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Cime in Alto Adige

Alto Adige. Una piccola regione montana nel cuore dell’Europa. 740 000 ettari di superficie, di cui il 60% è situato sopra i 1600 m. Una superficie molto limitata di coltivazione, insediamenti e campi, di fronte ad un paesaggio montano ampio, boschivo, roccioso e aspro. Una parte considerevole di questo paesaggio alpino è occupato dalle cime che danno forma alle montagne.

In Alto Adige ci sono 350 cime note che superano i 3.000 m. La più alta è il leggendario Ortles. Raggiunge 3.905 m di altezza, ed è composta in gran parte di dolomite con grandi ghiacciai. Fu scalata per la prima volta il 17 settembre 1804 dal cacciatore di camosci nonché guida alpina Josef Pichler; fu uno degli avvenimenti alpinistici più importanti del secolo.

A metà del diciannovesimo secolo ci fu una vera e propria gara verso le cime più famose dell’Alto Adige, tra cui anche le Dolomiti, per effettuare misurazioni e stilare così cartine precise.

Furono soprattutto gli alpinisti inglesi ad esplorare le montagne dell’Alto Adige e ad effettuare numerose prime scalate nelle Dolomiti. Le conquiste più famose nelle Dolomiti furono sicuramente la Cima d’Antermoia ed il Catinaccio. Dal 1865 al 1868 furono scalate ben 60 cime nel gruppo dell’Ortles dall’ufficiale austriaco Julius Payer, accompagnato dalla guida alpina di Solda Johann Pinggera. Attorno al 1870 risultavano conquistate tutte le cime più alte dell’Alto Adige, e cominciò la fondazione di alcune associazioni alpine. Iniziò a prendere forma anche l’attività delle guide alpine.

L’attrezzatura tecnica e l’abbigliamento funzionale facilitano oggi l’escursionismo di alta montagna e la scalata di cime molto pericolose. Oggi, la vera vittoria per un alpinista non è tanto la vetta, bensì la conquista della libertà di poter vedere panorami infiniti e lasciarsi alle spalle i rumori della quotidianità urbana.

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