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Monumenti naturali in Alto Adige

Nel 1970, quando si credeva ancora ciecamente in una crescita economica illimitata, la Giunta provinciale altoatesina dimostrò grande coraggio nel confronto sorto tra “progressisti” e “tradizionalisti”.

In Alto Adige si cominciò a parlare del concetto di parco naturale.
Alcuni anni dopo ci fu il primo risultato: venne fondato il primo parco naturale, il parco naturale dello Sciliar.

Con una grande opera di informazione e diplomazia si riuscì a bloccare centrali elettriche e zone sciistiche già progettate, conservando preziosi paesaggi culturali e patrimoni naturali nella forma odierna. L’uso turistico rispettoso divenne realtà. Negli anni successivi vennero fondati altri 7 parchi naturali, trasformando così complessivamente un quinto della superficie dell’Alto Adige in “zona protetta”. Vennero escluse le tecnologie e lo sfruttamento industriale.

Contemporaneamente alla creazione dei parchi naturali venne definito, sempre con la legge sulla tutela del paesaggio del 25 luglio 1970, anche il termine dei monumenti naturali. Monumento naturale possono essere singoli alberi, acque, piramidi di terra, cascate d’acqua etc. che vengono contrassegnati con una placchetta particolare. Gli splendidi larici antichi in Val d’Ultimo, le affascinanti piramidi di terra sul Renon, le avventurose cascate di Stanghe, l’imponente cascata di Parcines. Fino ad oggi sono stati nominati in Alto Adige 1082 monumenti naturali

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