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Monumenti in Alto Adige

Monumentali, marziali, immobili. A partire dal 1938 vennero costruiti al Brennero, sul Resia e nella Val Pusteria in Alto Adige monumenti mastodontici, gli ossari, dove venivano sepolti i soldati italiani caduti in guerra.

I soldati erano però caduti spesso su campi di battaglia lontani, per essere poi portati nella terra di confine altoatesina. Si cercava di giustificare così l’annessione dell’Alto Adige all’Italia dopo la prima guerra mondiale. La presunta memoria ai soldati, caduti per la “conquista dell’Alto Adige”, si rivelò invece essere propaganda fascista.

Alcuni monumenti particolarmente vistosi, soprattutto a Bolzano, sono d’origine fascista, ad esempio il monumento alla vittoria bianco e splendente, visibile già da lontano, in Piazza della Vittoria o la vista sul bassorilievo di Mussolini su quella che fu la “Casa del Fascio”, oggi sede degli uffici finanziari. Subito di fronte troviamo in Piazza del Tribunale il foro di Bolzano con la sua imponente architettura a colonne e la scritta incisa “Pro italico imperio virtute iustitia hierarchia vngvibvs et rostris”.

Altro monumento è la statua di Walther von der Vogelweide dallo sguardo severo nella piazza centrale del centro storico di Bolzano, Piazza Walter, accanto al magnifico Palazzo Campofranco. Due splendidi esempi di monumenti non fascisti nel capoluogo.
La colonna di Maria in marmo bianco costruita nel 1706 e situata ora in Piazza della Rena a Merano è uno dei monumenti più antichi di Merano. Non molto distante si trova il monumento costruito in onore dell’imperatrice Sissi, che elesse diverse volte Merano come sua città di cura portando così grande notorietà al “balcone meridionale della monarchia”.

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