochi minuti con una breve deviazione su sterrato dal Consorzio trentino di bonifica (9,5 km). Ad Acquaviva c’è Villa Bortolazzi, un elegante edificio tardo barocco fatto edificare da i Bortolazzi, mercanti dell’epoca, a cui seguirono come proprietari i Larcher-Fogazzaro. Il vasto parco che la circonda, anche se disturbato dalla statale del Brennero, gode di particolari scenografie: tra le settecentesche statue che lo abbelliscono emergono su alti piedistalli i simboli dei quattro «vecchi» continenti. Si gira il manubrio e si rientra a Lavis pedalando lungo l’argine sinistro, costeggiando così l’aeroporto di Mattarello (vedi itinerario 20).

Variante

La pista ciclopedale prosegue verso sud e il prossimo ponte sull’Adige è all’altezza di Besenello (5 km da Acquaviva).

Inizio dell'itinerario

Lavis, ponte San Lazzaro (parcheggio)

Arrivo dell'itinerario

Lavis, ponte San Lazzaro (parcheggio)

Parcheggio

Lavis, ponte San Lazzaro (parcheggio)

Trasporto pubblico

autobus extraurbano nn. 102, 104; Ferrovia Trento / Malé (trasporto bici)

Arrivo

da Trento sulla S.S. 12 fino a Lavis (8 km)

Valutazione dell'itinerario

  • Condizione

  • Tecnica

  • Avventura

  • Paesaggio

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