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Alta Badia - Val Badia

La triplice gioia di vivere

L'occhio passa sopra le dolci colline degli alti pascoli, sopra l’armonioso gioco di colori cangianti di foreste, terreni agricoli e pascoli fino giù sugli ampi prati della valle.

E li si posa su di un cartello trilingue: "Marebbe-Enneberg-Mareo. Italiano, tedesco e ladino. Il linguaggio arcaico e la cultura della popolazione ladina, la più antica popolazione romancia della regione alpina, si sono mantenuti fino ai giorni d’oggi nell’isolata Val Badia. I caratteristici gruppi di casolari costruiti su ripidi pendii soleggiati, rappresentano un tipico sistema costruttivo romancio. I così chiamati “Paarhöfe”, i tipici masi a due piani, hanno un piano inferiore costruito in pietra, mentre il piano superiore è in legno. Intagli ornamentali adornano i balconi e le travi. Affreschi decorano le pareti. Viali di frassini collegano i masi, chiamati "Viles" in ladino. L’idilliaca scenografia si completa da foreste di larici ed abetaie.

La strada della Val Badia compie ampie curve attraversando due parchi naturali. Il lato destro della valle è collegato alla Riserva Naturale del Puez Odle, protetta da pascoli ondulati ai piedi di bizzarre montagne frastagliate. Il fior di stecco, la dafne striatae, l’erica carnea adornano altresì il fianco opposto delle valle nel Parco Naturale di Fanes-Sennes-Braies. Le imponenti vette dalle punte innevate e con ai piedi una gran quantità di massi e macerie, offrono allo spettatore un quadro drammatico.

San Martino in Badia gode di una cornice pittoresca grazie al castello medievale “Ćiastel de Tor”, risalente al 12° Secolo. Il Museo “Ćiastel de Tor” illustra al proprio interno la lingua, la cultura e la storia della popolazione. Da qui si inerpica la strada montana che porta alla valle dei Mulini. I vecchi mulini costituiscono una viva testimonianza di una cultura antica e del duro lavoro degli agricoltori. L’acqua del torrente Seres passa attraverso canalette, paratoie, traverse e ruote dei mulini.
L’indiscutibile centro turistico è, tuttavia, Corvara a fondovalle. Vitale e frequentata sia d'estate che d'inverno. 130 km di piste perfettamente preparate e la "Sella Ronda" parlano da sè.

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